La Germania riabilita i gay condannati dalle leggi naziste

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Il provvedimento rappresenta un trionfo degli attivisti LGBT dopo anni di battaglie.

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La Germania ha finalmente deciso di riabilitare 50mila uomini condannati per omosessualità in base a una legge di epoca nazista rimasta in vigore per decenni dopo la guerra, offrendo loro anche dei risarcimenti. Il provvedimento rappresenta un trionfo degli attivisti LGBT dopo anni di battaglie per discolpare gli uomini gay costretti a vivere con la fedina penale sporca per aver violato l’articolo 175 del codice penale tedesco. Circa cinquemila dei condannati sono ancora in vita.

Il provvedimento verrà approvato dal governo guidato da Angela Merkel prima di passare all’approvazione del parlamento. “Non potremo mai cancellare completamente questa parodia della giustizia, ma vogliamo riabilitare le vittime” ha detto il ministro della Giustizia Heiko Maas. La decisione tedesca segue la cosiddetta Turing Law britannica approvata a ottobre >>> LEGGI che riabilitava migliaia di gay condannati per omosessualità prima della sua depenalizzazione nel 1967.

L’articolo 175 del codice penale tedesco metteva fuorilegge “gli atti sessuali contrari alla natura, tra persone di sesso maschile o tra persone e animali“. Il sesso tra donne non era esplicitamente vietato.

In vigore dal 1871, la norma non fu quasi mai applicata fino all’arrivo al potere dei nazisti, che nel 1935 la inasprirono prevedendo pene fino a 10 anni di lavori forzati. Durante il Terzo Reich furono condannati 42mila uomini.

Nel 2002 il governo introdusse una nuova legge che annullava le condanne naziste, ma non quelle comminate dopo la guerra, quando l’articolo 175 era ancora in vigore. La norma fu abrogata dal codice penale della Germania Est nel 1968. In Germania Ovest si tornò alla versione precedente il nazismo nel 1969, ma per l’abrogazione fu necessario attendere il 1994.

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