Enzo Miccio: «Le unioni gay hanno qualcosa in più rispetto a quelle etero!»

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«Le coppie gay non cercano di imitare le coppie etero, piuttosto pretendono, come è giusto che sia, di mantenere la propria identità».

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«Non mi chieda assolutamente: “Enzo, come sto?” Perché mi creda: sarò sincero!» Con questa premessa inizia la mia conversazione con l’uomo che ha rivoluzionato il mondo dei matrimoni in Italia e non solo. Infatti Enzo Miccio, wedding planner di successo e volto di punta di Real Time, con all’attivo cinque libri e un’accademia di consulenza d’immagine ed eventi, è appena rientrato da un importante matrimonio a Miami. La nostra chiacchierata è durata poco più di quarantanove minuti e sarebbe durata ancor meno se il telefono del suo ufficio in Via Borromei 2, a Milano, avesse smesso di squillare. Il pretesto del nostro incontro è scoprire qualcosa in più sul giorno più bello di una coppia gay: sentite cosa ha da dire il massimo esperto in questione sulla scelta degli abiti, sulla location, sul numero giusti d’invitati e sulle tante differenze riscontrate con i matrimoni etero.

L’idea di essere continuamente appellato come il guru dello stile come la fa sentire?

La verità? Non mi piace affatto! Essere definito guru o icona è da sfigati e le dirò: mi crea anche un certo imbarazzo. Mi definirei, piuttosto, come il paladino del buon gusto che, da sempre, va a caccia del cattivo gusto.

Organizza matrimoni per tutti, ma ha mai pensato a come organizzerebbe il suo?

Neanche lontanamente. Sono da sempre uno spirito libero e pensare di organizzare il mio matrimonio, mi fa rabbrividire. Sia ben chiaro: non è una cosa che escludo a priori, ma per il momento non rientra nei prossimi progetti. 

Visto che non pensa al matrimonio, posso chiederle se è ancora in coppia?

Sì, sì, ma non me ne voglia: non mi piace parlare della mia vita privata.

Nei ricevimenti che organizza ha mai notato grosse differenze tra le cerimonie gay e quelle etero?

Sì e non poche, ma non tanto nell’organizzazione fine a se stessa, quanto nella felicità che si respira durante la cerimonia. Il mondo gay viene da anni di battaglie e ora si gode, finalmente, il suo riscatto sociale e civile. Nelle cerimonie gay noto una commozione generale che non vedo assolutamente in altre situazioni. 

Qualcuno volgarmente parlava di scimmiottamenti..

Scherza? I miei clienti non hanno mai scimmiottato niente e nessuno. Le coppie gay non cercano di imitare neanche lontanamente le coppie etero, piuttosto pretendono, come è giusto che sia, di mantenere la propria identità. Il loro giorno più bello ha un sapore di conquista che merita di essere valorizzato al meglio.

Il mondo gay, quando si reca in suo aiuto, che richieste le fa?

Richieste normalissime, proprio come quelle del mondo etero. 

Quindi mai niente di bizzarro, tipo elefanti, giraffe e vestiti blu?

Sono fortunato perché di richieste bizzarre ne arrivano davvero poche. Io non sono uno di quelli che dice sempre di no a tutto: mi piace la fantasia e mi piacciono anche i matrimoni a tema, ma non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo già un qualcosa di veramente importante da festeggiare in quella giornata. 

Matrimonio Davide e Giuseppe – Bonassola

E due sposi, nel loro giorno più bello, come dovrebbero vestirsi?

Da sposi! Naturalmente deve regnare il buon senso, ma chi ricorre in mio aiuto già sa che amo la sobrietà, soprattutto quando si parla di rito civile e non religioso. Ad ogni modo consiglio sempre ai maschietti di regalarsi un abito sartoriale che valorizzi la loro fisicità. 

E come se le immagina due donne?

Con due abiti bianchi, semplicissimi. Ho visto qualcosa di poco carino, se devo esser sincero, all’estero. Mi piace il carattere, mi piace l’originalità, la personalità espressa attraverso un accessorio, ma non l’esagerazione. Non posso immaginarmi una sposa, ad esempio, in Comune con un abito bianco a meringa e quattro, cinque metri di strascico. Suvvia..

Qual è il numero giusto di invitati per non sfociare nel ridicolo?

Tutto dipende da come è assortita la coppia. Io ho messo a tavola da diciassette a settecento persone. Il successo dell’evento dipende molto dalla qualità degli invitati. Uno che fa il mio mestiere può organizzare l’impossibile, ma se non ci sono la giusta energia e la giusta gioia, siamo fuori strada.

Eppure lei, qualche anno fa, organizzò il matrimonio della Marini dove c’erano veramente tutti..

Io non ho la bacchetta magica e, grazie a Dio, ho la fortuna di entrare nella vita dei miei clienti in un momento di massima felicità. Da diciassette anni curo il giorno più bello di una coppia e non la loro vita privata. Purtroppo può capitare che non tutto vada per il verso giusto, ma quello non è più il mio lavoro.

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