Amadeus risponde a FdI sul gender fluid di Rosa Chemical

Il treno da Milano per Sanremo è al binario 20 della Stazione Centrale. Sulla banchina i poliziotti fermano tutti, controllano i documenti.

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Il treno da Milano per Sanremo è al binario 20 della Stazione Centrale. Sulla banchina i poliziotti fermano tutti, controllano i documenti. Uno sbarramento senza distinzioni: giornalisti, musicisti, truccatori, stilisti, parrucchieri, nani e ballerine sbuffano scocciati. Il fatto è che il treno è diretto a Ventimiglia, laddove il confine Italia/Francia solca un burrone di guerriglia quotidiana e bisticci diplomatici tra i due paesi. E così sul treno, insieme a noi pagliacci del circo sanremese, salgono persone provenienti da ogni dove del mondo, agghindati alla meno peggio, bagagli inesistenti e sguardi sospesi nel vuoto.

Al mio fianco un ragazzo sospeso su tacchi altissimi, inguainato in un lungo cappotto stampato, parla nervosamente al telefono con qualcuno che – Cavoli! – non gli ha ancora confermato l’upgrade della camera d’albergo: “Sono pieno di vestiti, mi spieghi dove li metto?”, grida agitando la carta d’identità verso il poliziotto. Appena dietro un cinquantenne migrante cerca tra scartoffie e scontrini della sua tracolla un qualche documento di via da esibire al poliziotto: non riesce a capire quale sia quello giusto. Non so aiutare questo disperato.

A Sanremo c’è un sole velato. Nella piazzetta di fronte all’Ariston l’anno scorso la Rai aveva sistemato i tendoni per fare tamponi anti-Covid a tutti noi. Ora c’è ora uno stand pubblicitario di un noto marchio di aspirapolveri e fon per capelli: ci si può accomodare e farsi aspirare o acconciare, anziché tamponare. La pandemia è finita, ricominciano i commerci.

Alla Gelateria del Porto servono anche pasti di pesce sotto tendoni di plastica. Una folla esagitata circonda il ristorante: dentro ci sono i ragazzi del cast di Mare Fuori. Saranno ospiti la prima sera. Al tavolo riesco a riconoscere Massimiliano Caiazzo, Matteo Paolillo e Nicolas Maupas. Non vedo Valentina Romani, ma la situazione è assai esagitata, la folla troppo eccitata. I ragazzi fuggono in un van nero oscurato, i fan inseguono il furgone. Una ragazzina piange perché è riuscita a fare una foto a Nicolas. La sua amica le grida “Ti odio”. Un ragazzino visibilmente queer dice: “Volevo conoscere Carmine”.

Lungo via Matteotti, il corso principale dello struscio sanremese, la domenica ha già il sapore del festival. Saltimbanchi su trespoli, un pupazzo animato di Minnie, un giocoliere e il suo cagnolino con cappellino che si alza su due zampe, tre musicisti che suonano, un cantante soul bravissimo, famiglie e innamorati che passeggiano impugnando gelati al cono che paiono microfoni. Due tizi con una grossa cassa poggiata in terra coinvolgono i passanti in un karaoke tutto basato su canzoni di Blanco. Che domani aprirà il Festival con Mahmood e canterà il suo nuovo singolo “L’isola delle rose”.

Al Forte Santa Tecla viene inaugurata una mostra sugli abiti di scena di Raffaella Carrà: “A far l’amore comincia tu” il nome della mostra. Sono 35 abiti di Rai e di collezioni private, restaurati alla meglio. Una cosa che non sapevo: Raffaella Carrà fu la prima capoprogetto donna della tv.

Indossa un kimono grigio, esibisce una chioma dal taglio grafico e policromico e se ne sta in un boschetto di piante e boccioli: alle sette di sera Dardust regala alla stampa un delizioso concertino di pianoforte ed elettronica, con suoni prodotti tramite impulsi generati da piante e fiori. Tutto sponsorizzato da Plenitude, marchio con cui Eni fa promozione green e copre una grossa fetta dei quasi 50 milioni di euro di raccolta pubblicitaria.

A proposito di Eni: l’anno scorso ci avevano raccontato che avrebbero studiato come rendere green Sanremo: quest’anno c’è ancora il green carpet (più bello, ci tiene a sottolineare Amadeus) e hanno montato pannelli solari sul tetto dell’Ariston. Vabbè.

Una nota marca di profilattici sponsorizza Sanremo su Rai Play, lo annunciano in sala stampa. Ma al tavolo da cui i main sponsor possono raccontare la propria partecipazione al festival ci sono: la ditta che fa energia (green!), l’azienda che organizza crociere, un’azienda automobilistica e il marchio di divani. I profilattici non siedono al tavolo.

Alla festa di Elodie al Villa Noseda domenica sera accorrono in tanti: Ariete arriva tardissimo, Madame è tra le prime, ci sono Salmo, i Coma Cose, LDA. Ma Elodie è tra le prime ad andar via.

 

Ecco come sono ripartiti i 28 artisti nelle prime due serate:

Sanremo Martedì 7 febbraio – Cantanti in gara

Anna Oxa, Gianmaria, Mister Rain, Marco Mengonio, Ariete, Ultimo, Coma Cose, Elodie, Leo Gassman, Cuigini di Campagna, Gianluca Grignani, Olly, Collazio, Mara Sattei.

 

Sanremo Mercoledì 8 febbraio – Cantanti in gara

Will, Modà, Sethu, Articolo 31, Lazza, Giorgia, Colapesce Dimartino, Shari, Madame, Levante, Tananai, Rosa Chemical, LDA, Paola e Chiara.

Alla fine Zelensky non ci sarà. Amadeus leggerà un testo inviato dal Presidente dell’Ucraina. Arrivederci Kiev.

Dopo l’attacco dell’on Morante di FdI che ha paura della depravazione del rossetto maschile di Rosa Chemical, Amadeus ci scherza su: “Non sono d’accordo con la parlamentare Morante, e penso che il pezzo di Rosa Chemical sarà il pezzo più ballato dai suoi figli”.

“Le canzoni sono la pietra miliare del lavoro di Amadeus” spiega Stefano Coletta, direttore Prime Time Rai (anche lui attaccato giorni fa dalle pagine de Il Giornale perché la Rai sarebbe troppo fluida), ” C’è il desiderio di raccontarsi e di non avere pudore”. Coletta ha poi assicurato il Governo: la narrazione di Amadeus “ha un asse democratico, si sintonizza con il paese e parla a tutti”. Amen.

 

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