Emilia Romagna: “Pronti ad accogliere i gay che scappano dalla Russia”

Il consiglio regionale ha approvato una risoluzione con cui si dice disposta ad accogliere i gay in fuga da putin e chiede per loro l'asilo politico. La Lega: "Quelle russe leggi di buon senso".

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Durante l’ultima seduta del consiglio regionale dell’Emilia Romagna, che si è svolta lo scorso 9 ottobre, la maggioranza composta dai partiti di centrosinistra e dagli indipendenti Giovanni Favia e Franco Grillini, ha approvato una risoluzione con la quale si rende disponibile ad accogliere le persone lgbt russe costrette a scappare dal loro paese per via delle leggi omofobe e delle politiche discriminatorie messe in atto da Putin e dal parlamento di Mosca. La risoluzione, proposta dai consiglieri Franco Grillini, Liana Barbati (Idv) e Luciani Vecchi (Pd), impegna il governo italiano a riconoscere lo status di rifugiati a gay, lesbiche e bisessuali che, perseguitati dal loro governo, si vedano costretti a scappare. Naturalmente, ora sta al governo aderire alla richiesta della regione guidata da Vasco Errani. Intanto, però, non mancano le polemiche per l’iniziativa presa dalla maggioranza. Al momento del voto in aula, infatti, Pdl e Lega hanno abbandonato gli scranni per protesta. I consiglieri dei due partiti di centrodestra, infatti, hanno tenuto a sottolineare non solo la contrarietà alla proposta della giunta, ma anche il loro favore alle iniziative legislative intraprese dal governo russo, in special modo alla legge che vieta la cosiddetta “propaganda e le relazioni sessuali non tradizionali in presenza di minori”.

Vasco Errani, Governatore dell'Emilia Romagna

Vasco Errani, Governatore dell’Emilia Romagna

“È una tutela dei bambini – ha dichiarato Enrico Aimi, Pdl – e quanto al divieto dell’adozione di figli da parte di coppie omosessuali, anche in Italia non è consentito, come in Russia: dunque siamo nella stessa situazione”.
Gli fa eco il collega leghista, Roberto Corradi. “Malgrado fosse evidente l’assurdità di muovere censure a norme che hanno quale unico scopo quello di tutelare i minori – ha commentato Corradi -, la potente lobby gay, che anche nella rossa Emilia detta la linea politica alla maggioranza di sinistra, non ha perso l’occasione per riaffermare con protervia il proprio essere al di sopra del bene e del male, esprimendosi con veemenza contro norme che si limitano a vietare (peraltro comminando mere sanzioni pecuniarie), la promozione e l’apologia di relazioni sessuali coi minori, e ad escludere le coppie gay dall’adozione, norme che qualsiasi persona normodotata riterrebbe improntate al buonsenso. Invece la maggioranza di sinistra ha votato una risoluzione al vetriolo, che oltre a chiedere al governo di deferire la Russia al Consiglio d’Europa, arriva perfino a sollecitare la concessione del diritto d’asilo politico per i gay russi”.

Emilia Romagna: "Pronti ad accogliere i gay che scappano dalla Russia" - emilia romagna - Gay.it

Quello che il consigliere Corradi trascura è che la Russia è già stata richiamata sia dal Consiglio d’Europa che dall’Onu proprio per quelle leggi che la Lega ritiene “di buonsenso”. Per di più le norme in questione vanno ben oltre le pene pecuniarie, prevedendo la reclusione anche per chi mostrasse solidarietà alle persone lgbt russe. Infine, vale la pena ricordare l’ondata di feroce violenza che sta colpendo la comunità lgbt nel territorio della federazione russa perpetrate da gruppi di violenti supportati dalle leggi in vigore.
Per Vecchi, infatti, quella emilianoromagnola è un’iniziativa che va nella direzione della tutela dei diritti umani e della non discriminazione. “La Federazione russa – ricorda il consigliere del Pd – ha dei precisi obblighi di non discriminazione derivanti dalla sua adesione all’organismo internazionale e dalla ratifica della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). E non parliamo solo di una legislazione che discrimina, è qualcosa di molto più forte perché la legislazione adottata dalla Federazione Russa vuole colpire la propaganda dell’omosessualità e tutta la sessualità non tradizionale e punisce con il carcere persino chi dimostra tolleranza o comprensione verso le persone lgbt”.

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