Gaia Gozzi contro l’omotransfobia: “È un problema mondiale che va eliminato, tutti noi dobbiamo attivarci”

In diretta social con il Milano Pride, l'ultima vincitrice di Amici ha pubblicamente puntato il dito contro l'omotransfobia: "Ho visto purtroppo tanti esempi di omofobia e di situazioni veramente assurde".

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Vincitrice dell’ultima edizione di Amici di Maria e passatissima in radio con la sua Chega, Gaia Gozzi ha partecipato ad una diretta social con Francesco Pintus del Milano Pride, reinventato ai tempi del Covid-19 con una serie di eventi web.

Intervistata sul tema dell’omotransfobia, Gaia ha parlato delle proprie esperienze con la discriminazione, vissute soprattutto nel privato.

Nella mia vita lavorativa no, non ho mai visto episodi omotransfobici, ma ti dico anche sinceramente che sempre di più cerco di circondarmi di persone che hanno la mia stessa visione delle cose, anche nel lavoro. Credo in un’unione sincera e d’amore. Nella mia vita personale sì, ho visto purtroppo tanti esempi di omofobia e di situazioni veramente assurde. Credo che viviamo in una società nella quale tutto quello che è stato istituzionale fino ad oggi debba totalmente cambiare, per un progresso nostro. Non è possibile che stiamo ancora combattendo chi non vuole i diritti umani delle persone nel 2020. Dobbiamo fare la differenza quando vediamo una situazione che non va bene, di bullismo, cattiveria, odio. Nel nostro piccolo anche fare un gesto d’amore nei confronti di queste situazioni, spiegare con le parole giuste, possiamo far vedere il quadro completo a chi non al pensa come noi.

Nata da madre brasiliana e padre italiano, Gaia ha affrontato anche il tema omotransfobia in Brasile, da oltre un anno tra le mani dell’estremista Jair Bolsonaro: “Il Brasile è enorme, ci sono tante situazioni, tante realtà. Nei grandi centri, come Rio, San Paolo, c’è la nostra generazione che sta prendendo in mano la situazione, è in prima linea nel diffondere un messaggio di eguaglianza. C’è fame di svolta, c’è un attivarsi reale, c’è una voglia di cambiamento, di rivoluzione. Ma non è sempre così, ci son tanti episodi di omotransfobia, ancora oggi. È un problema mondiale che va eliminato dalla società, ognuno di noi deve attivarsi nei confronti di questa problematica“.

Neonata ‘popstar’, Chiara non crede che le attuali etichette discografiche stiano ‘limitando’ determinati artisti nel fare eventualmente coming out, se non addirittura obbligarli a farlo per battere cassa in ambito promozionale: “Credo che sia un problema della società in generale, quello di creare una situazione di tranquillità dinanzi ad un coming out. Un problema italiano, mondiale. Il mondo della musica, soprattutto ultimamente, spinge verso la sincerità. Non noto attualmente situazioni create solo per monitizzare attraverso l’orientamento sessuale di un artista. Spero che sia così, se non fosse così mi dispiacerebbe molto. Anche la coscienza dell’artista deve essere pulita, lui o lei in primis dovrebbero tenere le redini della comunicazione che vogliono dare nei confronti del loro personaggio. La sincerità vince sempre, che vuol dire fare semplicemente quel che si vuole fare. Credo che non sia tanto una questione di ‘lo faccio per spingere un disco’, ma per una libertà di espressione creativa, di personalità, di quello che si è“.

Gaia ha poi confessato di non aver mai vissuto direttamente l’esperienza di un coming out in prima persona, con amici o familiari: “Ho avuto la fortuna di essere cresciuta in una famiglia, in un contesto di amici in cui c’era piena libertà di esprimere la propria omosessualità. Ho un padrino gay, amici gay, zii omosessuali. L’amore è libero, non ho mai avuto esperienze in cui qualcuno ha fatto coming out con me, perché la loro sessualità è sempre stata condivisa, espressa. Purtroppo mi rendo conto anche grazie a persone che incontro, che conosco, che si stanno ancora scoprendo. Ed è bello vedere il processo di accettazione, di scoperta di loro stessi. Nessuno ha mai fatto coming out con me in modo diretto, ma mi fa piacere far sentire a loro agio persone che incontro e che lo stanno ancora capendo”.

Qui il ricco programma del Milano Pride 2020, reinventato sul web causa Coronavirus.

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Renzo Loi 24.6.20 - 13:06

è ora di finirla di confondere l'odio , la violenza e sminuirlo come atto omofobico.. essi sono reati che valgono x tutti. nessuno esclusose uno prende un pugno , non gli si va a chiedere se va a letto con uomini o donne.il bullissmo è invece un reato che vale sempre x tutti, con la differenza che se uno non ci fa caso non succede nulla è solo vessattorio.io x esempio al liceo avevo un compagno di banco che era anche amico fraterno. di noi si diceva che eravamo amantix scherzo. io non me la prendevo , lui invece si incazzava .x0' venivamo un po isolatioggi sarebbe bullismo. x me,che me ne fregavo ,non era nulla sapete come rEagi lui? si allontano' da me e dal 68 ad oggi non ci siamo mai piu' rivisti. ma contarono anche rivalita' professionali: io fui promosso alla maturita' lui no. io vinsi un concorso canoro , e lui piu' esperto venne dopo di me.come vedete c'entrano tanti fattori della personalita'. essere gay è solo una faccetta dell'IO.A CONFERMA che quando diciamo tizio è gay non abbiamo detto nulla su di lui.se non che mette o prende l'uccello

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