Sentinelle in piedi, omofobi e destra reazionaria sostengono il veterofemminismo di Marina Terragni

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Si definiscono “femministe”, ma sono approdate al pensiero anti-GPA comune a Militia Christi, Sentinelle in Piedi e ProVita.

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Quando si decide di dedicare parte della propria esistenza a fare attivismo per i diritti, ci si incontra spesso con gruppetti più o meno nutriti di oppositori “affini”. Hanno ideali simili, parole d’ordine contigue alla causa, metodi condivisi, ma si battono per l’oppressione dei diritti e della libertà. Le vetero-femministe che incontriamo oggi sono “femministe” contro la libertà della donna di autodeterminarsi.

Dichiarano di essere la maggioranza delle femministe italiane, di essere delle “vere femministe”, escono con comunicati e si inventano nuove sigle, eppure appaiono lontane dal percorso di costruzione collettiva del nuovo femminismo internazionale. Per comprendere il fenomeno, ho deciso di sondare la fanbase del vetero-femminismo sfruttando Facebook, ovvero, capire da che ambienti politici provengano coloro che sostengono questo ossimorico movimento (se di “movimento” si può parlare).

L’ultimo improbabile attacco alla libertà di autodeterminazione è arrivato poco tempo fa: un manipolo di donne (e un uomo anagrafico) ha diramato un appello per i “compagni gay” a non festeggiare la recente sentenza di Trento sulla genitorialità di due padri. Facendo alcune ricerche incrociate su Facebook – non c’è bisogno di grande tecnologia per tracciare l’appartenenza politica di queste persone – emerge un quadro inquietante e, forse, prevedibile.

Ho scelto un post a caso dal profilo di una delle leader del vetero-femminismo, la famigerata Marina Terragni, per osservare chi commenta positivamente e sondarne la provenienza politica. Il post ha come tema un attacco a Laura Boldrini, rea di non aver dato la disponibilità a partecipare a un incontro anti-GPA di “Se Non Ora Quando – Libere” a Montecitorio, negandone il patrocinio. Per GPA s’intende “Gravidanza Per Altri”, volgarmente e impropriamente chiamata “utero in affitto”.

Incontro, dunque, il primo sodale della Terragni, tal Paolo, signore sulla sessantina, che condivide sul proprio profilo un post non originale che recita “il mondo iper-femminilizzato in cui viviamo […] tende a svilire sempre e comunque la forza fisica, a colpevolizzare i maschi per la loro maggiore “fisicità” e anche per un modo di pensare troppo selvaggio”. Proseguendo, si dice che le attività a contrasto del bullismo non facciano altro che svilire la “mascolinità” reprimendo i giovani uomini. Il post chiosa affermando che i maschi (in quanto naturalmente violenti) potrebbero contenere i bulli: “Un uomo che usa la forza per proteggere è il miglior deterrente per un vile che usa la forza per umiliare“. L’essenza del femminismo, ecco: l’uomo “uh-uh” che protegge il branco composto da deboli femminucce e maschi poco virili. Fantastico!

Proseguendo, s’incontra un’altra vetero-femminista fan della Terragni, che esalta i simboli di Militia Christi in una propria foto. Ricordiamo che si tratta di quelli che sostennero che il terremoto dell’agosto 2016 che ha scosso il Centro Italia fu causato dall’approvazione della legge sulle unioni civili omosessuali. E, ancora, incontriamo Maria, che condivide i post di Silvana de Mari, personaggio para-pubblico protagonista di svariate uscite grottesche, tra le quali le mie preferite sono: L’omosessualità va curata con la castità, mortifica l’ano”, “I gay non sono normali. Mi fanno orrore per il loro tragico disturboe, best of the beast,Per me i gay sono i nuovi ariani.

Tra i compagni delle vetero-femministe (quelle che l’utero è tuo ma lo gestiscono loro) troviamo Lucia Bellaspiga, inviata del noto giornale femminista “L’Avvenire”, una convinta antiabortista. Giusto qualche scroll più giù incrocio il commento di Marina, dal quale profilo spicca un post contro “l’invasione islamica” di Fidenza. E poi Floriana, contraria a testamento biologico, eutanasia e suicidio assistito (ma grande fan di Papa Francesco e Costanza Miriano); Francesco, antiabortista e fan del movimento ProVita, contrario ai diritti delle persone LGBTI; e Annarosa, un’autentica Sentinella in Piedi (ve le ricordate?).

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Ecco, dunque, una proiezione di come sia composta la fanbase delle sparute vetero-femministe. Una base di persone che aderiscono ai valori dei soliti nemici dei diritti delle persone LGBT e contrari alla libertà della donna ad autodeterminarsi: destre xenofobe e reazionarie, cattolici fondamentalisti, ProVita, Sentinelle in Piedi e compagnia cantante, omofobi di ogni genere e machisti senza vergogna. Tutte realtà che cozzano vigorosamente con il nuovo movimento femminista che sta crescendo in questi anni, ovvero, quello che abbiamo visto nello sciopero generale dell’8 marzo scorso, che ha maturato istanze assai diverse.


Ciò che ho raccontato in questo articolo è tutto verificabile, basta ripercorrere i passaggi fatti.

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