Nessuna pace per Cloe Bianco, Elena Donazzan sarà candidata alle Europee da Fratelli d’Italia

Ma Strasburgo potrebbe non essere l'unico palcoscenico per l'ascesa politica di Donazzan, che ammette di avere il sogno nel cassetto di diventare Presidente della Regione Veneto.

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A sin: Giorgia Meloni con Elena Donazzan (è noto che la prima non ami la seconda) - a destra Cloe Bianco
A sin: Giorgia Meloni con Elena Donazzan (è noto che la prima non ami la seconda) - a destra Cloe Bianco
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Dal congresso regionale veneto di Fratelli d’Italia torna protagonista Elena Donazzan, assessora all’istruzione e alle pari opportunità del Veneto, che nel 2022 era balzata sulle cronache nazionali a causa della sua accanita persecuzione transfobica ai danni di Cloe Bianco, l’insegnante che anni dopo scelse di togliersi la vita.

Donazzan, 51 anni, dopo essere stata esclusa dal partito di Giorgia Meloni alle ultime elezioni politiche del 25 Settembre 2022, ammette senza mistero la sua probabile candidatura a Strasburgo alle prossime elezione dell’Unione Europea nel Giugno 2024: “sento giusto mettere a disposizione la mia rete di relazioni, la mia visibilità per consolidare il risultato di FdI fatto delle Politiche grazie a Giorgia Meloni” ha dichiarato l’assessora al Corriere del Veneto.

Ma Strasburgo potrebbe non essere l’unico palcoscenico per l’ascesa politica di Donazzan, che ammette di avere il sogno nel cassetto di diventare Presidente della Regione Veneto. “Spero che FdI punti sul Veneto – spiega Donazzan – voglio contribuire a questa scelta facendo vedere il consenso che c’è, anche su di me, per un’idea di come si governa questa regione arrivando a influenzare le politiche nazionali“.

Nel 2015 Cloe Bianco si presentò in classe ai suoi studenti chiedendo di essere identificata come donna. La già assessora all’istruzione, formazione, lavoro e pari opportunità della Regione Veneto Elena Donazzan pubblicò commenti sui social network e definì quel gesto “Una carnevalata“, parlando di “signore vestito da donna“. Alcuni genitori protestarono per il fatto che i figli non erano stati preparati a quel momento. Ne derivò una gogna che portò all’allontanamento di Cloe dal suo ruolo di insegnante di fisica dell’istituto di San Donà di Piave presso cui insegnava.

Quando Bianco si tolse la vita, il nome di Donazzan emerse come clamorosamente inadeguato al proprio ruolo di assessora a istruzione e pari opportunità, ci fu un sit-in di protesta e fu lanciata una petizione per chiederne le dimissioni, mai prese in considerazione dall’esponente di FdI. Quella bufera le costò il posto in parlamento, infatti non fu candidata dal partito. Pare inoltre che Donazzan sia tutt’altro che amata da Meloni, almeno fino a quest’ultimo congresso veneto di Fd. È inoltre la stessa Donazzan a smentire i malumori della premier. Rispondendo così al Corriere Veneto:

Si è parlato di un rapporto difficile fra lei e Meloni, è ancora così?
«Abbiamo un ottimo rapporto, prima di venire a Job & Orienta ci siamo sentite, l’ho rassicurata sul clima che avrebbe trovato fra i ragazzi e la sera, dopo mille selfie e molto affetto, mi ha scritto per ringraziarmi».

Nell’Ottobre 2022 Donazzan si era scagliata contro le carriere alias, “è una cosa fuori dal mondo – aveva protestato, dando prova del proprio temperamento basato sull’ordine e sulla repressione – la carriera alias è un errore ideologico, una forzatura, i ragazzi nella fase adolescenziale sono pieni di dubbi. La forza di un educatore e di un modello educativo è quella di accompagnarli fuori da questi dubbi. Non di favorirli. E oltre ad accompagnare nella crescita, la scuola deve accompagnare anche nel rispetto delle regole”.

Inquietante il cinismo che fu utilizzato dalla nuova star meloniana del Veneto quando Bianco era già morta. Durante un intervento radiofonico, l’assessora veneta continuò ad utilizzare dispregiativamente il maschile per riferirsi a Cloe. Un odio che evidenzia aspetti della personalità di Donazzan su cui evitiamo commenti. Un odio, tuttavia, che potrebbe presto trovare uno scranno al parlamento europeo di Strasburgo.

È inoltre chiaro come Meloni, che non ha particolare simpatie per Donazzan, si vede costretta ad appoggiare l’ascesa dell’assessora in quel Veneto che fu per molto tempo serbatoio di voti per la Lega. Donazzan  costituisce infatti per FdI una risposta alla svolta di estrema destra innescata dalla Lega di Salvini a Firenze.

Nella lettera lasciata il giorno in cui si tolse la vita, Cloe Bianco scrisse:

“Il possibile d’una donna brutta è talmente stringente da far mancare il fiato, da togliere quasi tutta la vitalità. Si tratta d’esistere sempre sommessamente, nella penombra. In punta di piedi, sempre ai bordi della periferia sociale, dov’è difficile guardare in faccia la realtà. Io sono brutta, decisamente brutta, sono una donna transgenere. Sono un’offesa al mio genere, un’offesa al genere femminile. Non faccio neppure pietà, neppure questo”.

 

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