Trieste: al grido “frocio” sedicenne massacrato di botte

“Adesso vedrai come uccido i froci triestini” hanno gridato dopo l’aggressione. Le minacce anche alla madre della vittima.

Insultato al grido “frocio“. Poi massacrato di botte da un coetaneo, pugni in faccia con frattura del setto nasale. Il ragazzo ha successivamente subito un delicato intervento chirurgico. L’increscioso fattaccio è accaduto a Trieste domenica scorsa intorno alle 22 sulle Rive, zona molto trafficata della città. La madre del ragazzo ha esposto denuncia ai carabinieri. Il racconto della donna secondo il quotidiano locale Il Piccolo: “Intorno alle 21.50 mio figlio è uscito con un amico dalla pizzeria e si è incamminato verso il molo Quarto, all’ingresso del quale è stato avvicinato da un gruppo di ragazzi (…). Uno dei quali lo ha insultato dandogli del frocio“.
Secondo la donna suo figlio non avrebbe reagito, ma un altro ragazzo del gruppo si è avvicinato e lo ha insultato gridandogli “Adesso vedrai come uccido i froci triestini“. Quest’ultimo ragazzo avrebbe quindi sferrato una serie di pugno violenti, uno dei quali all’occhio e l’altro al naso. Il suo amico di sventura è scappato terrorizzato.

Il sedicenne, dopo l’aggressione, rimasto a terra da solo e sanguinante, ha telefonato a sua madre che ha chiamato i carabinieri e si è precipitata sul posto. All’arrivo dell’ambulanza inoltre la donna si è vista minacciata da un ragazzo sedicente cugino dell’aggressore che avrebbe detto alla donna “Se presenti denuncia noi ammazziamo te e tuoi figlio”. Le stesse minacce si sono ripetute poi nei giorni successivi anche al telefono.

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La donna ha successivamente dichiarato al quotidiano “Quello che è accaduto è pazzesco: non è accettabile che avvengano aggressioni come queste in un luogo così frequentato come le Rive. Chiedo al sindaco Dipiazza di intervenire”.

Il sindaco Roberto Dipiazza, già primo cittadino di Trieste in due mandati dal 2001 al 2011, proprio domenica sera era stato rieletto con la sua coalizione di centro destra, spodestando il sindaco uscente di centrosinistra Roberto Cosolini. Secondo la donna gli aggressori della vicenda erano macedoni e serbi.

4 commenti su “Trieste: al grido “frocio” sedicenne massacrato di botte

      1. Ahahahahah cos’è una battuta? Se la prognosi non supera i 15 giorni non scatta manco il procedimento. Sai quante ce ne sono così di aggressioni. Finché l’aggressione omofoba non verrà penalmente prevista come aggravante sono tutte raglia dell’asino

        1. No, non credo. Per essere tentato omicidio bisogna tener presente le condizioni di chi arreca il danno, in questo caso abbiamo una vera e propria dichiarazione di morte, e se l’azione effettuata non si esaurisce con l’evento in sé, qui abbiamo minacce di morte successive e ripetute. Per me, ci sono gli estremi.
          Inoltre, bisogna fare attenzione ai termini. Non bisogna volere l’aggravante per omofobia, altrimenti rischia di essere incostituzionale oltre che facilmente attaccabile da chi la legge non la vorrebbe. Bisogna volere invece un’aggravante per l’orientamento sessuale, qualunque esso sia.
          Se si parlasse solo di omofobia e transfobia, tu mi aggredisci perché sono gay e ti becchi 3 anni più uno ma se io ti aggredisco perché sei etero e ne becco tre. Non sarebbe giusto. Lascia perdere l’improbabilità dell’evento, la legge deve tutelare tutti nello stesso modo. Vengono condannati per stupro al 99.9% gli uomini, ma questo non vuol dire che una donna non possa essere condannata se ne commette uno. Anche perché, la stampa darebbe più risalto ai 1000 etero condannati a quattro anni o all’unico gay condannato a tre per lo stesso reato? Quindi, niente aggravante omofoba ma aggravante legata all’orientamento sessuale.

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