Omosessualità e storia: la mitologia greca gay

Le coppie gay tra i Dei dell’Olimpo.

Per coloro che pensano che l’omosessualità sia contro natura, solitamente si spiega che è un orientamento da sempre esistito.

Ma questo non basta. Per quelli più increduli, ecco cinque coppie risalenti alla mitologia greca. Vere coppie omosessuali, fin dai tempi degli Dei dell’Olimpo. Direttamente dall’antica Grecia e dai racconti dell’Iliade e altri testi, ecco le coppie più belle!

Mitologia greca e omosessualità: le leggende più interessanti

Cinque coppie dell’antichità che ci insegnano come l’omosessualità non solo sia sempre esistita, ma che era considerata talmente normale da essere narrata senza problemi. 

Achille e Patroclo: 

Achille e Patroclo

Tutti conoscono la storia di Achille e di Patroclo nella guerra a Troia. Ma pochi invece conoscono la vera relazione che vi era tra i due soldati. Achille è sempre stato tenero e amichevole con Patroclo, a differenza degli altri. Alcuni storici confermano inoltre che in alcuni testi si parla in modo esplicito di rapporti sessuali tra i due, definendo quindi un vero amore omosessuale. Ai tempi del mito, non era certo una novità: l’essere gay era accettato. 

Apollo, Zefiro e Giacinto: 

Apollo alla morte di Giacinto

Il Dio del Sole Apollo e Zefiro (Dio del Vento) si erano innamorati di Giacinto, un bellissimo ragazzo mortale. Apollo e Giacinto erano anche amanti, e Zefiro non poteva tollerare ciò. Per questo motivo, mentre i due giocavano al lancio del disco, Zefiro soffiò e fece cambiare rotta al disco lanciato da Apollo, che colpì Giacinto, uccidendolo. Apollo, secondo quanto scoperto, amava intrattenersi con molti giovani ragazzi.

Ti suggeriamo anche  Arshad Khan: “Vi racconto il documentario sul coming out con mio padre"

Crisippo e Laio: 

Laio

Laio rapisce e poi seduce con la forza l’adolescente Crisippo, abusando di lui. Per questo la famiglia di Laio venne maledetta per sempre dagli dei, mentre Crisippo si suicidò, per la vergogna derivata dallo stupro. Secondo altri filosofi e studiosi, furono i fratellastri di Crisippo a ucciderlo (avevano lo stesso padre, Pelope), per gelosia.

Ganimede e Zeus: 

Zeus che rapisce Ganimede

Il dio Zeus, in forma d’aquila, rapisce il giovane Ganimede e lo fa diventare coppiere (colui che versa da bere ai presenti) sul Monte Olimpo. Tra i due, per volere di Zeus, nasce una profonda amicizia che si tramuta presto in una relazione omosessuale. Ganimede è considerato il simbolo della bellezza giovani maschile, e dell’amore gay (facendo innamorare addirittura un dio come Zeus). Da questa leggenda, si aggiunge anche il tema delle pederastia.

Narciso e Aminia: 

Narcisio mentre si affaccia a guardare il suo riflesso, poco prima di annegare

Narciso, bellissimo, era corteggiato da moltissimi ragazzi che si erano innamorati di lui. Ma lui li rifiutava sempre tutti, costringendoli a desistere. Aminia fu l’unico a non ritirarsi, finché Narciso non gli regalò una spada, con la quale gli disse di suicidarsi. Aminia eseguì l’ordine, ma prima chiese una vendetta per il suo gesto agli dei: Narciso doveva morire. Com’è noto, il bel ragazzo annegò, innamorandosi di sé stesso dopo essersi visto riflesso nelle acque di un lago.

Ti suggeriamo anche  La Gaia Roma, una mostra su intellettuali e poeti 
che hanno fatto e fanno ancora la differenza

In quest’epoca acquisisce di significato il termine pederastia. Come si nota nelle storie di Zeus, indica una relazione anche di tipo sessuale tra un uomo e un ragazzo, per lo più adolescente, molto più piccolo. Nonostante la similarità, si discosta dalla pedofilia, che invece prevede una relazione con una persona sotto all’età del consenso.