Lega Nord in crisi: un’altra sindaca viola le regole e sposa due donne

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Grande confusione nel Carroccio: esce fuori la storia di un'altra sindaca che, autorizzata dal segretario provinciale della Lega, ha celebrato un'unione civile nel suo comune.

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Le donne della Lega Nord continuano a sorprendere. Circa dieci giorni prima che Maria Scardellato, sindaca di Oderzo, celebrasse l’unione civile tra Andrea e Pasquale (LEGGI >), a Musile di Piave (Veneto) la collega Silvia Susanna senza fare troppo rumore officiava un altro rito, quello di Lucia e Beatrice. “Sono stupita dal clamore suscitato a Oderzo, a me nessuno ha detto niente“, commenta la diretta interessata. Il vicegovernatore del Veneto Gianluca Forcolin, che l’aveva candidata alle amministrative e aveva commentato il caso Scardellato con un secco “Sono sicuro che non ci sono altri casi simili in Veneto e non me ne aspetto altri“, fa sapere che non sapeva nulla di questa storia scabrosa, “a me avevano detto che l’unione era stata celebrata da una funzionaria dell’anagrafe“.

Il caso è complicato dal fatto che, mentre il Carroccio intero si era scagliato fortemente contro la sindaca di Oderzo, qui Forcolin difende la “traditrice”: “Io avrei esercitato l’obiezione di coscienza ma non è obbligatorio e non c’è alcuna circolare che dica che chi celebra le unioni civili è fuori dal partito. Si tratta di obiezione di coscienza (che, lo ricordiamo, non è assolutamente contemplata dalla legge ed è pertanto illegale, ndr) e come tale la si può esercitare o meno. Non è un ordine perentorio, chi non lo fa non va crocifisso. Silvia Susanna ha la mia piena fiducia“. Matteo Salvini però, riguardo a Scardellato, aveva fatto sapere che “sicuramente il primo cittadino non è in linea con quello che fanno tutti i sindaci della Lega e del movimento, che delegano ad altri la scelta di applicare una legge sbagliata. Una legge che è l’anticamera delle adozioni gay. La nostra linea è che dove c’è adozione gay, utero in affitto, bambino in vendita non c’è la Lega. Quindi se la sindaca scientemente si è prestata a questo giochino sicuramente ha poco a che fare con la Lega. E’ pieno di dipendenti del comune e gente che si entusiasma  per queste cose, potevano occuparsene loro”. Il segretario provinciale Dimitri Coin invece non ha avuto parole di comprensione: “Discuteremo nei prossimi giorni il provvedimento che prenderemo nei confronti di Maria Scardellato. Di certo non possiamo permettere che uno dei nostri sindaci esca così sfacciatamente dalla linea politica che abbiamo. Siamo stanchi di persone che dopo essere state elette da noi vanno poi a sostenere le tesi della sinistra”.

La pecora nera di questa volta, Silvia Susanna, ha spiegato: “Ho chiesto al partito e al segretario Gianni Tamai come comportarmi. La risposta è stata: non ci sono circolari, per noi un sindaco della Lega si prende le sue responsabilità, non delega i funzionari. Vuole sapere una cosa? Ci sono tanti leghisti che hanno vedute molto aperte, alla celebrazione dell’unione civile molti ospiti erano nostri simpatizzanti. Certe posizioni forse sono un retaggio di Bossi che diceva che ce l’aveva duro. Era un’altra epoca“.

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