Basta paragonare la pandemia da Coronavirus all’epidemia di HIV/AIDS

"All'epoca a nessuno importava dei gay che morivano di AIDS". Il durissimo attacco di Mark S. King nei confronti di chi compara la pandemia di oggi a quella degli anni '80.

gideon mendel covid 19
2 min. di lettura

La scorsa settimana è stato Vauro, con una scellerata vignetta, a comparare implicitamente la pandemia da Covid-19 all’HIV/AIDS degli anni ’80 e primi anni ’90. Un collegamento che molti, ancora oggi, continuano a fare, volendo confrontare ciò che non è paragonabile.

In tal senso Mark S. King, 59enne, risultato positivo all’HIV nel 1985 e da allora diventato un attivista per l’HIV / AIDS, nonché creatore del video blog My Fabulous Disease, nominato cinque volte ai GLAAD Media Awards, ha tuonato dal suo sito ufficiale, chiedendo a tutti di smetterla, con questo tipo di comparazione.

Le persone mi chiedono se le nostre vite di oggi sembrano quelle dei primi anni dell’HIV / AIDS, e io voglio urlare. Non c’è paragone. Semplicemente smettetela. All’epoca a nessuno importava delle persone che morivano di AIDS. La Borsa di Wall Street non si era mossa. Il presidente non aveva tenuto conferenze stampa. Miliardi di dollari non erano stati spesi. All’inizio degli anni ’80, l’AIDS stava uccidendo tutte le persone giuste. Gli omosessuali e i tossicodipendenti, uomini e donne di colore. Non c’è paragone con un tipo di focolaio virale che potrebbe uccidere quelle persone che la società in realtà apprezza, come tua nonna e le sue amiche che si trovano nella casa di cura. Parlare durante quella prima pandemia di HIV significava parlare di sesso anale, e di condivisione di aghi, preservativi, e di come Dio ci stesse punendo. Abbiamo dovuto scalare montagne di pregiudizi sociali per educare le persone sui fatti di base legati ai rischi e alla trasmissione.

Un vero e proprio resoconto storico, quello fatto da Mark, vissuto in prima persona, in prima linea, da sieropositivo nel pieno dell’epidemia.

L’allontanamento sociale era allora più facile, perché i corpi dei tuoi amici erano così consumati dalle lesioni, dalla pelle color viola scuro, che erano appena riconoscibili come esseri umani. Non ci furono interventi del Congresso che promettessero loro di avere un congedo per malattia o un aiuto per le loro spese mediche. Furono cacciati dai loro appartamenti per morire nella stanza degli ospiti di chiunque avesse lo spazio e il fegato per prendersi cura di loro. Decine di migliaia di persone sono morte per complicazioni legate all’AIDS prima che il nostro governo iniziasse ad affrontare il problema. Molte, molte, molte di quelle persone hanno trascorso i loro ultimi respiri in strada, chiedendo giustizia. Le loro ceneri furono scaricate sul prato della Casa Bianca. Quell’attivismo ha riverberi oggi, i sostenitori della salute pubblica e della comunità. Questa è una differenza, non una somiglianza. Tentare di fare paragoni blandi è un insulto al coraggio e al sacrificio dei vivi e dei morti. Non c’è confronto. Fanculo. Semplicemente fermatevi.

Per fare chiarezza, per riportare un po’ tutti ad una verità storica incredibilmente dimenticata.

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Renzo Loi 20.3.20 - 12:59

si deve paragonare: sono entrambi virus voluti. nati da assemblaggio di altri virus e con un unico obbiettivo:distruggere pian piano l'economia delle nazioni.hiv fu chiamato virus dei gay , solo x permettere al virus di diffondersi,proprio come ora non si fa nessuna prevenzione e si interviene solo dopo sterminati casi di contagio.i virus non nascono da soli come l'erba.

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