Viva la bisessualità! Ecco perché è importante che i bisessuali lottino con noi

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I bisessuali sono ancora discriminati nella comunità LGBTQI. In realtà sono centrali rispetto ai cambiamenti fluidi del futuro. Tutti e tutte insieme ai pride!

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A gay.it riteniamo che sia giunto il momento di includere praticamente e non soltanto teoricamente, nella sigla LGBTI, la comunità bisessuale che sta pian piano venendo allo scoperto in questi ultimi anni. Non è stato automatico, infatti, che la lotta per i diritti gay, lesbo e trans, includesse i bisogni della comunità bisessuale. Per molto tempo, il movimento LGBTI si è focalizzato principalmente su esigenze e problematiche riguardanti prima il mondo gay, dopo lesbico e transessuale, sicuramente più urgenti e tangibili.

Sarebbe bello adesso che le lotte per i diritti e per la libertà di autodeterminazione si alleassero in un’unica battaglia, quella per l’inclusione e la ricchezza di tutte le differenze. Conoscendosi reciprocamente e sentendo i bisogni altrui necessari e legittimi come i propri, potremmo arrivare più in fretta a una società progressista, aperta e inclusiva, piena d’amore e rispetto per tutti e tutte. Un recente tentativo di unione di diverse lotte è stata, ad esempio, la manifestazione trans-femminista-queer Veniamo Ovunque, che si è tenuta a Bologna il 21 maggio scorso.

La bisessualità come il femminismo queer, riguardandoci in prima persona, hanno bisogno di una profonda riflessione personale e di essere affrontati prima di tutto con sé stess*. Accettare che la bisessualità esiste, per esempio, potrebbe essere stata una delle cose più difficili della vostra vita, molto più facile pensare che sia una “scelta” da non conoscere e/o approfondire. Molto probabilmente, ci sono state persone bisessuali che vi hanno fatti soffrire e pensate di avere i vostri motivi per non voler rischiare che ciò si ripeta.

Negli ultimi mesi, abbiamo parlato di come sia più difficile per gli uomini che per le donne dirsi bisessuali, di come sempre più giovani e giovanissime si dichiarino apertamente bisex o queer, incluse le star Disney, ma anche adulti siano disposte a dichiararsi bisessuali. Abbiamo parlato della Scala Kinsey, come primo tentativo scientifico di fluidificare l’idea di orientamento sessuale (e genere) e introdotto il gusto new-age della pansessualità in quanto evoluzione della bisessualità, troppo legata al binarismo di genere.

 

Ma passiamo ai fatti: siamo a inizio giugno ed è iniziata l’onda pride che anche quest’anno inonderà le strade di tantissime città italiane ed è gia partita da Napoli! Questo sabato a Roma e Pavia, il 18 giugno in ToscanaLiguria, Palermo, Treviso e Varese etc. Invitare ai pride amici e amiche, etero o bisessuali, a vivere con noi dei bei momenti per l’Italia, e anche tra i più divertenti.

È importante che i bisessuali prendano parte ai nostri pride e che la bisessualità venga trattata apertamente: è in queste occasioni che ci si avvicina a tematiche e idee nuove sull’amore, il corpo, il sesso… ma ci si sente anche parte di una grande marea che sfila per mostrare soprattutto che la libertà di essere chi ci va di essere, senza fare del male a nessuno, è il primo dei diritti di tutte e tutti. 

 

Gay, lesbiche, trans, gender queer, gender fluid, etero, artiste, orsi, femministe, attivisti, persone divertite, stranieri e straniere, curiosi e curiose, spesso parte attiva ma inconsapevole dell’eterogenea comunità bisessuale, insieme a baciarsi per le strade, ovunque. Aprire i pride invitando il “resto del mondo” può essere un buon modo per allargare il movimento LGBTQI a chiunque senta il desiderio di autodeterminarsi liberamente senza subire costrizioni culturali, religiose o familiari che gli/le vengono imposte, seguendo i propri istinti, rispettandosi e conoscendosi soltanto. Inclusa l’invisibile ma crescente comunità bisessuale.

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Come ha ricordato il direttore di gay.it Giuliano Federico:La liquidità connaturata alla cultura queer offre alla società una prospettiva di armonia e amore sociali che le culture di matrice ideologica o religiosa non riescono più a garantire“.

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