The Dan Daw Show: lo spettacolo che rivoluziona queerness, corpi disabili, e kink

Lo spettacolo teatrale di Dan Daw è un'ode alla sessualità senza vincoli tra corpi non conformi.

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the dan daw show
Photograph: Hugo Glendinning
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Dan Daw è l’artista che vuole liberare comunità queer e disabile da pietismi e luoghi comuni: cresciuto nel Sud dell’Australia con la convinzione di “avere un corpo sbagliato”, Daw ha scoperto presto che la danza era l’arte che avrebbe permesso al suo corpo di rinascere, scoprirsi, e riscrivere la propria storia fuori dalla lente della narrazione abilista: The Dan Daw Show è il culmine di questo lavoro. Lo spettacolo – sul palco del Battersea Arts Centre dal 27 Aprile al 3 Maggio, ancora (sfortunatamente) inedito in Italia – unisce sessualità queer, corpi non conformi, e soprattutto pratiche kink. “Il kink non è assolutamente quello di 50 Sfumature di Grigio” spiega a The Guardian, Mark Maughan, co-creatore dello show insieme a Daw: “Le persone lo associano con violenza, dolore, e trauma. Ma in realtà ha a che vedere con cura, interdipendenza, e comunicazione”.

 

the dan daw show
Dan Daw (Borough Belles)

Daw definisce l’intero spettacolo un’esplorazione su come desidera essere dominato, accompagnato dal ballerino abile, Christopher Owen, con cui instaura sul palco un rapporto fatto di sottomissione e complicità, ma dove è sempre Dawn ad avere l’ultima parola. Per lui è l’occasione di esplorare dominazione e sottomissione ad un livello più profondo, e al contempo sfidare i bias del pubblico: “Mi possono guardare, fissare, ma alla fine applaudiranno e mi ameranno” racconta a The Guardian “Le persone si divertono con il mio corpo e pagano per guardarlo“. Perché quando fa sesso o si esibisce Dawn si scrolla di dosso la compassione quasi “pornografica” della società, e riesce a sentirsi emancipato e pienamente sé stesso, mettendo alla prova anche quell’abilissimo che sente di aver interiorizzato dentro di sé: dopo anni passati a rifiutare o reprimere il proprio corpo, sul palco Dawn riesce finalmente a celebrarlo e liberarlo.

the dan daw show
Dan Daw e Christopher Owen (Photograph: Hugo Glendinning)

In un’intervista per Pink News, Daw racconta di aver insistito per sottotitolare lo show e renderlo accessibile a chiunque. La ritiene una scelta politica, che può abituare anche il pubblico che non ha bisogno di sottotitoli, ad “un nuovo livello di consapevolezza“. Prima dello show le persone possono entrare in anticipo ed esplorare la struttura, in modo da aver un maggiore contatto con la scena, ma anche sentirsi a proprio agio e verificare che tutto sia in linea con le esigenze di ogni spettatore: “C’è un monologo all’inizio dello show dove invito il pubblico a muoversi in quello spazio, ad uscire e rientrare. Voglio che il pubblico si senta visto e abbracciato”.

The Dan Daw Show è un’occasione per Daw riprendere spazio, per sentirsi sexy, emancipato, e in controllo di sé. “Il livello di cura che coinvolge le pratiche kinky è splendido” racconta a The Guardian “Se potessimo avere lo stesso livello di cura e rispetto e consenso verso l’altro ogni giorno quando ci troviamo in metropolitana all’ora di punta, potremmo costruire un mondo incredibile.”

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