Insultati per un bacio gay al fast food: così rischiamo di tornare invisibili

A Pesaro si è sfiorata la rissa, arrivano i Carabinieri, i codardi si danno alla fuga e a noi costa resta? La storia.

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bacio gay foto dell'artista Gorka Male
bacio gay foto dell'artista Gorka Male
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A Pesaro due ragazzi sono stati aggrediti verbalmente per essersi scambiati un bacio gay in un fast food.

È accaduto la sera del 2 giugno. Una coppia di giovani ragazzi era in un fast food pesarese nella zona della Tombaccia, quando un gruppo di coetanei ventenni li ha visti baciarsi e per questo ha iniziato a insultarli, con frasi quali: “Fate schifo“, “Ma andate via“, “Fuori da qua..“, “Ma come fate…“. Sono state pronunciate anche altre frasi molto offensive e becere verso le persone omosessuali.

Dopo gli insulti, i due ragazzi fatti oggetto dell’aggressione verbale si sono ribellati a parole, hanno cercato timidamente di controbattere, innescando una situazione di trambusto che poteva degenerare in rissa, considerando che i ventenni omobitransfobici sembravano pronti – stando a quanto riferiscono i media locali marchigiani – a passare dalle parole alle mani. Immediata la reazione del titolare del fast food, che si è precipitato per frenare i facinorosi autori degli epiteti omofobici, chiedendo loro di smetterla, e ha chiamato i Carabinieri. A quel punto i giovani se la sono data a gambe.

Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto, gli autori dell’aggressione verbale erano fuggiti. Gli uomini delle forze dell’ordine hanno trovato la coppia di ragazzi “frastornata e impaurita“. I due ragazzi si riservano di sporgere querela.

Marche Pride, che sta organizzando la parata del 17 Giugno a Civitanova Marche, ha condannato il grave episodio:

“Abbiamo appreso dai social che in un fast food pesarese, un ragazzo sarebbe stato aggredito. Il movente che ci è stato riportato è quello dell’omolesbobitransfobia. Esprimiamo la nostra solidarietà e affetto all’ennesima vittima dell’odio omolesbobitransfobico in Italia e ci offriamo di sostenerlo psicologicamente e/o legalmente qualora lo volesse e lo ritenesse opportuno. Nei pride di quest’anno vi dimostreremo con ancora più forza che la violenza è qualcosa di intollerabile e che ogni essere umano va rispettato”.

Qui tutte le date e le città dei Pride 2023 in Italia >

Sostegno psicologico e legale ai due ragazzi aggrediti verbalmente soltanto per il fatto di essere gay sono stati espressi dal presidente di Arcigay Agorà Pesaro e Urbino, che sottolinea come il clima del Governo Meloni che perseguita le famiglie arcobaleno e criminalizza la gestazione per altri sia un terreno fertile per una cultura non inclusiva.

Arcigay ricorda che in provincia di Pesaro la situazione è di tolleranza, se paragonata ad altre aree delle Marche “Ma questo può generare il rischio di una invisibilizzazione. Le violenze verbali e fisiche ci sono e le registriamo grazie allo sportello antiviolenza Rainbow hub di Fano“. La stessa Arcigay ha ricordato che ad ora il Governo Meloni ha bloccato lo stanziamento di fondi per il centro:

“In questa situazione di ambiguità nasce la discriminazione. Noi andremo avanti e non abbiamo paura”
(Arcigay Agorà Pesaro e Urbino)

Questo fatto di cronaca conferma come sia difficile per le giovani persone LGBTQIA+ avere una vita piena e libera. In un periodo storico in cui la comunità queer viene schiacciata, per il solo fatto di aver “alzato la testa” chiedendo diritti e tutele, l’aggressione verbale ai due ragazzi di Pesaro è soltanto l’ennesima conferma di una sistematica oppressione sociale. Davanti alla quale la politica resta immobile, o addirittura complice nel fomentare l’odio omobitransfobico. Un clima che non solo frena qualsiasi avanzamento di diritti e tutele, ma supporta un clima di auto-censura nella popolazione LGBTQIA+. Una coppia di ragazz* queer di Pesaro si bacerà con tranquillità nei prossimi giorni in un qualsiasi locale della città marchigiana?

(gf)

 

Immagine di copertina generata con AI dall’artista Gorka Male

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