SE IL CATECHISTA E’ GAY

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"Mi accorgo che molti ragazzi si allontanano da me. Temo che la mia copertura etero sa saltata. Dovrei allontanarmi?". Risponde l'esperto: "Solo se ti trovi davanti a una...

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Caro leo, una buona parte del mio tempo libero lo dedico alla mia parrocchia facendo il catechista a dei ragazzi di 14 anni. Da un po’ di tempo mi sono accorto che molti dei ragazzi che mi stavano affianco (di tutte le età) e mi dimostravano di volermi bene si sono allontanati. Ho cercato di capire il motivo e ascoltando qui e là credo proprio che la mia copertura eterosessuale sia saltata e i genitori dei ragazzi fanno di tutto per tenermeli lontani (pare che io abbia sedotto un ragazzo, mi vergogno solo nel pensarlo!) e anche loro hanno paura di farsi vedere con me nel tempo libero (forse per paura di essere etichettati). Faccio bene il mio compito. Ma credendo in quello che faccio, tutto vorrei tranne allontanarli dalla chiesa. Pensavo dunque di ritirarmi per un po’ oppure per sempre.
Farei la scelta giusta?

Caro amico,
sarei imperdonabilmente presuntuoso se pensassi di poterti dare un consiglio. Talune decisioni devono essere prese da chi vive dall’interno la situazione che spesso subisce rapide evoluzioni.
Posso soltanto presentarti alcune semplici riflessioni.
1) Se tu ti senti di poter affrontare il dialogo con il parroco e i genitori con una certa tranquillità, allora forse può essere utile un chiarimento per dissipare paure e pettegolezzi. Non so però in quale contesto cultuale ti trovi a vivere e operare. Se si trattasse di quel cattolicesimo tradizionalista alla maniera vaticana, forse dovresti essere prudente nel tuo svelarti perché troveresti una montagna di pregiudizi.
2) Se ti trovassi a vivere con mille occhi bigotti puntati addosso, senza possibilità di dialogare con persone libere da pregiudizi e ti accorgessi che questo contesto ti toglie serenità, allora forse potrebbe essere meglio per te allontanarti da quella esperienza e cercare altri spazi ecclesiali più aperti in cui la tua persona, le tue doti e il tuo impegno siano valorizzati. E questi spazi ci sono anche nella chiesa. Probabilmente potrei elencartene alcuni, se tu vorrai.
3) Intanto è importante che tu tragga da questa esperienza una lezione di grande fiducia in te stesso e nelle cose che fai. Imparare a non dipendere dal giudizio “esterno” è un’arte difficile ed un cammino faticoso, ma necessario e liberante. Come credente puoi così distinguere accuratamente tra chiesa come convivialità delle differenze e chiesa come gerarchia. La struttura gerarchica, senza voler con questo sentenziare sulle singole persone, è uno degli strumenti più efficienti per diffondere ignoranza, pregiudizio, sensi di colpa, angoscia.
A te l’augurio di individuare il sentiero che ti permetta di crescere come persona senza lasciarti paralizzare dal peso del pregiudizio.
Un forte abbraccio.
don Franco Barbero (franco.barbero@viottoli.it – www.viottoli.it)

di Franco Barbero

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