Ecco perché Lady Gaga è l’unica rockstar della mia generazione

Ma quale popstar. Ecco perché per noi millenials Lady Gaga è l'icona assoluta, unica, non replicabile. Ecco perché è la nostra rockstar.

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8 min. di lettura

Lady Gaga è una delle rivelazioni del nostro secolo: negli ultimi otto anni il suo nome è diventato così noto nella cultura popolare, che è di fatto entrato nel vocabolario: gaga è ormai un aggettivo, utilizzato abitualmente in svariati ambiti, dalla moda alla critica musicale. Questo personaggio è noto ai più per i costumi esagerati, le provocazioni non immediatamente comprensibili e per una manciata di singoli che hanno riscosso un enorme successo commerciale. Ma per milioni di persone in tutto il mondo è qualcosa di più. Gaga è un catalizzatore culturale, un’icona postmoderna di valore assoluto, quasi archetipico, un canvas enciclopedico divenuto fondamentale per la mia generazione, vissuta a cavallo della fine di un secolo troppo denso di significato per essere eguagliato e di un altro, ad ora troppo immateriale per lasciare traccia. Lady Gaga è l’icona del nostro tempo, e io non ho dubbi su questo: essa si fa carico degli aspetti positivi e negativi del contemporaneo, diventandone di fatto la più composita e sfaccettata rappresentazione sul palcoscenico globale dell’intrattenimento mainstream.

SOCIALITÀ E AGGREGAZIONE: L’ANTITESI DI MADONNA

Lady Gaga è una star dei social. Pur essendo nata con un percorso piuttosto old style, facendosi il culo nei peggiori bar di New York, nel lontano 2008 è stata una delle prime ad usare Facebook, Instagram e Twitter come un diario personale. Sui suoi profili si conservano ancora le vecchie foto, memorie di un percorso artistico composito. Ma l’aspetto fondamentale di questa socialità ostentata è il degradamento, dal treppiedi in cristallo della diva altera, ai bassifondi della realtà: Lady Gaga è tutti noi, ci rappresenta e ci ascolta, risponde e ci considera, ci incontra, ci abbraccia, ci lascia salire sul palco durante i suoi concerti e ci compra la pizza quando la aspettiamo sotto gli hotel nei quali alloggia.

È con Lady Gaga che nasce il concetto insieme elitario e democratico di fanbase: i little monsters, “a race within the race of humanity“. È il senso di appartenenza quello su cui fa leva: la ghettizzazione culturale si attua attraverso una serie di stilemi e gestures iconici al limite del regime, come il “paws up“, paragonabile al saluto romano. Milioni di ragazzini gay là fuori, rifiutati da una società eteronormata e patriarcale, sentono finalmente di poter appartenere a qualcosa. E Gaga dà loro tutto: gli strumenti creativi, i luoghi di aggregazione, reali (uno dei suoi tour, il Monster Ball, lo aveva definito come “a safe place where all the freaks are outside“) e immateriali (il social network LittleMonsters.com, ora venduto alla company Place, è stato uno dei siti più visitati del 2012), la forza di credere in sé stessi attraverso testi che somigliano a mantra motivazionali, l’amore di una madre putativa, Mother Monster.

Gaga partecipa alle battaglie civili attivamente, è al tuo fianco per strada ai Gay Pride: in un’epoca nella quale le battaglie storiche per il riconoscimento dello status quo sono state vinte e si lotta per la piena uguaglianza, il verbo di Lady Gaga è paragonabile a quello di un’associazione umanitaria (tra le altre cose la sua propaganda ha contribuito all’abolizione del Don’t Ask Don’t Tell in America).

E poi diciamolo: questo geniale concetto di fidelizzazione è stato poi mutuato in modo pedissequo da tutto lo stuolo di popstars presenti sulla piazza: nascono i “B-army” di Britney, i “navy” di Rihanna, i “beliebers” di Justin Bieber, i “KatyCats” di Katy Perry, i “Bey Hive” di Beyoncé. Non è un caso. E non è un caso che l’unica a non aver mutuato il concetto di fanbase così come teorizzato da Lady Gaga sia Madonna: in Italia li chiamiamo “madonnari”, ma non esiste un corrispettivo internazionale. La gran parte dei fan di Madonna sono generazionalmente troppo in là per farsi condizionare, non hanno il bisogno tutto adolescenziale di sentirsi appartenere ad un gruppo sociale, ad una comunità.

Ma c’è un aspetto degno di nota in tutto ciò: anche Madonna, la regina del pop, vive in funzione degli strumenti della generazione Gaga. La Material Girl è stata considerata per anni come la popstar scomoda e provocatoria: mostrava il dito medio ai suoi fan, non si concedeva nemmeno da lontano per una foto, non ha mai interagito realmente con loro. Il segreto del suo successo era costruito sul fatto che fosse, diciamocelo, una gran stronza. Ma ora Madonna è socialite, ora condivide – in tutti i sensi – la sua vita e il suo privato coi fan, li ama e li coinvolge nei suoi concerti, una volta mera riproduzione di uno schema immutabile e imperituro nel quale nessun intervento esterno trovava spazio, ora show coinvolgenti e interattivi. Madonna ha, per merito di Lady Gaga, mostrato il suo lato sociale. Madonna subisce, come tutti, le influenze dell’era di cui Lady Gaga si fa primigenia testimonianza. Chi scrive ha amato e ama Madonna e la polemica Madonna-Gaga è solo strumentale a click e cazzeggio da social network. Gaga ha influenzato Madonna e nessuno può negarlo. Così come nessuno può negare che Gaga sia cresciuta amando, ammirando e studiando Madonna.

IMMATERIALITÀ GEOLOCALIZZATA

La chiave di volta per comprendere la figura della Germanotta è forse proprio la sua non-materialità: Lady Gaga diventa una Gaga diversa ogni volta che mette piede in uno stato differente dal suo. India, Emirati Arabi, Giappone, Australia, Germania: non appena arriva in una nuova città e viene fotografa sembra assumere le sembianze di un tipico soggetto folkloristico del posto. È come se per ogni viaggio, per ogni trasferta, la Haus of Gaga (questo è il nome del suo team creativo) redigesse una moodboard contenente stilemi e topoi del dato luogo. Questo aspetto è fortemente indicativo: la Lady diventa una sponsorizzazione localizzata di sé stessa, come un post di Facebook. Il boost è dato dalla condivisione di certi luoghi culturali, che creano engagement anche e soprattutto col pubblico di quella regione. Che condivide la sua immagine, la venera, la considera come un cimelio tradizionale e turistico. Lady Gaga è dappertutto e da nessuna parte, è cittadina del mondo e di ogni regione che lo compone, è multiculturale e aculturale allo stesso tempo, abita non-luoghi proprio come un qualsiasi individuo contemporaneo.

Da destra: Lady Gaga in Germania, con look post-nazista ispirato a Dalì e al Wunderbar. In Giappone, versione Harajuku/anime con occhi dipinti da manga. In India: moodboard aristocratica di nuova Dehli/bollywood.
Da sinistra: Lady Gaga in Germania, con look post-nazista ispirato a Dalì e al Wunderbar. In Giappone, versione Harajuku/anime con occhi dipinti da manga. In India: moodboard aristocratica di nuova Dehli/bollywood.
Da sinistra: Lady Gaga in Brasile che gioca a calcio in una favela. Impigliata alla Tour Eiffel, a Parigi. Perfetta conservatrice inglese all'ora del tè, a Londra.
Da sinistra: Lady Gaga in Brasile che gioca a calcio in una favela. Impigliata alla Tour Eiffel, a Parigi. Perfetta conservatrice inglese all’ora del tè, a Londra.

ARTPOP: DISPOSITIVO CULTURALE E CAMP

Lady Gaga ha riportato l’arte nella cultura pop. In un’intervista del 2013 fa una dichiarazione d’intenti: “Il mio scopo è quello di inserire l’arte nella musica pop, al contrario di Warhol. Al posto di dipingere il pop sulla tela bianca, voglio dipingere l’arte sulla Soup Can (l’opera più famosa di Andy Warhol, ndr)“. Non è la prima volta nella sua carriera che viene sollevato un tema simile: Gaga è da sempre ossessionata dal rapporto masochistico tra la cultura di massa e l’arte. In uno dei suoi primissimi video, anno 2008, recitava: “Pop ate my heart and then he swallowed my brain“. 

Il merito che forse chiunque dovrebbe riconoscerle è quello di aver inaugurato una nuova era della musica popolare che si nutre e trae la sua ispirazione dall’arte contemporanea, performativa e concettuale, da Matthew Barney alla Marina Abramović degli anni 70, da Gilbert and George a Chris Burden, passando per riferimenti ovvi come Andy Warhol, Jeff Koons (che tra le altre cose ha realizzato la copertina di ARTPOP) o Robert Wilson. Con quest’ultimo realizzò una serie di videoritratti esposti poi per alcuni mesi al Louvre: Gaga riprodusse La morte di Marat di Jacques-Louis David, la Mademoiselle Caroline Rivière di Jean-Auguste-Dominique Ingres e la famosa Testa di San Giovanni Battista di Andrea Solario, oltre che una rappresentazione dell’antica arte giapponese dello Shibari realizzata con 15 ore di riprese a testa in giù, col corpo completamente costretto tra i cavi. Lo spettro di riferimenti di Lady Gaga è talmente vasto che le fonti di ispirazione sono quasi indefinibili, completamente mescolate tra loro. Questo modo di agire è ben diverso da quello che fece Madonna, a suo tempo: la Ciccone è un manichino che funziona seguendo lo scandire di ogni era, che ha impersonato di volta in volta i panni precisi di un’icona femminile. Madonna è stata Ann Margret, Annie Lennox, Jean, Harlow, Sue Lyon, Judy Garland, Mae West, Jayne Mansfield, Nina Hagen, Bettie Page, Marlyn Monroe. Non ha inventato nulla, come d’altronde non ha inventato nulla nemmeno la Germanotta. Ma Lady Gaga, nell’era del brainstorming e del sapere immediato da motore di ricerca, non può permettersi la riproduzione di un’icona: deve lavorare sulla rielaborazione.

Molti penseranno che il suo trademark grottesco e visionario sia mediocre e velleitario, ma forse nasconde un intento più nobile: sfiderei chiunque ad immaginare una modalità diversa da quella adottata da lei per utilizzare, in un secolo caratterizzato dall’ignorante dittatura dell’immediato, quel tipo di linguaggio. Grazie al suo operato Gaga fornisce sapientemente degli alert che vengono colti da chi possiede gli strumenti metodologici adatti per approfondirli e ignorati da chi rimane fossilizzato sui suoi video musicali e sui suoi singoli di maggior successo. La sua sfida è quella di parlare il linguaggio dell’arte alla generazione Y, quella che non è più sull’orlo del precipizio ma ci è cascata dentro, quella che è dipinta come svuotata, insensibile e digitalizzata.

E come la si vince, questa sfida? Attraverso l’utilizzo di quella che si potrebbe definire una dialettica del camp, se per camp si intende l’uso deliberato, consapevole e sofisticato del kitsch nella vita, nell’abbigliamento, negli atteggiamenti. Ostentare, teatralizzare: “non è una sensibilità di tipo naturale, se di tali ne esistono. L’essenza del camp, infatti, consiste nell’amore per ciò che è innaturale: l’amore per l’artificiale e per l’esagerato“, affermava Susan Sontag. E Lady Gaga fa proprio questo: le lattine di Coca-Cola tra i capelli e gli occhiali-sigaretta in Telephone, gli headpieces di Philip Treacy e il vestito di carne, il Gaga-egg di Born This Way e la fiber-optic wig di ARTPOP. Il vomito di Martin Creed. Il cannibalismo del Dante della Vita Nova. La morte sul palco ai VMA del 2009, uccisa dalla Fama. Lady Gaga utilizza degli strumenti di immediato consumo e fruizione per insegnare al mondo globalizzato contemporaneo cosa è l’arte. La camp-izza, letteralmente.

MATTATRICE DA PALCOSCENICO

L’argomentazione con la quale spesso si tenta di spiegare sommariamente l’incredibile potenza di Gaga è la seguente: la stronza sa cantare. Negli ultimi tre anni, dopo l’uscita di ARTPOP, abbiamo assistito ad un progetto di riqualificazione della sua immagine in questo senso: performance col botto agli Oscar, un album con la stella del jazz Tony Bennett con tour mondiale annesso, duetti e comparsate con i mostri sacri della musica. E no, non si parla di pop, si parla di U2, Rolling Stones, Stevie Wonder. Gene Simmons, fondatore dei leggendari KISS, dichiarò qualche anno fa: “Lady Gaga mi piace, lei è la migliore. È venuta ai nostri concerti, quello che ha fatto con Tony Bennett dimostra che lei è al di sopra delle basi musicali e delle soubrettine da Las Vegas su pali, lei sa davvero cantare. Mi piacerebbe vederla sul palco con una vera rock band e fare un disco rock. Lei sa fare quello che Madonna non può: cantare“. Perfino Brian May dei Queen ha registrato un assolo per You & I, brano tratto da Born This Way, che ha performato insieme a Gaga (o meglio a Jo Calderone, suo alter-ego maschile) ai VMA 2011.

È indubbio che Gaga abbia un talento smisurato. Suona il piano e canta da quando aveva 4 anni, scrive come ormai è noto i testi delle sue canzoni da sempre. Ma non è questo il punto della questione: non c’è nulla di “artistico” o unico nell’avere una voce perfetta e nel possedere le abilità necessarie per cavalcare un pianoforte. Lady Gaga ha l’attitude, il beneficio dell’imprevisto e del non programmato e un’incontrollabile energia da mattatrice del palcoscenico, caratteristiche proprie di una realtà musicale ribelle e leggendaria ormai appartenenti ad un passato dimenticato.

La società mediatica di oggi, fondata sulla democratica libertà di parola e di pareri, tende spesso a ricondurre le popstars l’una all’altra, ad avvicinarle per osservarle meglio e a crocifiggerle qualora l’una somigli troppo all’altra o sia troppo figlia della genitrice primigenia, rappresentata incontestabilmente da Madonna. Ma qui il quesito non si pone semplicemente perché Lady Gaga non è una popstar: Lady Gaga è ciò che di più vicino noi millennials abbiamo ad una rockstar, in un frangente storico nel quale la mediocrità, la saturazione del capitalismo e la morte dell’arte regnano sovrani.

Mi rivolgo a voi, nati prima del buio: lasciateci vivere quest’ultimo momento di gloria in santa pace.

 

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Gabriel Loui 11.9.16 - 17:40

Articolo molto interessante... a volte un po esagerato nel dare forzatamente delle spiegazioni a cose semplici. Gaga è semplicemente un'artista dei giorni nostri e come tale utilizza ciò che la nostra epoca le mette a disposizione e lo utilizza bene, lo sa utilizzare a proprio tornaconto, a propria convenienza. Ovviamente ha del talento, questo nessuno puo negarlo e a differenza di Amy Winehouse ad esempio lo sa gestire! Un po come ha fatto Madonna in epoca diversa. La storia si ripete per chi come me ha superato i 40 ed ha gia visto piu volte determinate dinamiche ma è pur giusto che ogni generazione abbia il proprio idolo perchè non può esistere un idolo solo per tutte le generazioni che Dio ha creato. Anzi io a differenza di molti fans di Madonna ringrazio Dio che anche oggi ci sia chi continua questa tendenza (per i piu grandi) e allo stesso tempo la ripropone (forse inconsapevolmente) ai giovani, perchè la questione non è Boy George, Madonna o Lady Gaga la questione è matenere viva nei giovani e nelle generazioni la curiosità e la passione ma soprattutto la possibilità (che a molti di noi da giovani ha salvato la vita) di immedesimarsi in chi come noi è favolosamente DIVERSO.

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    Steve Pearl 12.9.16 - 5:48

    Perdonami... ma noi chi? favolosamente DIVERSI da chi? Al nostro interno siamo drammaticamente gli uni uguali agli altri... copie di copie di copie. Non c'è niente di favoloso in quello che facciamo o in quello che siamo. Viviamo la nostra vita come la vive chiunque su questa terra.

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      dan 12.9.16 - 8:12

      Lascialo perdere, i fanatici non hanno mezze misure. E poi vive ancora nel mondo dei sogni.. Piuttosto, è una citazione di NIN, quella? :)

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paolino 10.9.16 - 21:51

Alessio alessio... va bene tutto, sei un suo grande fan e ci stà che ogni tanto "esageri" e ti fai la pipì addosso scrivendo cose anche non esistenti ma continuare con questo paragone con Madonna che palle!!! Tu sei giovane che ne sai degli anni d'oro di Madonna??? Chissenefrega se non ha doti canore lo sanno tutti e non è mai stato un suo problema considerato l'icona pop per eccellenza che è stata! Anche Madonna si scrive tutti i testi e segue passo dopo passo in studio di registrazione le sue canzoni ed è sempre stata attenta all'arte! Lo sai anche tu che è pieno di brave cantanti ma diventare un ICONA E MITO servono ben altre cose e Madonna ne è la prova vivente (e unica al momento) è stata capace di inventarsi un personaggio a 360 gradi negli anni '80 entrando in scena con un boom pazzesco e irripetibile!!! E chissenefrega se non si concede ai fan: lei è una STAR non è mica una mia amica!!! E' ballerina e si vede, suona la batteria e la chitarra (solo il piano forte è degno di nota?) è una professionista del suo mestiere: allenamneto fisico, ha capito come stare sul palco e concludere un tour (sempre ai numeri 1) con 30 anni in più di gaga, ha fatto la storia, ha fatto i soldi e le vendite che lady gaga si può solo sognare! Ha rivoluzionato il modo di fare i tour e il la musica pop in generale e nessuno lo può negare! Nei tuor se balli e canti contemporaneamente il playrec o playback lo usano TUTTE chi più chi meno è normale, pure gaga... e si sente (anche se ballare è una parola grossa)! Madonna ha parlato di gay, religione e politica quando tu non eri ancora nato e gaga portava ancora il pannolino e nessuno lo può negare! Quindi di che stiamo parlando? Gaga deve continuare a baciare la strada dove ha camminato prima Lei e voi fan dovreste portarle il giusto rispetto e informarvi bene prima di parlare!!! Raccontaci e inventa ancora qualità miracolose di lady gaga che ti piace tanto e basta menzionare Madonna che lei continuerà a dormire tranquilla...

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Jazz 10.9.16 - 19:52

Mamma quanta frustrazione inquesti commenti... Ma davvero quelli a cui non piace Gaga si mangiano così tanto il fegato da stare a scrivere poemi per screditarla?!?! Fatevi una vita e seguite le vostre icone! Vivrete meglio!!! Per quanto riguarda l'articolo l'ho trovato interessante ed un buon spunto per riflettere sul panorama musicale odierno, peccato che ormai la misica sia diventata quasi come il calcio e cioè frequentata da un numero indescrivibile di cafoni con cui è impossibile ragionare con obiettività.

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    dan 10.9.16 - 23:45

    Nessuna frustrazione, non mi piace Lady Gaga ne Madonna, ne altre e non seguo nessuna "icona" perché non ho più 12 anni. Semplicemente mi preoccupo quando vedo deliri adolescenziali venduti come articoli web, e al pensare che questa gente vota.

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      Jazz 12.9.16 - 9:59

      Beh guarda sinceramente da tutti i commenti che stai lasciando per dei "deliri adolescenziali" come li chiami tu, non fai altro che confermare quello che ho detto. E l'ultima frase che hai scritto mi sa che potrebbe valere benissimo anche per te. ;) Buona giornata!

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        dan 13.9.16 - 13:04

        Sei tu il povero ignorante che prima declama le cose e quando gli si chiede perché se la fila con la coda tra le gambe. Almeno abbi la dignità di stare zitto, sfigato.

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    Impromptu n°3 (The Edge) 11.9.16 - 15:46

    Sono d'accordo su tutto, non si è capito perché questi detrattori si agitino cosi tanto...

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Jazz 10.9.16 - 19:47

Mamma quanta frustrazione inquesti commenti... Ma davvero quelli a cui non piace Gaga si mangiano così tanto il fegato da stare a scrivere poemi per screditarla?!?! Fatevi una vita e seguite le vostre icone! Vivrete meglio!!! Per quanto riguarda l'articolo l'ho trovato interessante ed un buon spunto per riflettere sul panorama musicale odierno, peccato che ormai la misica sia diventata quasi come il calcio e cioè frequentata da un numero indescrivibile di cafoni con cui è impossibile ragionare con obiettività.

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Valium 10.9.16 - 11:07

Un mese fa invece era justin bieber perché aveva fatto vedere il cazzo

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dan 10.9.16 - 10:21

Va bene esaltarsi, ma qui abbiamo largamente cagato fuori dal vaso. Lady Gaga non è NULLA. Non è un'artista, non è innovativa, non è rivoluzionaria, non è nulla. Lady Gaga può apparire così SOLO e unicamente a qualche ingenuo che non sa nulla della storia della musica, del ballo e dell'intrattenimento in generale. Studiare, ragazzini, che le figuracce ignoranti che fate vanno bene solo perché siete giovani. Che disperazione...

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    Impromptu n°3 (The Edge) 10.9.16 - 11:01

    Dire che non è innovativa e rivoluzionaria è falso essendo lei il precursore di tutto ciò che è esploso e cambiato a ridosso del suo arrivo... quello che voglio dire è che senza di lei non avresti la Katy Perry o la Miley Cyrus che conosciamo oggi. Lady Gaga ha senza alcun dubbio alzato la posta in gioco nell'ambito pop, ha spinto l'intenzione al limite ed ha infiammato la competizione.

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      dan 10.9.16 - 15:24

      Intanto "innovativa e rivoluzionaria" aspettiamo tutti il perché, con parole tue. Poi... Evidentemente ti sfugge, che le cantanti/ballerine/showgirl internazionali sono PROGRAMMATE A TAVOLINO in tutto il mondo da decenni. Spero per te che tu sia molto giovane, perché non sapere questo nel 2016 significa semplicemente essere il perfetto target commerciale (soldi per le magior), oltre che essere incredibilmente ingenuo e ignorante (ma questo si perdona). Britney, Lady Gaga, Miley Cyrus, Madonna, Pink, Cristina Aguilera, Katy Perry, Beyonce, Rihanna, Kesha, Shakira, Avril Lavigne... Devo andare avanti tanto? SONO TUTTE ESATTAMENTE LO STESSO PRODOTTO COMMERCIALE pensato e programmato a tavolino da manager e puntano quasi tutte allo STESSO IDENTICO TARGET: i giovani, gli adolescenti, quelli che non hanno nessuna cultura musicale ma hanno tanti soldi e tante speranze da disilludere. Attraverso test, sondaggi, feedback online, su Facebook, con le vendite collaterali: concerti, magliette, cd, adesivi, action figure, orologi e siti di cucina, provare per credere... TUTTO QUESTO serve ai manager e all'enturage della stellina di turno, per programmare COME e QUANDO pubblicare COSA. Lo sai che ci sono gli stessi statisti che lavorano per diverse cantanti? Il loro lavoro è capire quando finirà l'era Britney, per poter cominciare a spingere la stellina successiva. Lo sai che ci sono gli stessi grafici che lavorano per cantanti diverse? Prima di pubblicare la copertina, vedono se seguire una moda, riprenderne un'altra, evitano di copiare altre cover o copiano intenzionalmente altre cover. Lo sai che ci sono gli stessi scrittori di canzoni che lavorano per diverse cantanti? Scrivono pezzi A PRESCINDERE, poi scelto il pezzo di lancio più opportuno per il lancio della prossima, lo si remixa, declina e ottimizza in base all'estetica, ecc... E' una MACCHINA mangiasoldi che funziona solo e unicamente grazie all'ignoranza dei loro consumatori. Anche il creare "competitor" rientra esattamente nei progetti. Britney contro ... Take That contro ... Duran Duran contro... Credo che saprai riempire meglio di me i puntini. -------- Tutto questo non lo scriviamo per insultarvi, ma perché siate responsabili delle vostre scelte. Che SAPPIATE che è solamente un gioco COMMERCIALE. Poi, se a te piace DAVVERO quella musica, ok. Ma sappi che potevi trovare quei pezzi nel disco della più odiata nemica della tua cantante preferita.

        Avatar
        Impromptu n°3 (The Edge) 10.9.16 - 15:34

        Secondo me stai iperventilando, dovresti calmarti.

          Avatar
          dan 10.9.16 - 15:52

          Secondo me dovresti scrivere su un forum solo se hai qualcosa da dire, dovresti evitare.

          Avatar
          dan 11.9.16 - 15:33

          Quindi "innovativa e rivoluzionaria" ce le siamo mangiate, vero? O stai ancora elaborando un modo per rimediare alla boiata che hai scritto? Ah, no. Fai finta di non aver potuto guardare le news per giorni... Non hai certo lasciato la discussione con la coda tra le gambe, figuriamoci! O forse hai seguito il mio consiglio e non hai niente da dire. Incredibile!

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          Impromptu n°3 (The Edge) 11.9.16 - 15:44

          Ti stai sbattendo troppo per un articolo che riguarda una che non consideri..

          Avatar
          dan 11.9.16 - 17:08

          Come volevasi dimostrare. Troll. End.

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    Postumus 16.9.16 - 13:27

    Ma per cosa litigate? La storia della musica? Ma chi credete l'abbia fatta? Gli AC/DC, Led Zeppelin, i Daft Punk, Elton John, Elvis, Stevie Wonder, Michael, Prince o che ne so... Ma cosa! Ascoltate un po’ di musica classica e capirete quanto loro hanno copiato dai maestri. Poi però... anche questi, da dove pensate abbiano preso ispirazione? Beh, parliamo di ispirazione ma in realtà è solo culo. Sentire una melodia in natura e suonarla con degli strumenti attuali, poi, se alla gente piace, ti notano e sei wow, l'unico, inimitabile! Ma intanto hanno provato con tante altre melodie, sbagliando, fallendo, e tanti altri che hanno provato con altre melodie ancora, con altri strumenti ancora, gli hanno fatto capire quali non vanno. Non è tutto così originale. D'altronde cose pretendete da un umano, che si inventi cose? Non può fare più di tanto se non usare ciò che già sa, e tutti noi abbiamo la stessa fonte. Tutta l'arte è la riproposta della natura e anche dell'universo, perché no. Nessuno originale né unico, è soltanto il primo ad aver notato qualcosa che potrebbe piacere, o no (ma anche lì, rimane utile per gli altri). Pensate che tutti gli artisti famosi siano contenti perché una loro opera è più famosa di un'altra? Beh, sbagliate. Spesso non consideravano nemmeno la loro opera più importante come qualcosa di degno dell'attenzione. La fama esiste perché dopo tanti errori ci azzecchi, e se ci azzecchi in modo che piace, sei un'idolo. Ma non sei mai solo tu ad aver fatto il lavoro, ma l'umanità. E, un messaggio per DEN, scendi dal piedistallo, perché come ogni umano, non sei nessuno, perciò non credere di essere più importante perché sai chi ha avuto fortuna e chi no e con cosa. Ah, e poi, non è che se sei vecchio, sei onnisciente. La novità per una generazione dipende da quanto sanno di quella precedente e dimmi tu, quanto sai della musica medievale o, anche no, aspetta, quella degli antichi egizi?! Ps: le preferenza di artisti (parlando di musica) dipende dagli strumenti e dalle loro combinazioni. Uno sceglie quello che piace di più all'orecchio.

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Francesco 9.9.16 - 19:56

Intanto... Perfectillusion = Papa don't preach revisited... ^_^

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    Impromptu n°3 (The Edge) 9.9.16 - 20:41

    Oddio, ci vuole coraggio per dire che assomiglia a Papa don't preach, ma dai madonnari ormai ci si aspetta questo ed altro. Parliamo di una che ha seriamente copiato qualunque cosa e che ha alle spalle un sacco di cause perse, una plagiatrice seriale, la regina del copia incolla, Madonna. http://www.aishamusic.com/lawsuit_many_artists_madonna_stole_from.htm http://www.listal.com/list/lady-gaga-did-not-steal

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Andrea della rocca 9.9.16 - 19:01

Quanta sapienza, quanta passione , quanta dedizione, quante parole buttate al vento, per una che sta a migliaia di km da voi e fa la bella avita alla faccia di chi non sa se troverà un buco di lavoro nei prox. anni "Noi Nati prima del buio" voi ci state finendo nel buio con il carro e tutti i buoi! Ah come rimpiango Kant, Michelangelo. Leonardo, Pasolini, Einstein almeno loro si che hanno cambiato il mondo in meglio! Ste oche giulive che hanno cambiato qualche spinotto del loro palcoscenico al massimo! ma yatavinn millenian

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Impromptu n°3 (The Edge) 9.9.16 - 18:26

I fan di Madonna saranno sicuramente infastiditi da questo fantastico articolo che sottolinea una verità che loro cercano in ogni modo di negare e contrastare. Grandissimo Alessio.

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    dan 10.9.16 - 15:25

    Chiamare "articolo" questo sfogo adolescenziale è davvero fuori luogo.

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      Impromptu n°3 (The Edge) 10.9.16 - 15:29

      Uno sfogo adolescenziale che ti ha fatto partire l'embolo.

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        dan 10.9.16 - 15:51

        Non ne conosco uno, di madonnaro, e non credo che glie ne freghi granché, onestamente.

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        luca 10.9.16 - 22:09

        Certo. Non si può cambiare la verità. È scorretto. Questo è un mezzo pubblico.le cazzate non si dicono...perché c'è sempre qualcuno, mentalmente debole che può essere influenzato.

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          Impromptu n°3 (The Edge) 10.9.16 - 22:15

          Infatti, sono d'accordo, non si può cambiare la verità, dovete accettarla senza farvi prendere dall'isterismo tipico dei fan di Madonna.

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          luca 12.9.16 - 16:33

          Ma che dici?.. Ma tu sei na ragazzina scema..io l'ho anche scaricata perfect illusion...non ho Nessuna preclusione nei confronti di lady Gaga..però provo un fastidio enorme per le cretine come te..meriteresti di essere presa a schiaffi...scema!!!

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          Impromptu n°3 (The Edge) 12.9.16 - 18:23

          Stai zitta che ti si stacca il catetere

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          luca 12.9.16 - 22:21

          Ma PERCHE non posti qualche tua foto?

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    paolino 10.9.16 - 21:31

    quale verità non vogliamo accettare? spiegami perchè in questo articolo non ho letto nessuna critica a Madonna anzi... e ci mancherebbe pure!!!

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      Impromptu n°3 (The Edge) 10.9.16 - 21:55

      Dove si elogia Gaga, o meglio, dove se ne parla in modo oggettivo, come in questo caso, ci sono orde di madonnari nevrotici che cercano di offenderla o sminuirla.

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    luca 10.9.16 - 22:08

    Ma tu sei una scema tesoro mio...

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      Impromptu n°3 (The Edge) 10.9.16 - 22:14

      Probabilmente sei il solito madonnaro di mezza età che vive di ricordi e non accetta che qualcuno oggi possa provare quello che tu hai provato per la tua Madonna, siete pietosi e infantili.

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Miky 9.9.16 - 16:28

Strano allora che quasi tutti i critici musicali e non della terra l'abbiano accostata incessantemente fino ad oggi a Madonna...ci sarà un'allucinazione di massa? Direi proprio di no, perchè Lady Gaga ha appunto saputo sprigionare il suo talento al meglio grazie soprattutto a quell'esempio, che si è studiata per anni! E comunque no, Madonna non ha semplicemente impersonato vecchie dive del passato.. Madonna è diventata Madonna appunto perchè ha cambiato tutto nella scena pop, lei si inventando dal nulla LA popstar al femminile che, seppur con doti canore limitate, grazie al suo talento e intuito, nei suoi show ha unito broadway, femminismo, arte, moda, cinema, sesso, religione, politica e sottoculture underground al pop tradizionale rendendole mainstream. Cosa che, è bene sempre ricordare, nessun altro faceva prima di lei e che poi tutti quanti hanno copiato, come appunto la nostra Lady Gaga, il cui talento è quello di aver saputo comunque attualizzare il Madonna-style all'era digitale meglio di Madonna stessa.

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Steve Pearl 9.9.16 - 16:18

7 pagine su Lady Gaga... davvero? Ho letto tanto ma sentito veramente poco... ma alcune chicche sono da menzionarie: "Lady Gaga è tutti noi, ci rappresenta e ci ascolta, risponde e ci considera, ci incontra, ci abbraccia, ci lascia salire sul palco durante i suoi concerti e ci compra la pizza quando la aspettiamo sotto gli hotel nei quali alloggia." NOI CHI? "sfiderei chiunque ad immaginare una modalità diversa da quella adottata da lei per utilizzare, in un secolo caratterizzato dall’ignorante dittatura dell’immediato, quel tipo di linguaggio. Grazie al suo operato Gaga fornisce sapientemente degli alert che vengono colti da chi possiede gli strumenti metodologici adatti per approfondirli e ignorati da chi rimane fossilizzato sui suoi video musicali e sui suoi singoli di maggior successo." QUI SI STA AFFERMANDO CHE PER COGLIERE GLI ALERT CHE LADY GAGA CI INVIA OCCORRE ESSERE IN POSSESSO DI STRUMENTI METODOLOGICI... PIU' FACILE LEGGERE E COMPRENDERE KANT O POPPER. "Mi rivolgo a voi, nati prima del buio: lasciateci vivere quest’ultimo momento di gloria in santa pace." NON SO CHI SIANO QUELLI NATI PRIMA DEL BUIO MA PER QUANTO MI RIGUARDA GODETEVI PURE QUELLO CHE VOLETE... MA CON LE CUFFIE PER PIACERE.

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