DDL Zan, la Lega allunga ancora i tempi ma la calendarizzazione è vicina: sarà la prossima settimana?

La palla passa ora alla presidente del Senato Casellati. Alessandro Zan si dice fiducioso.

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Zan contro Italia viva
3 min. di lettura

Tra un cavillo e un altro, Andrea Ostellari, presidente leghista della commissione giustizia al Senato, è riuscito ad allungare ulteriormente i tempi per la calendarizzazione della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. La Lega ha infatti chiesto l’accorpamento del DDL già approvato alla Camera agli altri DDL proposti negli ultimi anni a Palazzo Madama, firmati Monica Cirinnà, Alessandra Maiorino, Julia Unterberger ed Elvira Evangelista. Lo consente l’articolo 51, comma 1, del Regolamento del Senato: quando in Commissione sono presenti più testi di contenuto omogeneo, questi devono essere abbinati per la discussione.

La calendarizzazione del DDL Zan non è tecnicamente procedibile“, ha scritto trionfante sui social Andrea Ostellari. “
Lo avevamo segnalato sin da novembre. Evidentemente qualcuno non aveva letto bene le carte. Ora si rimanda quel testo, con altri 4, al presidente del Senato per la riassegnazione“.

DDL Zan alle calende“, ha proseguito sorridente sui social Simone Pillon. “L’ufficio di presidenza prende atto dell’impossibilità di procedere visto che ci sono testi collegati assegnati in altra sede, e decide all’unanimità di trasmettere alla Presidenza del Senato la domanda di riassegnazione. E se ne riparla. A chi fa strepito e clamore, e sobilla intere folle, ricordo che il regolamento del Senato non è un optional. Basta leggerlo“.

Questo cosa significa? Che sarà ora la Presidente del Senato Elisabetta Casellati a dover decidere. In sostanza, i tempi si allungano. Ancora una volta. Ma non di molto, fortunatamente. Casellati potrebbe intervenire oggi, domani, al massimo venerdì. D’altronde sono passati “solo” 5 mesi dall’approvazione alla Camera dei Deputati. Eppure proprio quella Lega che accusa Pd, 5 Stelle, LEU e Italia Viva di far perdere tempo alla politica nazionale con tematiche a loro dire “poco urgenti”, è in prima fila nell’ideare ostruzionismo duro e puro. Imbarazzante e indecoroso, visto e considerato che stiamo parlando di diritti civili, di una legge di pura e semplice civiltà.

“Hanno trovato una sorta di mediazione per garantire la calendarizzazione per la settimana prossima”, ha specificato Alessandro Zan, da noi contattato, certo che la presidente del Senato possa e voglia intervenire subito, tra “oggi e domani“. Se così fosse, mercoledì prossimo il DDL andrebbe incontro alla tanto attesa calendarizzazione, chiesta da Pd, 5 Stelle, LEU e Italia Viva.

Oggi abbiamo assistito a una tattica dilatoria, che però non potrà pregiudicare né la prosecuzione del cammino della legge né la sua approvazione“, ha commentato sui social Angelo Schillaci, Professore Associato di Diritto pubblico comparato presso Dipartimento di Scienze Giuridiche – Sapienza Università di Roma, che ha aiutato Alessandro Zan a scrivere il DDL. “Passo dopo passo, con tutta la fatica del caso: ma si andrà avanti, superando ogni trappola“.

Alessandro Zan che sarà oggi in diretta streaming con Andrea Scanzi a partire dalle ore 18:00, sui canali social del giornalista, mentre questa sera interverrà telefonicamente nel corso del Maurizio Costanzo Show, all’interno di una puntata dedicata proprio all’omotransfobia.

Nel frattempo Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, ha minacciato la discesa in piazza, se l’ostruzionismo della destra nei confronti del DDL Zan dovesse proseguire.

Una legge tenuta in ostaggio, in particolare dal presidente della commissione, il leghista Andrea Ostellari, con una modalità irrituale e a nostro avviso gravissima. Se alla fine di questa giornata non avremo sciolto questo nodo, dovremo prendere atto che la Lega e i suoi parlamentari hanno un problema non solo con le persone lgbti ma anche con le regole democratiche del Parlamento e con l’assetto istituzionale descritto dalla Carta costituzionale. Perché qui non si tratta solo di essere contrari a quel testo, bensì di impedirne addirittura la discussione: questa modalità prevarica ogni norma o prassi dell’organo legislativo, creando un precedente grave e molto pericoloso sul quale richiamiamo l’attenzione di tutte e tutti. Fuori intanto c’è un Paese che si mobilita e che a gran voce chiede l’approvazione di quel testo. Solo negli ultimi giorni, diversi personaggi pubblici hanno preso parola per unirsi a questa mobilitazione, per schierarsi dalla parte dei diritti assieme agli attivisti che da anni portano avanti questa battaglia: Fedez, Chiara Ferragni, Francesca Michielin, Mara Venier, Alessandro Gassman, Paola Turci, Michele Bravi, Piero Pelù, Elodie, Levante, Mahmood, Carlo Cracco, Nicola Piovani, Maurizio Costanzo, Barbara D’Urso, Costantino della Gherardesca, Lo Stato Sociale sono solo alcuni degli artisti che hanno scelto di dire la loro a sostegno della legge. Vogliamo innanzitutto ringraziarli e chiedere loro di aiutarci a tenere alta l’attenzione su questo passaggio parlamentare. L’anomala condotta del presidente Ostellari merita di essere tenuta d’occhio dall’intero Paese. Perché è in quella condotta che prende forma il vero bavaglio, la negazione del diritto a discutere di un tema come i crimini d’odio. Ostellari mostri di essere all’altezza delle istituzioni democratiche di questo Paese, diversamente, proprio in nome e a difesa della democrazia, saremo pronti a scendere nuovamente in piazza, come già fatto lo scorso ottobre in 60 città italiane.

https://www.facebook.com/OstellariAndrea/photos/a.1564742040249987/3991488517575315/

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Stefano Lani 7.4.21 - 16:54

La solita barzelletta riproposta ma con un'apertura in piu'...si e' fatto "qualche" passo avanti...ora è il momento di fare i fatti

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