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Bari International Gender Festival: i nostri sogni transfemministi devono continuare ad essere grandi

In Puglia torna la nuova edizione del festival BIG. Tra intersezionalità e ricerca di utopia.

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bari BIG gender festival puglia lgbtqia
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Dopo l’annuale appuntamento della Sherocco Academy o le sorprese dei suoi borghi senza tempo, questo Novembre la Puglia si fa ancora più queer!

Dal 3 al 30 Novembre Bari si prepara alla nona edizione di BIG| Bari International Gender Festival, rassegna diretta da Miki Gorizia e Tita Tummillo, con il supporto della Cooperativa sociale AL.I.C.E. (Area Arti Espressive), che sin dal 2015 esplora identità, corpo, e affettività attraverso le arti visive.

30 appuntamenti presso 15 venues non ‘convenzionali’ – tra sale dei teatri, pinacoteche, chiese, spazi indipendenti, o aule universitarie – che attraverso un innovativo ‘trekking urbano’ accoglierà oltre 50 ospiti internazionali direttamente dal mondo del cinema, teatro, e  arti performative provenienti da Bulgaria, Svizzera, Germania, Cile, Spagna, Inghilterra, America e Italia.

Dal centro alla periferia, la nuova edizione diventa l’occasione per (ri)osservare l’arte con sguardo trasversale, stratificato, e gloriosamente queer.

Un’esortazione a sognare in grande superando “il confine labile tra veglia e sonno” e vivere nostri desideri senza limiti imposti: “Viviamo un tempo che ci vuole in attesa, in prestazione, fuori dal corpo o nella sua immagine funzionale al sistema” scrivono Gorizia e Tummillo, chiedendoci: “Cosa resta di noi se non recuperiamo l’istinto felice ad agire l’utopia?”

Sognando in grande, lə due hanno scelto di far durare il festival un mese ed estenderlo lungo tutto il territorio pugliese per una rassegna attraversata da “momenti in cui la parola libera diventi circolarità che ci racconta il nostro decidere di essere a Sud e creare nicchie sempre più vaste di autodeterminazione sociale e artistica”.

Dall’apertura che ospiterà per la prima volta in Italia, presso lo splendido Teatro Kursaal Santa Lucia, l’artista bulgaro Ivo Dimchev, con uno spettacolo dove corpo e voce non hanno genere: una fusine di arte performativa, danza, teatro e arte visiva dove Dimchev di scrolla di dosso ill bisogno di essere perfetto e ricerca la piena libertà espressiva. Tutto con una voce che si fa strumento di protesta e provocazione.

Si aggiungono Barbara Voghera, che nel suo Hamlet Solo re-interpreta tutti i personaggi del dramma shakespeariano in unico potente strumento visivo – o Gabriella Maiorino e la potenza femminile del suo ‘Uovo’, la pluralità del desiderio ib ‘Error#1’ di Martina Gambardella, il rapporto fra straniero e ospitante nell’attesissimo ‘Remaining strangers’ di Simone Aughterlony. Fino all’onda energica e contagiosa a ritmo di club dance in If You Could See Me Now di Arno Schuitemaker.

Amarsi può farsi così intenso da volersi addirittura seppellire insieme “esorcizzando la morte come fosse un gioco fra due bambine”, e ce lo raccontano Marta Capaccioli e Lucrezia Palandri con il loro folgorante Dreams About Dying. 

Unendo performance e arti visive, l’artista sudamericana Regina José Galindo, esplora e denuncia la discriminazione razziale e di genere, unita all’abuso di potere del sistema dominante, mentre sul grande schermo, nella sezione cinema del BIG, possiamo seguire il manifesto a Orlando, ma biographie politique di Paul Preciado (dopo la sua sfilata transgender sul red carpet del Festival di Roma), la folgorante storia d’amore di Babatunde Apalowo, All the colours of the world are between black and white, o i Cinque Uomini, un diario al di là della scena di Cosimo Terlizzi che registra sentimenti e dubbi e li porta fuori e dentro il camerino, e molto altro.

Non mancheranno momenti di scambio e condivisione nel public program del festival dove spiccano I Dialoghi con Claudia Attimonelli, e “#prendiposizione”, per riflettere insieme all’associazione Amleta sul gender gap nel mondo dell’entertainment.

Intersezionalità, rimessa in discussione del binarismo di genere, parità ma anche un occhio di riguardo alle nuove generazioni con il sostegno del MiniBIG, il progetto che introduce le scuole a tematiche come abilismo, sessualità, biodiversità o disparità di genere attraverso il mezzo cinematografico.

Potete trovare il programma completo del BIG| Bari International Gender Festival qui.

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