Il sindaco di Rovigo, il leghista Massimo Bergamin, ha manifestato in un’intervista di ieri 10 luglio a La Repubblica – poi prontamente condivisa sul suo profilo Facebook – l’intenzione di rifiutarsi di celebrare le unioni civili.

Rivendicando lo status di obiettore di coscienza per motivi di “cultura, religione e principio”, Bergamin ha esibito opinioni molto irrispettose verso la comunità LGBT e i suoi diritti, ironizzando sulle unioni civili: “E se un bel giorno si presentano in tre? O se qualcuno viene qua con un cavallo e vuole sposare quello? Mai e poi mai, con la fascia da sindaco, celebrerò il matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Ci sono problemi molti più importanti da affrontare”. E quali sarebbero questi problemi, il sindaco lo specifica proprio: “le buche sulle strade, i quartieri poco illuminati” ad esempio.

Buondì e buona domenica a tutti.

La Famiglia può essere solo una:
l’unione tra un Uomo ed una Donna.

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E se un bel…

Pubblicato da Massimo Bergamin Sindaco di Rovigo su Sabato 9 luglio 2016

 

Quando l’intervistatore di Repubblica ha provato a fargli presente che si tratta di una legge dello Stato, che va applicata, il sindaco ha risposto: “Delegherò a qualche altro consigliere o inviterò il premier Renzi a celebrare le nozze”. Bisogna ricordare infatti che la Legge non prevede l’obiezione di coscienza (leggi qua per approfondimenti) e chi si rifiuterà di celebrare le unioni civili, potrà essere accusato di omissione di atti di ufficio, reato punibile fino a un anno di carcere e una multa fino a 1032 euro.

Il sindaco ha definito “corto circuito” una coppia formata da persone dello stesso sesso e si è dichiarato inoltre preoccupato dei possibili esiti del riconoscimento formale delle coppie omosessuali, soprattutto per la questione delle adozioni. Impossibile anche solo nominare la questione: ha ribadito che per lui esiste solo la famiglia (cosiddetta) naturale. Ogni altra possibilità è da rifiutare e la sua posizione vero le unioni civili avrebbe proprio anche lo scopo di prevenire che ci si avvicini alla discussione sull’omogenitorialità.

 

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