Mosca: fu giusto proibire il Gay Pride

Lo scorso 27 maggio ai gay russi fu impedito di manifestare per il Gay Pride. Fu una scelta giusta sentenzia oggi il tribunale di Mosca. Luxuria: tornerò. Cappato: sostegno ai gay russi.

La corte distrettuale in una sentenza ha definito legale il bando deciso dal sindaco di Mosca Yurj Luzhkov di proibire il Gay pride di Mosca dello scorso 27 maggio, in cui furono aggrediti anche marco Cappato e Vladimir Luxuria. La corte archivia così il ricorso degli organizzatori locali, contro il documento che impedì lo scorso 27 maggio lo svolgimento della manifestazione dell’orgoglio omosessuale nella capitale russa. Ma non scoraggiò esponenti della politica europea, italiana e internazionale, a venire a mosca nel tentativo di consegnare una lettera a Luzhkov, a sostegno dei diritti omosessuali.

Luxuria, che insieme a Cappato subì lanci di uova, calci e pugni, si dice comunque pronta a tornare a Mosca anche il prossimo maggio per "sostenere il diritto" di "associazione ed espressione".

Intanto da Mosca il portavoce degli organizzatori Nikolai Alekseyev annuncia di voler procedere con un ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani. "Questa è la strada" dice ad Apcom Cappato, che lo scorso maggio in piazza a Mosca, nel tentativo di quel Gay Pride non approvato dalle autorità, prima venne aggredito dai nazionalisti e poi fermato dalla polizia . "Alekseyev avrà tutto il sostegno dal partito radicale" aggiunge, definendo il provvedimento della corte russa parte di una "strategia liberticida"; quanto a Strasburgo, "ci sono già dei precedenti" sostiene.

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