Uomini e Donne, parla un ex corteggiatore: “Il trono gay è illusorio e finto”

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"I vari DJ e PR sono lì per, testualmente detto, 'aumentare i followers delle loro pagine'. Claudio Sona è già fidanzato ma nessuno dice nulla".

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Gabriele Rapetti è uno degli ultimi corteggiatori di Claudio Sona, che ha inaugurato il trono gay a Uomini e Donne (qui per vedere il video in cui conosce il tronista). Ha recentemente parlato, sul suo profilo Facebook, di alcuni aspetti che non ha gradito nell’organizzazione del programma. Riportiamo qui le sue dichiarazioni.

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Parlo con cognizione di causa e lo farò l’ultima volta. Dopodiché chiudo il discorso definitivamente. La premessa è quella per cui non ho nessuna invidia, rabbia, delusione nell’aver effettuato una scelta condivisa. Per fortuna ho l’intelligenza di capire che per suscitare interesse in una persona non devo sottostare a 60 secondi di cronometro o fingere di essere emozionato.

Con il benestare della redazione ho partecipato a due puntate di questo chiacchierato programma televisivo in qualità di corteggiatore di Claudio Sona. Ho passato 2 giorni e quindi 3 registrazioni del programma a stretto contatto con tutti i partecipanti che prestano il volto e scaldano il seggiolino dalla De Filippi. Leggo tantissimi commenti disprezzanti su chi ha partecipato, ma anche recensioni tipo “che cucciolo questo ragazzo”, “si vede già che c’è intesa da come si guardano”, “lui è figo”, “ma sti gay sono tutti boni”, ecc… Bene, la mia partecipazione al programma è stata a meri fini di curiosità e di messa alla prova. Come vedrete io ho giustificato il fatto di cercare qualcuno in tv come un vivere qualcosa al di fuori di ciò che circonda il nostro “mini mondo” fatto di toccate e fuga, chat, sesso, paura di amare. Poteva essere curioso abbandonare i social e dedicarsi a conoscere una persona in quel contesto, dando una parvenza di sensibilizzazione a chi ancora ha paura degli omosessuali, per dimostrare che le dinamiche sono uguali a quelle del mondo eterosessuale (uso benevolo dello strumento televisivo).

Bene, a prescindere dal fatto che non ho avuto molto interesse a conoscere il “tronista” in quanto mi è parso molto burattino e comandato, volevo specificare che i vari DJ e PR sono lì per, testualmente detto, “aumentare i followers delle loro pagine”, con l’aggiunta di “questa tanto è passiva”, “ha già un fidanzato, quindi stasera orge!”, “abbassiamo le mutande con gli autori”, “stiamo lì sino a quando non ci manda via” (e intanto Mediaset spende in biglietti del treno, alberghi, pulmini). La cosa che mi fa imbestialire è come tante persone che hanno ancora pregiudizi possano ancora credere a questa immagine che tali ragazzetti convinti vogliono dare: avvicinarsi alla conoscenza del mondo LGBT vuol dire avere degli esempi reali, sinceri, concreti e disinteressati.

Il programma ci sta, ma il contenuto dei partecipanti è illusorio e finto. La redazione ha fatto un lavoro di selezione di alcuni mesi, come mai sono restate persone a cui non gliene frega un cazzo di conoscere qualcuno, che vanno in giro la sera a fare le peggiori porcate o scrivono ancora sulle chat con profili anonimi? Perché le selezioni non le hanno fatte gli stessi autori degli altri troni? Perché affidare questa responsabilità a chi è infiltrato nel mondo gay, quello marcio, e non a uno normale, comune, con una vita magari anche monotona ma che viva veramente di sentimenti e emozioni non influenzate dalla voglia di Instagram, Facebook, Grindr e blog?

Dio santo, almeno avere la buona fede di mettere da parte tutto ciò, se si vuole dare una parvenza di serietà e cercare di trasmettere un messaggio positivo. Il tronista di Verona è già fidanzato e questo è certo, io lavoro a Verona e lo conosciamo tutti: ora cerca di non farsi vedere in giro con questa persona sino a che il programma non finisce. Ma non ci sto al fatto che la gente da casa venga illusa da questa novità mediatica! Io non sono l’esempio della perfezione e non lo sarò mai, ma chissà perché, quando ho iniziato a far trapelare certe cose, anche con la stessa redazione, l’atteggiamento è stato di “strano stupore” e di “finta indagine” e mi è stato detto che le cose, se sono vere, verrano fuori: ma se non ascoltate chi le cose le sa per certe (e non solo io), non farete venire fuori nulla, perché volete evitare polveroni e perdereste tutti i commenti sui social di quelli che non sanno nulla di tutto questo marcio e continuano a commentare con “che belli, che boni, che emozioni”… Misterioso anche il fatto di non aver saputo subito di accedere a queste famigerate esterne, ma solo il giorno dopo, quando mi ero già arrabbiato per gli elementi che c’erano e mi ero già distanziato, sia in trasmissione che dopo, dagli altri corteggiatori che mi odiavano già.

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