Le unioni civili sono legge! Da oggi l’Italia è più civile

Giornata storica, le unioni civili sono state approvate: ora festa alla Gay Street di Roma alle 22!

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3 min. di lettura

Volevamo dirlo da tanto tempo. Ce l’abbiamo fatta. Le unioni civili sono una legge. 369 a favore, 193 contrari, 2 astenuti sulla fiducia alla Camera. Sulla votazione finale invece 372 favorevoli e 51 contrari. Oggi è stata scritta una pagina storica della Repubblica Italiana: quella avvenuta oggi è la più grande riforma dopo quella del diritto di famiglia del 1975 e si collega, idealmente, al primo decreto presentato nel 1986 dalle deputate Ersilia Salvato, Romana Bianchi ed Angela Bottari per il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso.

È stata una riforma voluta, sofferta, difficoltosa, un calvario vero e proprio: dal voltagabbana del Movimento 5 Stelle (che tra l’altro si sono astenuti nelle dichiarazioni di voto di pochi minuti fa) allo stralcio della stepchild adoption (che ha destato polemiche e delusione da parte di tutta la comunità LGBTI), dal maxiemendamento sul quale è stata posta la fiducia al Senato il 25 febbraio all’entrata in Commissione Giustizia, dove sono stati proposti ben 889 emendamenti, tutti respinti. Poi la discussione vera e propria alla Camera: dopo il primo e il secondo giorno, si è arrivati alla giornata storica di oggi (qui per il live feed). È stata una battaglia intensa e sofferta, che ha visto protagoniste soprattutto due grandi donne, le due pasionarie dei diritti civili: Monica Cirinnà, che da 3 anni dedica anima e corpo a questo decreto, e Micaela Campana, relatrice alla Camera per il provvedimento. È a loro che diciamo un profondo grazie, per l’impegno portato avanti con forza e determinazione nel corso dei mesi.

È proprio con le parole di Monica che vogliamo coronare la gioia di questo giorno:

“Questo 11 maggio è un gran giorno per il nostro Paese e per la nostra democrazia. Un momento storico che segna il passo sul tema dei diritti in Italia: passiamo dal diritto di famiglia al diritto delle famiglie. Da oggi cambierà la vita di molte persone e sono certa che questa legge porterà felicità a chi fino ad ora non l’ha avuta.
Da oltre 30 anni l’Italia aspettava di fare questo passo un primo passo, ma un passo importante. Il Parlamento ha per troppo tempo ignorato la richiesta di diritti e di dignità che veniva dalla coppie di persone dello stesso sesso, non legittimando l’esistenza di tanti cittadini e delle loro scelte di vita. Non potevamo più attendere, non potevamo far passare altro tempo da quando nel lontano 2010 la nostra Corte Costituzionale con la sentenza 138 chiese al Parlamento di provvedere con “estrema sollecitudine” al riconoscimento delle coppie omosessuali.
Nonostante arrivassimo con questo enorme ritardo c’è stato addirittura chi in Parlamento ha lamentato ancora con sfacciataggine l’assenza di confronto. Sono grata a tutti coloro che hanno lavorato in Parlamento per arrivare a questa legge pur nella delusione di non aver dato una risposta completa a tutti. Abbiamo fatto un passo e altri se ne faranno. Il mio pensiero va anche a tutti coloro che hanno messo in gioco la loro vita e le loro storia d’amore lottando al nostro fianco, penso anche a chi è rimasto schiacciato dalla paura, dalla discriminazione e dall’omofobia. Penso con amore e riconoscenza alle famiglie arcobaleno che ancora subiscono discriminazioni.

Da oggi l’Italia fa un passo avanti verso la civiltà, verso l’uguaglianza e l’inclusività, verso il matrimonio egualitario, ancora lontano ma molto più vicino di ieri. Da oggi voi, noi, i veri protagonisti di questo emozionante percorso, vedremo riconosciuto il nostro amore di fronte agli organi del governo, alle personalità politiche, alle istituzioni giuridiche. Ma vedremo riconosciuto e legittimato questo amore soprattutto nella vita di ogni giorno, che da oggi sarà un tantino più bella perché tutelata dallo Stato.

Non è più l’ora di parlare, bisogna scendere in piazza, uscire, urlare, gioire insieme. Bisogna vivere questa giornata storica fino in fondo. Per questo chi è a Roma può recarsi alla Gay Street: dalle 22 ci sarà una grande festa, pioggia permettendo, con un brindisi e interventi di personalità politiche e delle associazioni. Per gli aggiornamenti consultate la pagina del Gay Center di Roma.

FESTEGGIAMO!

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6aleph 13.6.16 - 4:12

spero solo che, non cada nel dimenticato, il bieco tentativo di far cadere il governo, dei grillini con la trappola del loro voltafaccia, sulla cirinnà, del resto se il loro direttorio e il frutto di maschi lombi fascisti non è strano, basta solo ricordarselo, anche ai ballottaggi

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John Tompson 1.6.16 - 19:23

Sono M.B. di Colli Aniene, volevo solo dire che i froci le lesbiconde e i travelloni soprattutto di Roma e d'Italia non sono altro che delle merde putrefatte bacate di mente ipersquallide malati di esibizionismo, egoismo, omologazione, meterialismo, calunniamento, ipocondria, ipocrisia (falso-perbenismo), onnipotenza, superficialità, autodistruttismo, arrivismo, sfruttamento, invidia, cleptomania, ignoranza, omoertà, sesso. per giunta tutta la gente che a roma ho avuto la sfortuna di conoscere non sono state altro che delle grandissime merde. gente come enrico masci, fabrizio orsini, christian bai, federico francesconi, costantino marangachi, maurizio pisa, alessia scafidi, giovanni di via salaria amico di christian bai, daniela masci, rientrano in questa categoria di persone con questi determinati difetti molto gravi.

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roy 12.5.16 - 12:45

Ora mi raccomando, non mandate tutto a puttane, che come fanno gli etero, dopo poco tempo si mollano

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Valentina 11.5.16 - 21:55

Scusate una domanda: ma quindi da quando si potranno celebrare le unioni civili? Se mi volessi sposare a settembre ce la farei??

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    Edoardo Coen 12.5.16 - 0:04

    la legge entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale se non scritto diversamente (si chiama vacatio legis). Prima di essere pubblicata deve essere promulgata dal Presidente della Repubblica

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      Valentina 12.5.16 - 7:42

      Quindi ci sono buone probabilità che io ce la faccia! Ho letto che hanno messo un massimo di 30gg per la pubblicazione...grazie!!

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Georg Friedrich 11.5.16 - 18:38

Schade, dass ausgerechnet Italien, das Land, wo der Heilige Vater residiert, diesen bedauernswerten Fehler jetzt macht. Gut zumindest, dass der Punkt Adoption aus dem ursprünglichen Gesetzesentwurf gestrichen wurde. Das beruhigt etwas was die Zukunft der italienischen Kinder betrifft.

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