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Cronache dal primo matrimonio tra due gay italiani: Mario e Antonio si sono sposati oggi all’Aja. "Un avvenimento storico" lo ha definito Grillini. Che ora, con gli sposi, chiedera’ il riconoscimento.

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L’AJA – Con una cerimonia commossa e partecipe, Mario Ottocento e Antonio Garullo hanno finalmente coronato il loro sogno d’amore. In una citta’ invasa dal sole e trafficata come non mai, stamane alle dodici e trenta, i due ragazzi di Latina si sono accomodati sulle due sedie del Groenmarkt Paleis su cui si sono sposati anche la regina di Olanda, allora principessa, e il suo consorte. L’atmosfera era quella dei grandi eventi, ma senza spettacolarizzazione: i due promessi sposi erano eccitati e contenti, circondati dai familiari piu’ stretti, e sotto gli occhi attenti di giornalisti e telecamere italiane (il tg della Rai mandera’ in onda un servizio stasera) e olandesi, e alla presenza di una piccola delegazione di Arcigay guidata dal presidente onorario e parlamentare Franco Grillini.

Nessun stravaganza: Mario indossava un elegante completo scuro, e Antonio, in completo di lino chiaro, aveva ai piedi le scarpe con le quali partecipo’ al World Gay Pride del 2000 a Roma, e alle varie edizioni del Maurizio Costanzo Show cui i due sono stati invitati. "Il passo che facciamo oggi – ha spiegato ai giornalisti presenti dopo la cerimonia – e’ parte di un cammino piu’ lungo, cominciato a Roma du eanni fa. Ora torneremo in Italia dove decieremo le mosse piu’ opportune per ottenere finalmente il riconoscimento. Sara’ un’impresa lunga, ma noi siamo giovani, abbiamo tempo".

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Il matrimonio e’ stato celebrato da un ufficiale di Stato Civile perfettamente consapevole del valore del loro atto: ha infatti insistito piu’ volte sull’importanza del matrimonio tra i due non solo per l’Italia, ma anche per l’Olanda, orgogliosa di poter contribuire alla nascita di una legislazione piu’ rispettosa delle minoranze in Europa. Ha anche ricordato le tappe fondamentali della nascita della legge olandese che consente i matrimoni tra omosessuali, definendola come una delle piu’ libertarie d’Europa: una modifica dell’articolo 81 ha persino eliminato l’obbligo di fedelta’ e coabitazione all’interno della coppia, a testimoniare che un nuovo modello di famiglia e’ possibile.

Una cerimonia commovente, insomma, che ha visto nel ruolo di testimoni da un lato la madre di uno dei due sposi, e dall’altro un caro amico di famiglia, Antonello, simpatizzante di Alleanza Nazionale e che non ha fatto mistero, neanche coi giornali, delle sue posizioni estremamente conservatrici. "Discutiamo spessissimo – ha commentato commosso Antonio – eppure senza lui, sua moglie e sua figlia, questa cerimonia non sarebbe avvenuta". Un legame personale profondo, che non trova alcun ostacolo nelle convinzioni politiche personali.

Tra gli invitati l’atmosfera era festosa e sobria, e particolarmente significativa e’ stato l’episodio accaduto all’uscita del palazzo in cui sono state celebrate le nozze. Mentre il gruppetto al seguito dei due ragazzi italiani era alle prese con gli auguri e le fotografie, un altro gruppo, appena reduce da un matrimonio eterosessuale, usciva dal palazzo: donne con abbigliamenti colorati e cappellini con veletta, uomini ingessati in abiti da cerimonia improbabili, davano allo spettacolo quel tocco di eccentricita’ che il matrimonio gay appena celebrato non aveva dato. Il giornalista inviato dall’agenzia Ansa per seguire la cerimonia, alla ricerca di qualcosa da assimilabile al cliche’ della comunita’ gay eccentrica e vistosa, non ha potuto annotare nulla di sensazionale. Ma senza delusione.

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La cerimonia di oggi ha mostrato un volto nuovo della comunita’ gay: un volto determinato senza estremismi, sobrio nell’acquisire i propri diritti, ma fermo nel rivendicarli laddove vengano negati.

E’ quanto ha espresso anche Franco Grillini: "E’ stata una cerimonia molto bella, molto toccante e molto sobria – ha commentato il deputato Ds – E ha avuto un grande valore simbolico, sottolineato anche dal discorso dell’ufficiale di Stato Civile, che non si e’ limitato a una ripetizione burocratica della formula di rito".

"In questo contesto, trovo stupefacenti le dichiarazioni del procuratore generale di Latina, che ha definito la cerimonia una ‘manifestazione folkloristica senza alcun valore giuridico’ – ha detto poi Grillini – Stupefacenti perche’ dimostrano una mancanza di rispetto verso l’affetto che unisce la coppia e verso i suoi familiari, che hanno partecipato compatti. Un magistrato debba parlare nelle aule dei tribunali, e non esprimere opinioni pubbliche. Io, in qualita’ di membro della commissione giustizia, presentero’ una interrogazione parlamentare in merito".

E ora? Quali effetti si puo’ sperare che questa cerimonia abbia in Italia? "Io spero che abbia un grosso significato – afferma convinto Franco Grillini – L’opinione pubblica potra’ vedere cosa vuol dire essere omosessuali, cosa vuol dire volersi bene e, soprattuto, cosa vuol dire cercare di sistemare a livello giuridico la propria relazione. Inoltre era presente tutta la stampa: credo sia stato un grande avvenimento politico, storico e simbolico che non potra’ non avere effetti sulla situazione italiana. Spero che questo matrimonio possa essere il primo di una lunga serie. Intanto Mario e Antonio saranno portavoce della Lega Italiana delle Famiglie di Fatto, che rilancera’ le proprie attivita’ gia’ a partire da luglio".

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