Bronx: prete cattolico spende 1 milione di dollari in escort e droga

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Erano i soldi destinati ai poveri: succede a New York. Nello scandalo padre Peter Miqueli.

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Circa 1 milione di dollari di donazioni trafugati e spesi in tredici anni “sedute” di sesso “sadomaso” e coprofogia con un muscoloso escort, nonchè in droghe e affitto ed acquisto di case, per lo più ad uso location per i suoi pittoreschi incontri sessuali.

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Queste le pesantissime accuse, raccolte in 36 pagine di documentazione dettagliata, rivolte al reverendo Peter Miqueli, 53 anni, parroco in una parrocchia di New York, nel Bronx, dagli arrabbiatissimi parrocchiani che hanno depositato giovedì scorso una dettagliata denuncia presso il tribunale di New York, mentre la chiesa, come si vede, è già addobbata per il Santo Natale.

Non è tutto: secondo l’accusa Miqueli avrebbe goduto della copertura dell’Arcidiocesi di New York e del Cardinale Timothy Nolan che sarebbe stato perfettamente a conoscenza della vicenda e non sarebbe intervenuto. ‘Questo processo mira a mettere finalmente fine a questa condotta vergognosa in modo che la parrocchia di S. Francesca di Chantal possa ritrovare la forza, la spiritualità e la fede che la contraddistinguevano prima dell’arrivo di Padre Miqueli,’ dicono fonti del tribunale.

Il dettaglio più scabroso, secondo il New York Daily News che per primo ha dato la notizia in esclusiva, sarebbe che Miqeuli durante le sessioni con il maestro di bondage Keith Crist (ironia della sorte, n.d.r.) sarebbe stato costretto a bere l’urina del muscoloso escort. Le sessioni di sesso venivano pagate profumatamente, visto che i soldi abbondavano: ben 1000 dollari a volta….

Ma era ben lungi dall’essere una relazione occasionale quella tra Miqeuli e Crist, tanto che i due si sarebbero frequentati dal lontano 2003 (del resto, un milione di dollari non sono così pochi da spendere….) ed avrebbero condiviso un appartamento nel New Jersey il cui affitto era (ovviamente) pagato dalle donazioni dei fedeli. I due avrebbero fatto insieme anche diversi viaggi, in Florida ed in Italia.

Secondo l’accusa, il prete avrebbe infranto le regole imposte per gestire le donazioni dei parrocchiani, custodendo le mazzette di dollari in camera sua con molta approssimazione (tanto da destare i primi sospetti) e versandole successivamente sul suo conto presso la banca HSBC di Hauppauge, vicino a Long Island, nello stato di New York.

La goccia che pare abbia fatto scoppiare il vaso sembra sia stata la proposta avanzata dal sacerdote, in perfetta (?) coerenza col comportamento precedente, di nominare il suo escort (nella foto a sinistra) come “business manager” della Chiesa…. senza limiti, insomma, fuori da ogni controllo, tant’è che i parrocchiani dicono apertamente che c’è uno scandalo nello scandalo che è rappresentato dal comportamento dell’Arcidiocesi di New York che ha ignorato ed evitato di affrontare la vicenda nonostante le molte segnalazioni pervenute.

Amen.

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