Maschilisti contro femmine: vince la ragazza lesbica!

La commediola trash e tirata via “Maschi contro Femmine” di Fausto Brizzi si differenzia da tanto ciarpame paratelevisivo solo per un personaggio lesbico ben interpretato da Chiara Francini.

È la cinepartita di sempre, da quando Adamo ed Eva furono insidiati – ma allora più lei che lui! – da bisce tentatrici e pomi gustosamente peccaminosi ma, ai tempi, assolutamenti naturali e senza additivi: la commediola filo-trash Maschi contro femmine di Fausto Brizzi tenta un aggiornamento contemporaneo della guerra dei sessi, alla luce del neoliberismo erotico e dell’estetica berlusconiana del lifting rigeneratore, riuscendovi però solo in piccola parte.

Siamo infatti in zona Nando Cicero contro Mariano Laurenti, cioè insegnanti e dottoresse sexy contro liceali e infermiere, quel cinema pornosoft infarcito di gag veloci e semplici che comunque ebbero un loro pubblico e rappresenta ancora lo zoccolo duro dei fan del trash contemporaneo. Maschi contro femmine non è infatti che un accumulo scollato di episodi striminziti e sciocchi quasi tutti giocati su corna, impotenza e ossessione maschile per la Iolanda di littizzettiana memoria: qui la geniale attrice torinese ha un simpatico cameo di androloga alle prese con la mosciaggine penica – anzi, panica! – di uno sconfortato Alessandro Preziosi, ex collezionista di coprifarfalla che nemmeno il Viagra riesce a far tornare al vizio di visitatore compulsivo di infundiboli, che per Arbasino erano invece i membri maschili, definiti qui persino ‘pennuti’.

L’unico episodio che scatena qualche risata è proprio quello con Preziosi e la Cortellesi, vicini sul piede di guerra proprio per il maschilismo del primo ma pronti a riconciliarsi quando lui dovrà cercare un’alternativa alla scopata seriale.

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Ma chi recita meglio sono le donne, e qui sono proprio loro a segnare un due a zero netto: è strepitosa come sempre Carla Signoris, mamma tradita che cerca di ritrovare desiderabilità nell’altro sesso – "Andrea, hai fatto il classico: non puoi chiamarmi bona!" – ma finisce a letto con una marchetta esosa (il bellissimo Luca Calvani che interpretava Sandro in Le fate ignoranti) ma è piuttosto brava anche Chiara Francini, lesbica volitiva dalla vocina stridula e un grande amico etero con cui dovrà contendersi l’indecisa e fascinosa Sarah Felberbaum.

La novità di Maschi contro femmine, rispetto a tanto ciarpame paratelevisivo che inonda il cinema italiano contemporaneo e non si discosta molto da questo film, è proprio la lettura in chiave bisex – ma attenzione: il film ha un imprinting molto conservatore, quindi non aspettatevi svolte filogay – che però finisce in vacca con tanto di campeggio naturista dove abbondano nudi integrali femminili ma solo sederi plastici maschili e un’idea fintamente trasgressiva di convivio di ragazzotti fintamente liberati.

La scena del Gay Pride, girata a Torino e in piazza della Vittoria a Livorno con la collaborazione di Gay.it e dei locali gay di Torre del Lago, si riduce a un ridicolo sfondo musicale di un dialogo banale e prevedibile in cui la variante sessuale equivale a scegliere l’aranciata piuttosto che la Coca-Cola.

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Uno strano bacio gay con Claudio Bisio prende corpo nella splendida piazzetta torinese Maria Teresa, a due passi da una celebre discoteca che organizza serate queer, il rinomato Centralino.

La rivincita di Maschi contro Femmine, che veleggia in sala con ottimi incassi, più di dodici milioni e mezzo di euro, avrà il titolo capovolto, cioè Femmine contro Maschi e sarà in sala dall’undici febbraio. Speriamo che non venga fatto coi fegatelli del primo, sennò a vincere sarà davvero il bidone dell’immondizia.