San Pietroburgo: approvata legge contro “propaganda gay”

Una legge che toglie libertà di espressione alle associazioni, agli attivisti, agli scrittori, che impedisce attività e manifestazioni è stata approvata oggi a San Pietroburgo. Arrestati 5 attivisti.

L’assemblea legislativa di San Pietroburgo ha votato a favore, in seconda lettura, una legge che vieta la "propaganda dell’omosessualità e della pedofilia", un testo che sostanzialmente toglie il diritto di parola e di ogni forma di attività alle associazioni lgbt, agli scrittori, ai fumettisti e a chiunque decida di parlare di omosessualità, per non parlare dei Pride.

Il testo, approvato per la seconda volta, ha ricevuto 31 voti favorevoli e 6 contrari (cinque in più rispetto alla votazione della prima lettura). Il testo dovrà ora essere votato per la terza volta, ma questo voto sarà piùù tecnico: "E’ praticamente certo – ha scritto l’attivista russo Nikolai Alekseev sul suo profilo Facebook – che il testo diventerà legge".

Durante la discussione in aula, un gruppo di attivisti si era riunito davanti al palazzo per protestare e cinque di loro sono stati arrestati con l’accusa di manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale.

Vitaly Milonov, promotore della legge, durante la discussione ha accusato i suoi colleghi che votavano contro di voler distruggere il paese e di minacciare il benessere dei giovani.

Coming Out, una organizzazione lgbt della città ha denunciato: "Questa norma legalizza la discriminazione contro i gay e le lesbiche in Russia. La storia d’Europa ci insegna che tutti i totalitarismi sono cominciati con la repressione delle persone lgbt. Se questa legge passerà, potrebbe essere un segnale che la Russia sta scivolando verso un altro totalitarismo".

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A nulla sono valse le pressioni internazionali arrivate dal resto d’Europa e dagli Usa.

"Consapevole del rischio per milioni di persone di essere rese invisibili da un tratto di penna – scriveva l’associazione radicale Certi Diritti in una nota diffusa questa mattina – scriviamo al Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, Giulio Maria Terzi di Sant’Agata per chiedere di agire in tutti i modi possibili per impedire l’approvazione di una legge volta chiaramente a criminalizzare qualunque attività o informazione relativa alle persone lgbti, in palese violazione delle libertà di espressione e associazione nonché degli impegni presi dalla Russia ratificando la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali".