5 ragioni per cui frequentare un ragazzo con HIV è semplice

La persona che hai conosciuto ha l’HIV? Ecco perché non è un problema, tutt’altro

Tra pochi giorni, il 1° dicembre, sarà la Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS. Di sesso sicuro, prevenzione, test e terapie contro HIV e malattie sessualmente trasmesse Gay.it ne ha parlato più volte, ma non sempre in maniera organica. Con questo articolo inizia quindi una collaborazione con noi Paolo Gorgoni, un attivista di Plus , l’associazione che riunisce le persone gay sieropositive e che fa molte belle iniziative, e di EATG, European AIDS Treatment Group. Paolo si definisce simpaticamente come “sognatore, viaggiatore e attivista . Ha il dito medio che si solleva facilmente e la penna rabbiosa, soprattutto quando si parla di salute, diritti LGBTQ, corpi, identità, genere, libertà, comunità trans*, femminismo e autodeterminazione.”

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Quante volte ci è capitato di beccare un ragazzo che ci piace tanto e sapere, mentre lo frequentiamo, che ha l’HIV? E quante volte abbiamo immaginato che questo fosse una specie di ostacolo insormontabile?

Se ci è successo per davvero, potremmo aver scoperto molte cose nuove e sorprendenti su questo argomento. La prima fra tutte, spesso, è che crediamo di saperne abbastanza, e invece ne sappiamo poco o niente. Magari abbiamo persino capito che oltre al basico -ma sempre validissimo- suggerimento usa il preservativo! c’è un mondo di informazioni che non avevamo mai trovato. Con ogni probabilità, di fronte alla parola sieropositivo abbiamo avuto in mente scene tragiche da film, amori tormentati e impossibili, martiri sanguinolenti e dottori cospiratori. Se è andata così, forse è giunto il momento di parlare in modo realistico della nostra salute sotto le lenzuola. Semplicemente perché alla maggior parte di noi fare sesso piace, possibilmente con attenzione, ma senza ipocondrie. Non dobbiamo dimenticarci che la salute è importante, ma allo stesso tempo il successo delle nostre relazioni e il nostro benessere generale necessitano anche di una sessualità libera, consapevole, spensierata e felice.

Ecco quindi una lista di ragioni ottime per continuare a frequentare un ragazzo sieropositivo.

1) Il sesso che faremo con un ragazzo con HIV sarà, con ogni probabilità, il più sicuro

Perché?

Semplice: l’HIV viene trasmesso nella maggior parte dei casi da persone che non sanno di averlo. Conoscere il proprio stato di salute, non solo ci permette di adottare comportamenti meno rischiosi, ma vuol dire probabilmente che il ragazzo in questione segue una terapia. La terapia per tenere sotto controllo l’HIV rende impossibile la trasmissione sessuale. Lo so, ci sembra fantascienza, ma no, non lo è e ne parleremo in seguito.

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Per giunta, seguire una terapia vuol dire vedere spesso un medico, fare analisi di routine e testarsi regolarmente per tutte le altre infezioni a trasmissione sessuale.

Quando lo stato sierologico è assolutamente importante? Quando uno non se ne cura.

2) Un ragazzo con HIV può avere una salute invidiabile e vivere come un sieronegativo

Non lo avevamo mai sentito dire? Forse perché è fra gli anni 80 e 90 che abbiamo tanto sentito parlare di HIV e AIDS. Inizialmente se ne sapeva poco, ci si infettava, ci si ammalava, si moriva. Le terapie sono arrivate qualche anno dopo, ma le prime erano difficili da prendere, piene di effetti collaterali. Lo scenario attuale è completamente diverso, avere l’ HIV non è più una sentenza di morte e sappiamo perfettamente come fare a viverci bene e per molti anni, senza passare il virus a nessun altro. Come detto prima, stiamo parlando di un soggetto il cui stato di salute che viene controllato e seguito più spesso e più accuratamente. Così, prevenire e/o curare qualunque cosa in tempi utili diventa più facile per chi vive con HIV che per chi è sieronegativo.

3) La routine quotidiana di chi vive con HIV è la stessa di tutti gli altri.

Studiare, andare a lavorare, fare sport, avere un hobby, andare a ballare, scrive leggere, qualunque cosa ci vada di fare. Sì, sul serio. Credevamo che stare con un ragazzo sieropositivo volesse dire avere una vita limitata sotto molti punti di vista? Sbagliato!

Ci terrorizza il fatto che lui debba prendere delle pillole tutti i giorni, senza dimenticarsene, sempre alla stessa ora? Se la risposta è sì, ci stiamo spaventando per nulla. Prendere una, due o tre pillole al giorno (mediamente non sono più di tre) non è un’impresa degna di un poema epico, non lo è, sul serio. Niente di titanico, e niente di tanto diverso da ciò che alcuni di noi fanno già per qualche altra ragione (dalla pressione alta al diabete, passando per mille altre cose comuni che non ci fanno affatto paura). Invece di stare da soli a trastullarci con le nostre paranoie, potremmo decidere di invitare la nostra nuova fiamma al cinema, a cena, a ballare, o, perché no?, a casa per divertirci un po’ insieme.

4) Ha scelto di condividere con noi una cosa molto importante.

Troppo facile pensare che chi ha l’HIV sia automaticamente obbligato a dirlo sempre e subito a qualunque partner. Siamo sicuri che si tratti di una pretesa che abbiamo il diritto di avanzare? Pensiamo che parlarne sia facile? Siamo tutti in grado di accogliere questa notizia senza avere reazioni spiacevoli? Forse, invece di concentrarci sul fatto che non ce ne abbia parlato al primo appuntamento (ma noi gli abbiamo parlato della nostra salute? Gli abbiamo detto qual è il nostro stato sierologico, ammesso che lo sappiamo? Forse no, siamo sinceri!), potremmo provare a spostare la nostra attenzione sul fatto che ce ne abbia parlato, prima o dopo. Noi saremmo stati capaci di farlo in tempi diversi? Dopotutto si tratta di qualcosa che si può fare solo in un clima di reciproco rispetto, di apertura e di fiducia. Quante volte nella vita abbiamo trovato tutto ciò in un primo incontro?

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Quando il nostro amante decide di parlarci così a fondo di sé, ci sta trasmettendo più che una semplice notizia: ci sta dicendo mi fido di te. Potremmo provare ad apprezzare il valore di un simile gesto, sentirci onorati e pronti ad un confronto adulto.

5) Chi ha l’HIV non ha alcun interesse a trasmettere il virus (anzi!)

Vivere con HIV non è più una tragedia, siamo probabilmente già d’accordo, tuttavia non è una cosa che ci sentiremmo di augurare a nessuno, poiché si tratta pur sempre di un’infezione che al momento non si può eliminare. Se avessimo il diabete, per esempio, desidereremmo mai che venisse anche alla persona con cui usciamo? Crediamo proprio di no. Quindi perché mai uno che ha l’HIV dovrebbe aspirare a trasmetterlo a qualcun altro? Al contrario, una delle più grandi paure che si vivono in questi casi è proprio quella di essere pericolosi per chi ci sta intorno. Ci si colpevolizza, spesso inutilmente, ci si prende tutto il peso di questa nuova condizione e condividerlo non è semplice. Soprattutto, se si segue correttamente la terapia, la trasmissione sessuale diventa praticamente impossibile, ed è la comunità scientifica a dirci questa rivoluzionaria verità. Per cui: meno complottismo, meno fantascienza, e bentornati al mondo reale, il posto migliore in cui provare a vivere il meglio possibile.

Infine, ricordiamoci un altro paio di cosette:

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Il preservativo è uno dei migliori alleati della nostra salute, ma funziona solo se lo usiamo correttamente e insieme ad un buon lubrificante (a base acqua o silicone);

Parlare di salute col nostro partner sieropositivo (ma anche con uno sieronegativo, o che crede di essere negativo ma non fa un test da tanto) è importante, ma è altrettanto importante farlo sempre con rispetto e un minimo di delicatezza. Essere sieropositivo non vuol dire fare il counsellor o lo psicologo ventiquattro ore al giorno; il nostro flirt può legittimamente non aver voglia di parlare sempre di questo argomento. Dopotutto, avrà gli stessi diritti e bisogni di tutti: divertirsi, sedurre, chiacchierare di cose frivole e così via. Domande del tipo ma sai da chi l’hai preso? e simili sono in genere piuttosto sgradevoli. E poi…risparmiamoci i moralismi: scopare senza preservativo piace a tutti ed alla maggior parte di noi sarà capitato qualche volta nella vita. HIV è un’infezione, non una colpa e tantomeno un peccato o una punizione divina.

Quando facciamo sesso (che noi abbiamo l’HIV o meno) la responsabilità per ciò che si sceglie di fare è sempre di tutte le persone coinvolte, siano esse due, tre o quindici. Piuttosto che puntare il dito contro il partner sieropositivo come fosse un capro espiatorio, impariamo a stabilire un dialogo aperto, sereno e consapevole su questi temi. Sarà tutto più facile. E sicuramente anche più bello.

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