Prove di unione civile: Lidia e Maria Laura spose in smoking a 70 anni!

di

Una usciva da un lungo matrimonio infelice, l'altra dalla paura di non essere accettata sul lavoro. "Da allora non ci siamo più lasciate".

CONDIVIDI
447 Condivisioni Facebook 447 Twitter Google WhatsApp
11388 2


VIENNA PREMIA UN AMORE SPECIALE!

Scopri come vincere un meraviglioso viaggio per 2 a Vienna con #lovewinsvienna


Lidia Merlo e Maria Laura Annibali (presidente dell’associazione Di’Gay Project) hanno rispettivamente 69 e 72 anni: si conoscono da 15, e finalmente si uniranno civilmente a novembre.

Le due si sono recate in un negozio di abiti da sposa per provare il loro vestito (il tutto è stato ripreso dagli obiettivi del Corriere della Sera): la scelta è ricaduta su due smoking, alla faccia di chi pensa che una donna a 70 anni non possa sposare chi vuole vestita come meglio crede.

Quindici anni fa, quando iniziammo a frequentarci, lei era stata categorica: usciva da una storia lunga e complicata e non voleva più saperne, la nostra poteva essere solo un’amicizia“, rivela Lidia. “Poi ho comprato una bomboletta spray e sono andata sotto casa sua. Erano le tre di notte e mi tremavano le mani. Pensavo: ‘Se qualcuno mi vede e chiama la polizia?’. Non so dove ho trovato il coraggio”. Lidia scrisse “Laura, ti amo appassionatamente” sul muro di fronte casa della sua amata, conquistandola per sempre. “Nella mia vita sono stata molto amata ma nessuno aveva mai osato tanto. Da allora non ci siamo più lasciate“, conclude Maria Laura.

Entrambe arrivano da storie complicate: Lidia, già separata in casa, dopo 35 anni di matrimonio infelice trova la forza di ricominciare. “Ho lasciato tutto: un appartamento all’Eur con doppio terrazzo per un buco di 40 metri quadrati“. Maria Laura invece cercava di dissimulare le sue preferenze sessuali: “Quando mi chiamava la mia compagna fingevo che fosse la segretaria del mio amante. A lavoro non mi avrebbero mai accettata: soffrivo così tanto che ho deciso di dimettermi per dedicarmi all’attivismo“.

L’unione civile ci sarà il 23 novembre a Santa Maria in Tempulo, chiesa sconsacrata vicino alle terme di Caracalla. Gli abiti sono stati scelti in un atelier di Pavona: “La clientela gay ha iniziato ad affacciarsi a metà degli anni Ottanta. Erano tutti uomini e volevano abiti da donna, ma le operaie erano impreparate, non sapevano come adattarli ai loro corpi. Così li facevo venire dopo le sette di sera per prove a porte chiuse“, rivela la titolare.


VIENNA PREMIA UN AMORE SPECIALE!

Scopri come vincere un meraviglioso viaggio per 2 a Vienna con #lovewinsvienna


 

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...