Quando Berlusconi, grazie a Pascale, invitò a cena Luxuria per parlare di Unioni Civili

Silvio inviò un'auto a Vladimir per andare a cena ad Arcore. L'episodio raccontato in "Fuori i nomi!" da Simone Alliva.

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Francesca Pascale con Vladimir Luxuria (D) durante la sera di chiusura del Gay Village. Roma 27 settembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI
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Simone Alliva, già collaboratore di Gay.it, oggi giornalista a L’Espresso, autore dell’acclamato Fuori i nomi” sulla storia LGBTQIA+, ricorda in queste ore sul proprio canale IG l’episodio che vide protagonista Silvio Berlusconi, scomparso il 12 Giugno 2023, Vladimri Luxuria e Francesca Pascale, con la quale all’epoca il Cavaliere aveva una relazione (qui la battuta di Silvio su Francesca).

Sul suo pamphlet Alliva raccoglie la testimonianza di Vladimir Luxuria, che ricorda quando Berlusconi la invitò ad Arcore, per discutere delle Unioni Civili all’epoca in gestazione in Parlamento, quando non era ancora nota la fiducia che il Governo Renzi avrebbe messo sul Ddl Cirinnà. Si cercava una maggioranza parlamentare e Vladimir si spese per convincere l’area liberale di Forza Italia a convergere su un disegno di legge di civiltà. Prezioso il racconto di Alliva su un momento che fu insieme storia politica e di costume di una passaggio fondamentale per il movimento LGBTQIA+ italiano, come sono state le unioni civili.

 

«Francesca Pascale una volta disse: “Mi piacerebbe venire al Gay Village”, ero direttrice artistica. La invitai, si venne a sapere e diventò una specie di conferenza stampa.
Un giornalista chiese: “Pensa che Berlusconi sia favorevole o contrario al ‘matrimonio gay’?”, lo chiamarono così. Lei disse: “Lui è favorevole, solo che qualcuno nel partito è più retrogrado”. “Alla fine di questa cosa chiesi: “Francesca ma veramente Berlusconi…”. “Sì, sì. Anzi dovresti venire a parlarci perché Gelmini, Gasparri gli riempiono la testa di cose. Vieni a parlare di stepchild, parliamoci”.
E così il giorno dopo mi chiamò #SilvioBerlusconi al telefono.
“Sono Silvio Berlusconi o quel poco che resta di me”, mi ringraziò per il trattamento che avevo dato alla sua signora e chiuse con la proposta di conoscerci presto.
E risposi. “Non mancherò”.

Mi mandò alle 19 un macchinone e arrivai alla famosa Villa Arcore. Prima cosa chiesi dov’è la sala Bunga Bunga. Magari potevo prendere qualche ispirazione per qualche serata. Ma non me l’ha fatta vedere mi ha fatto vedere un’altra sala che sembrava quella del pranzo della cresima. E poi a cena, dalle nove di sera fino all’una di notte.

Eravamo io, lui, Francesca Pascale e la segretaria. E lui mi ascoltava. Non sono una cretina.
Ascoltava e dissi: “le sembra giusto che se il genitore biologico viene a mancare trasformiamo questi bambini in orfani di Stato?”
E lui rispose: “Sono contro l’abbandono degli animali figurati un bambino abbandonato”.
Penso che lì maturò la convinzione di dare libertà di coscienza.
Cosa che ha fatto. Per me fu un grande risultato.

E poi sa, si beve a cena, c’era questo brandy al cioccolato buonissimo. Abbiamo fatto questa foto io lui, Dudù e Francesca Pascale e la caricai sui social con la didascalia: “Ho trovato un nuovo amico”. Mi riferivo a Dudù.
[Vladimir Luxuria, “Fuori I Nomi-Intervista con la storia #Lgbt” @fandangolibri]

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L’episodio dell’incontro tra Silvio, Vladimir e Pascale fu irriso da Adinolfi, che non mancò di speculare su una presunta incapacità di intendere e di volere di Berlusconi.

 

 

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