Unioni Civili, assegno di mantenimento per la parte economicamente più debole: la sentenza

“La legge 76/2016 equipara coppie sposate e coppie unite civilmente anche nella fase di scioglimento dell’unione”, ricorda Monica Cirinnà.

Dal tribunale di Pordenone è arrivata una prima sentenza storica, in ambito ‘unioni civili‘. Per la prima volta, infatti, una donna è stata obbligata a mantenere l’ex compagna, in quanto parte economicamente più debole di quella che fu una coppia. A riportare la notizia LaRepubblica.

Insieme dal 2013, le due donne si erano unite civilmente nel 2016. Una volta naufragato il sentimento, una delle due ha chiesto un aiuto in denaro da parte dell’ex, essendo più debole dal punto di vista economico. Per amore si era infatti trasferita a Pordenone, sacrificando la propria carriera. Il giudice Gaetano Appierto ha così obbligato la donna economicamente più stabile a staccare in favore dell’ex un assegno mensile da 350 euro. Diritti e doveri da coniugati, come in qualsiasi matrimonio. Monica Cirinnà, senatrice del Partito democratico e relatrice della legge sulle unioni civili, ha così commentato la sentenza.

Mi fa piacere leggere che, per la prima volta, un Tribunale ha applicato la legge sulle unioni civili anche in sede di scioglimento, riconoscendo un assegno alla coniuge debole“. “La legge 76/2016 equipara coppie sposate e coppie unite civilmente anche nella fase di scioglimento dell’unione, riconoscendo anche in questo caso che ogni famiglia ha diritto allo stesso trattamento giuridico”. “Lo ricordino i nostri Ministri che, a Verona, si riuniranno per ribadire una presunta superiorità della famiglia ‘naturale’: per il diritto italiano non esiste un modello di famiglia superiore alle altre, ma ogni famiglia ha pari dignità di fronte alla legge“.