I suggerimenti di Google sulle ricerche più frequenti a tema LGBT non vi piaceranno molto

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Un piccolo test su quello che la gente è interessata a conoscere di gay e lesbiche utilizzando il più famoso motore di ricerca del web.

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Quando una persona si mette davanti al computer e fa una ricerca su Google agisce indisturbata, può sfogare liberamente pulsioni e idiosincrasie lontana da occhi indiscreti. Non deve dar conto a nessuno, quello che fa resta lì, tra sé e il pc. Ne consegue che guardare le ricerche più effettuate su un certo tema restituisce in modo piuttosto credibile un’immagine emblematica di quello che la gente realmente pensa degli argomenti in questione.

Abbiamo provato un po’ a curiosare tra i suggerimenti che Google fornisce sulla base di quello che le persone digitano quando fanno ricerche sulla comunità LGBT: ci siamo divertiti a formulare un po’ di incipit di ricerche – cambiando preposizioni, articoli, modo di strutturare la frase – in modo da far apparire un numero ampio di ricerche abituali. Quello che ne è venuto fuori è piuttosto interessante.

Abbiamo iniziato col termine “gay”. Ad esempio, scrivendo “I gay”, Google propone, tra i quattro risultati, cose edificanti tipo:

I gay sono malati

I gay fanno schifo

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Se si prova a scrivere “I gay non sono”, tre dei quattro risultati che appaiono sono:

I gay non sono normali

I gay non sono fedeli

I gay non sono felici

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Provando a immedesimarci in una persona che ricerca testimonianze o risposte in relazione alla propria identità, abbiamo provato a scrivere “Sono gay e”, ottenendo squarci su scenari non esattamente confortati:

Sono gay e ho paura

Sono gay e non ho amici

Cambiando con “Ero gay e”, si finisce nel filone delle conversioni e delle teorie riparative:

Ero gay e sono guarito

Ero gay e ora sono etero

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Anche “Non voglio essere gay” pare una proposizione oggetto di ricerca, declinata come:

Non voglio essere gay ma mi piacciono i ragazzi

Non voglio essere gay come faccio?

Un generalissimo “Perché i gay” evoca cose come:

Perché i gay muoiono di aids

Perché i gay sono gay

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L’incipit “Un gay” si lega a curiosità come:

Un gay può diventare etero?

Ma anche alla ricerca di soluzione a situazioni incresciose:

Un gay ci prova con me

Digitando “Perché un gay” invece le più cercate risultano:

Perché un uomo/ragazzo diventa gay? Perché un uomo è gay? 

Perché un figlio diventa gay?

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Il tema dei genitori imbarazzati, dubbiosi o spaventati emerge anche scrivendo “Se un gay”:

Se un gay avessi un figlio gay di sicuro lo pesterei

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Invece scrivendo “I gay possono”, tra i risultati spuntano:

I gay possono donare il sangue?

I gay possono fare la comunione?

Con “I gay vanno” si ottengono cose come:

I gay vanno all’inferno

I gay vanno curati

schermata-2016-10-22-alle-22-04-25“Bambini gay” invece fa apparire:

Bambini gay, sintomi

Bambini gay che si baciano

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Spostandoci su “Gli omosessuali” le cose che vengono fuori sono:

Gli omosessuali vanno all’inferno

Gli omosessuali meritano la morte

Gli omosessuali possono prendere la comunione?

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Mentre “Gli omosessuali sono” dà come suggerimenti:

Gli omosessuali sono in aumento

Gli omosessuali sono contro natura

Gli omosessuali sono malati

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Declinando la ricerca al singolare, “Un omosessuale”, otteniamo:

Un omosessuale può diventare etero?

Un omosessuale normale

Un omosessuale può diventare prete?

Un omosessuale può fare la comunione? 

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“Con gli omosessuali” fa scattare un perentorio:

Basta con gli omosessuali

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Passando ai termini offensivi, “I froci” viene digitato nelle formulazioni:

I froci sono malati

I froci fanno schifo

I froci devono morire

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Un vago “Ai froci” fa venire fuori i notevoli:

Leggi   Il Secolo d'Italia attacca Gay.it: "È la fonte didattica della teoria gender"

Morte ai froci

No ai froci

Insulti ai froci

Caccia ai froci

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Invece “I ricchioni” mette in contatto con espressioni del tipo:

I ricchioni che si fanno in strada e vorresti ammazzarli

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Degno di nota infine è che le parole “lesbica” e lesbiche, comunque vengano articolate, accoppiate, girate, non ottengano mai suggerimenti. Il motivo sta probabilmente nel fatto che questi termini vengono considerati da Google come termini da censurare. Questo avvalorerebbe la tesi che avevamo visto venire in superficie nella nostra riflessione sugli insulti alle lesbiche, ovvero che una prospettiva dominante su questo tema è quella del maschio eterosessuale medio, per il quale le lesbiche rappresentano una fantasia erotica, quindi un tema essenzialmente sessuale, pornografico.

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Perché non esistono parole specifiche per insultare le lesbiche?

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