Luigi Berlusconi, dal bacio gay a Grindr a Federica: il nuovo re di Arcore nell’articolo di Michele Masneri

Su Il Foglio un ritratto magnifico e imperdibile del rampollo più misterioso e discreto d'Italia.

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Luigi Berlusconi Gay.it Michele Masneri Il Foglio Federica Fumagalli
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La biografia di Luigi Berlusconi?

Luigi Berlusconi, prima dello scandaloso bacio gay (un fake joke stupendo come pochi, ricordate? guardate qua >) veniva chiamato “il pretino” da suo padre Silvio. Lo ri-racconta molto bene Michele Masneri in un indimenticabile articolo pubblicato da Il Foglio qualche giorno fa. Titolo: Luigi Berlusconi, il terzo re di Arcore qui > (a pagamento)

È da poco scomparso Silvio Berlusconi, metà Italia non è ancora riemersa dalle lacrime del lutto, l’altra metà è ancora incazzata per il lutto, e – in attesa che il 26 Giugno si aprano le carte dell’eredità più attesa della storia repubblicana, più dell’Avvocato Agnelli che, diciamolo, non è stato così amato né così odiato come Silvio – sbirciamo nel fantasmagorico, gentile, irriverente, puntuto ritratto che il Masneri sventola dalle pagine de Il Foglio, quotidiano che fu dei Berlusconi (di Veronica Lario, vera regina della nostra queerness più indicibile, nonché mamma di Luigi) e che oggi resta una piccola isola di area liberale (Il Foglio), in un paese che i liberali non li hai mai visti. Oh! Idea! E se fosse Luigi il primo liberale vero di questo catto-comunista e disperato agglomerato di populini catodici chiamato Italia? Questo è un altro discorso, giacché qui dobbiamo fare gossip gossip gossip. Grazie a Masneri.

Ora, se qualcuno si sta chiedendo chi sia Michele Masneri (molto grave), possiamo invitarvi a leggere la di lui intervista su Arbasino realizzata dal nostro Angelo Rosa > Per chi non conosca Arbasino, invece, ahimé non c’è rimedio. Va’ là, ecco anche l’instagram di Masneri >

Luigi Berlusconi, biografia ma anche sunto manipolatissimo dell’articolo di Michele Masneri su Il Foglio.

Luigi Berlusconi ne ha fatta di strada, suo padre lo chiamava il pretino. Disse Berlusconi padre a Bonolis: “Telefono, chiedo di Luigi e mi dicono di richiamare dopo cinque minuti perché è raccolto in preghiera- Richiamo e mi dicono che è ancora raccolto in preghiera. Sbotto: ma allora sta dicendo messa!”.

Nato nella clinica svizzera di Arlesheim, cantone di Basilea – come anche Eleonora e Barbara, le altre due figlie di Veronica e Silvio – Luigi è riservato come pochi. L’unico millenial di Milano a non avere un profilo Instagram, Luigi è nato il 27 Settembre 1988 (Bilancia!) e ha preso il nome da suo nonno. E anche durante i funerali in mondovisione, Luigi è stato inquadrato poco dalle telecamere di famiglia. Meno di lui soltanto sua madre Veronica. Vorrà dire qualcosa?

Sovente Luigi Berlusconi va a Lourdes, con l’Ordine di Malta, a portare aiuto agli ammalati, ma si sa poco di questa vicenda, giacché – scrive Masneri – “intorno gli hanno creato un diaframma di protezione”. Pare che la Fondazione Opsis Onlus di Luigi aiuti ragazzi con storie difficili, ma “non siamo autorizzati a rivelare altro” scrive sempre Masneri, riferendo quanto raccolto  da Il Foglio.

Luigi Berlusconi ha sposato Federica Fumagalli il 7 Ottobre 2020. Nel 2021 è nato Emanuele Silvio, primogenito. Nel 2022 è nato Tommaso Fabio, secondogenito. Federica Fumagalli viene definita una “perfetta Kate Middleton brianzola” e al funerale del suocero si è comportata assai bene, immobile in seconda fila, tutta di sobrio nero vestita.

 

 

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Per quattro anni Luigino è stato fidanzato con Ginevra Rossini, figlia di Giulia Ligresti, ragazza più audace, tant’è che Masneri scrive “ha un Instagram più rich kids”.  E infatti, alla fine, Luigi sposa Federica Fumagalli, una ragazza sì chiacchierona, ma solo in famiglia e tra amici. “Federica ha sempre saputo molto bene fin dall’inizio come comportarsi” riferisce a Gay.it una persona dell’ambiente modaiolo milanese che la conosce bene “La sua voce squillante la sentono solo le persone fidate”. Detesta i grandifratelli trash televisivi, non si dice di sinistra, ma neanche di destra. “Penso che si sia davvero innamorata di Luigi e ha saputo capire come stargli a fianco, e non era certo facile visto il contesto” dice a Gay.it la nostra fonte che conosce “la Fede”.

E infatti, i due si sposano. In una chiesa semi-sconosciuta e nascosta. La discrezione è un mantra irrinunciabile per Luigi (scuola Veronica). Masneri fa alcune indagini su Federica, ma da Sirone (dalle parti di Lecco), suo paesino di provenienza, tutti tacciono, e dicono alla penna de Il Foglio soltanto cose tipo “sono cominciate ad arrivare macchine grosse”.

Dopo alcune indagini finalmente Masneri giunge a destinazione e becca Manuel Bogliolo, socio di Federica nella MB Projects: la metà della fashion community milanese sa di chi si parla, moltissimi eventi delle fescionuìc sono gestite da MB Projects. “Con Federica ci siamo conosciuti ad Alassio” spiega Bogliolo “lei è semplice, ancora più riservata di suo marito, è super easy” dice Bogliolo. Forse è di sinistra, chiede Masneri: “Non direi, no, e poi qui non parliamo di politica, lei viene da una famiglia molto unita, è figlia unica, molto per bene”. Bogliolo chiederà poi a Masneri di non fare il suo nome, ma Masneri lo fa, perché in fondo cos’avrà mai detto di scandaloso Bogliolo su Luigi e Federica? “Questa cosa della riservatezza vi sta prendendo un po’ la mano” chiude Masneri.

Luigi e Federica vivono in Corso Magenta, a pochi passi dal Castello Sforzesco e dall’Ultima Cena di Leonardo. Da lì Federica ha facile accesso alla villa di via Rovani, quella in fondo a via Pagano, quasi Parco Sempione, a pochi metri dalla “Fossa”, antico luogo di batuage gay. Fu la prima casa del Cavaliere a Milano, Silvio la lasciò per villa San Martino ad Arcore, ma si dice che tutto l’armamentario con cui Silvio attrezzava le sue feste fosse ancora ben intatto, prima dei restauri.

 

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Luigi, apprendiamo, ha pure assunto la storica segretaria Marinella Brambilla, quando andrò in pensione. Un ragazzo di buone maniere (scuola Veronica), allevato a terra, come i Re (cit. Masneri), in campagna, a Macherio, villa comprata da Silvio per Veronica (che è stata la donna più amata da Berlusconi?) In ogni caso a Macherio, Eleonora, Barbara e Luigi vengono cresciuti nella bucolica educazione di una vita tutta di orti biodinamici e natura, caprette e piedi scalzi, e poi raccolte di funghi, castagne, fiori di sambuco e torte impastate a mano con la frutta delle campagne. Perché è evidente – e qui Masneri insiste oltremodo – che Luigi ha avuto un’educazione steineriana: corpo, anima e spirito (così è Veronica). E mentre Berlusconi ci proponeva Drive In, grandi fratelli e Dallas+Dinasty, Veronica allevava i suoi tre figli proibendo la televisione!

Quando si seppe che i figli del magnate televisivo andavano in una scuola steineriana, mezza Fininivest, compresi i figli di Dell’Utri, iniziò a fare lo stesso. Ma fu Luigi, proprio Luigi Berlusconi, a restare folgorato, soprattutto dal maestro Andrea Schiccitani, barba lunga e tanta saggezza, guru e figura di riferimento per l’adolescenza del giovane rampollo. Al funerale di Schiccitani, Luigi è stato visto cantare partecipe e provato dal dolore.

Dopo la scuola di Schicchitani, Lugi andò in un’altra scuola steineriana, ancora più estrema, finanziata – pare – da sua madre Veronica. Un casermone nella zona proletaria di quella Lambrate divorata da studenti del Politecnico e da immigrati, pochi sprazzi gentrificati da fighetti con loft e giardino e saloni dei mobili di Via Ventura, e tanta stimolante urbanità. Qui il giovane Luigi arriva con la scorta ogni mattina, si immerge in un mondo nettamente al di sotto delle sue possibilità, impasta biscotti, modella ceramiche, legge fiabe e lascia andare la propria creatività e – a quanto pare da quel che si vede oggi – cresce sereno, leggero, privo della pressione a cui sono stati sottoposti tutti gli altri figli, in particolare la sorella Marina e il fratello Piersilvio.

Ed è così che Luigi ai affaccia alle scuole serie. “Fa tutto il suo cursu honorum, Bocconi e JP Morgan, poi prende in mano (post in cda Mediolanum) i soldi di famiglia” e li fa fruttare in silenzio, al punto di farsi notare come finanziere internazionale a prescindere dal suo cognome. Trasforma una holding di famiglia in un forziere di lungimiranti scommesse, incubatrice di start-up, investe in Deliveroo, Flixbus e Grindr (e molte altre) compra e rivende Facile.it, fa affari con Marco Carrai (il Soros di Renzi, dice Masneri), ma non per questo avvalla scenari di avvicinamento alla politica, anzi. Pare che Luigi non ne voglia proprio sapere.

È Luigi quello che ha ereditato da Silvio la capacità di fare soldi, ma lo fa come millennial, e quindi via di start-up, vai con la fluidità delle idee. Perché Luigi, a differenza di Silvio, frequenta Milano, e non la Brianza. Luigi è un milanese discreto, elegante che non chiacchiera troppo, calvinismo e finanza: “un piccolo Cuccia” azzarda Masneri.

Luigi esce con la sua “Fede”, con gli amici di Ju Jitsu (arte marziale a mani nude molto in voga) e gli amici di Monza, riferiscono, oppure non esce affatto, o magari esce pubblicamente con più libertà a New York o Londra, dove non lo riconoscono, e gli aerei li usa, eccome. Insomma “non è un francescano” (Masneri). Ora però, con due bambini, pare che la “Fede”, sempre discreta, lowprofile con leggins e sneaker, preferisca starsene a Villa Certosa (a Milano c’è afa).

“La Fede si è presa l’unico Berlusconi veramente bono e veramente etero” ha detto qualcuno a Masneri, che scrive: “del resto, la vera famiglia queer l’ha fondata il Cavaliere, altro che Michela Murgia“. E quindi eccoci al fatidico bacio gay con l’amico, quindi le effusioni con il muscoloso sodale di Ju Jitsu (ma dai, erano mosse di quell’arte marziale!), quindi la ramanzina di papà Silvio infuriato alla sola idea: Luigi Berlusconi gay? Giammai!. E si dice che Silvio telefonò a Veronica, con cui non si sentiva da mesi, perché era nero.

Subito Imma Battaglia conferma: Luigi Berlusconi è gay. Vabbè.

L’autore de Il Foglio, cui porgiamo le nostre scuse per il qui presente ladrocinio del suo godurioso articolo  (il nostro scritto malissimo, ma Gay.it è gratis), conclude come meglio non si poteva, a proposito della grande domande che circola in questi giorni: ma quindi Luigi Berlusconi è gay?

“Sembrano soprattutto wishful thinking, perché il pretino fa gola a tutti, è il più bello dei Berlusca, assimiglia tantissimo al Silvio muscolare degli esordi tra l’altro. Ma è alto. È uno dei pochi maschi in circolazione in Italia con molti dividendi e senza tatuaggi (tranne uno piccolo, dietro la nuca). E poi liquido, talmente liquido che se fosse anche un po’ fluido nessuno si preoccuperebbe. Al massimo, daranno la colpa a Steiner”.
Michele Masneri – Il Foglio – 17 Gugno 2023: Luigi Berlusconi, il terzo re di Arcore

 

 

 

 

 

 

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