Cina: camion rossi contro le terapie riparative

La Cina non ha ancora una legge contro le terapie riparative.

Dei camion rossi inizieranno a girare per la Cina. E’ questa la campagna contro le terapie riparative ideata da un artista cinese e un poliziotto omosessuale. Si tratta di una protesta pubblica, attraverso diversi camion rossi, i quali sulla fiancata riportano delle scritte in cui si richiede lo stop al ricorso delle terapie di conversione. Tali terapie sarebbero identificate per “curare” gli omosessuali, e gli slogan dei camion spiegherebbero che si tratta solo di fantomatiche cure, senza fondamenti scientifici. E per questo motivo, dichiarate illegali in molto stati e dannosi per la salute delle persone. 

In Cina, si registrano diversi passi in avanti nei confronti dell’omosessualità. Ma ancora non ci sono tutele e il riconoscimento dei diritti è ancora una visione troppo lontana. Anche se è stata eliminata dalla lista delle malattie mentali nel 2001, il nome ufficiale con il quale viene identificata parla di un disordine dell’orientamento sessuale. E spesso sono proprio le famiglie che obbligano i figli gay a sottoporsi a queste cure. Diverse testimonianze parlano di medicinali, elettroshock, digiuni e letture che eliminerebbero l’attrazione verso persone dello stesso sesso.

L’idea dei camion presa da un film

L’artista che ha ideato questa campagna assieme all’agente di Polizia gay, ha spiegato che l’idea di utilizzare dei camion viene dal film “Tre manifesti a Ebbing, Missouri“. La pellicola del 2017 racconta la storia di una madre, la quale decide di diffondere per la città dei cartelloni per richiamare l’attenzione della gente e dei media su un caso irrisolto di stupro e omicidio. La vittima di questi crimini era sua figlia.

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Il film è stato diretto dal regista Martin McDonagh, e ha fatto vincere l’Oscar come miglior attrice a Frances McDormand. L’artista 28enne Wu Qiong ha spiegato che “Il film racconta di come viene attirata l’attenzione su questioni non risolte. Noi anche abbiamo voluto usare questo format per suscitare dubbi“.