Alessia Crocini vs. Pro Vita: “Nuove affissioni dei talebani nostrani, ma dove li prendono tutti quei soldi?”. VIDEO

"Signori antiscelta, vi do una notizia: questo è un Paese laico. La scuola è un avamposto di laicità. E se io sono una persona omofoba non posso chiedere alla scuola pubblica di crescere figli omofobi".

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Alessia Crocini vs. Pro Vita: "Nuove affissioni dei talebani nostrani, ma dove li prendono tutti quei soldi?". VIDEO - Alessia Crocini - Gay.it
Alessia Crocini, presidente Famiglie Arcobaleno
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La nuova aberrante campagna cartellonista di Pro Vita diffusa ieri ha riunito Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Dì Gay Project, Gaynet, Circolo Mario Mieli, Agapanto, Agedo, Plus Roma, NUDI, Libellula, ARCO e Rete Lenford in un duro comunicato congiunto, a voler ribadire l’ovvio, ovvero come le persone LGBTQIA+ esistano.

“I movimenti antiscelta di questo Paese dopo aver portato, grazie alle destre di Governo, i propri rappresentanti dentro le istituzioni e aver occupato militarmente i ministeri, continuano ad attaccare la libertà di scelta delle donne, l’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+, la laicità delle scuole di ogni ordine e grado”, si legge nel comunicato, con Roma da tempo ostaggio di una martellante propaganda contro le libertà sotto forma di affissioni che ledono la dignità delle donne, dei bambini e delle bambine. Eppure è recente la sentenza del TAR che dà ragione al Comune di Roma contro un’associazione antiscelta.

“In un Paese che piange 106 donne uccise dall’inizio dell’anno e con il rapimento e il femminicidio di Giulia Cecchettin uccisa da un ragazzo che pensava di poterla possedere; con un ragazzino di 13 anni che si è tolto la vita per le offese omofobe ricevute; dove il 94% delle persone trans uccise nel 2023 sono donne trans; dobbiamo ancora sopportare la propaganda martellante di chi si oppone a ogni tipo di progetto nelle scuole contro il bullismo omolesbobitransfobico, all’educazione affettiva, sessuale, al consenso e contro gli stereotipi di genere, alle carriere alias per le giovani persone trans*. Dietro ogni donna ammazzata e ogni giovane vita LGBTQIA+ strappata, ci sono organizzazioni che fanno di tutto per conservare una mentalità maschilista, patriarcale e omolesbobitransfobica”.

Alessia Crocini vs. Pro Vita: "Nuove affissioni dei talebani nostrani, ma dove li prendono tutti quei soldi?". VIDEO - Pro Vita nuovi aberranti manifesti contro la carriera alias a Roma - Gay.it

Il Sindaco di Roma Gualtieri istituendo l’Ufficio Diritti LGBT coordinato da Marilena Grassadonia, oggetto di continui attacchi per il suo ruolo, ha risposto a un’esigenza di equità e attenzione che una Capitale come Roma non poteva più rimandare. Anche gli assessorati alle Pari Opportunità e alla Scuola si sono mossi nella direzione giusta, portando avanti un progetto di formazione del personale degli asili nido sulla decostruzione degli stereotipi di genere, nonché implementando misure rivolte a studenti e docenti all’interno della ‘Mappa della città educante’. Si tratta di un tentativo concreto di adeguare la città agli standard internazionali più elementari per la prevenzione della violenza di genere, come la Convenzione di Istanbul, che oggi vengono bollati come ideologici con la solita questione del ‘fantasma gender’.

La laicità dello Stato è sancita dalla Costituzione italiana: sono sotto gli occhi di tutti i risultati di quei paesi in cui la moralità religiosa detta le regole dello Stato civile“, proseguono le associazioni. “Come cittadin*, attivist*, associazioni LGBTQIA+ e transfemministe saremo sempre all’erta per difendere i principi costituzionali e ribadire che Roma è una città aperta contro tutti i fascismi di ieri e di oggi. L’appuntamento è per sabato 25 novembre al Circo Massimo per la manifestazione transfemminista contro la violenza patriarcale organizzata da NUDM“.

Alessia Crocini vs. Pro Vita: "Nuove affissioni dei talebani nostrani, ma dove li prendono tutti quei soldi?". VIDEO - Persone LGBTQIA esistono - Gay.it
Le persone LGBTQIA+ esistono

Via Instagram Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno, è stata ancor più netta.

“È uscita l’ennesima affissione dei talebani nostrani”, ha esordito Crocini, che in pochi minuti ha ricordato i cavalli di battaglia di Pro Vita, da tempo cavalcati e ora riproposti tra le strade delle grandi città. “Cosa ti dicono? Che se nessuno nomina l’omosessualità nelle scuole, i tuoi figli saranno al 100% etero, soddisfatti o rimbosati”.

Crocini ha ricordato come Famiglie Arcobaleno non abbia neanche una sede fisica, a differenza di Pro Vita che ha 7 vetrine nel centro di Roma, “e non sappiamo come paghino l’affitto di questa bellissima sede. E soprattutto hanno talmente tanti soldi che ogni mese di ogni anno pubblicano un’affissione, contro i diritti delle persone LGBTQIA+ e contro le famiglie omogenitoriali. Voi avete mai visto un’affissione di un’associazione LGBTQIA+ nelle nostre città italiane?”, ha domandato Crocini conoscendo ampiamente la facile risposta. “No, perché un’affissione costa. Non sappiamo da dove arrivino i loro soldi, o forse lo sappiamo. Da organizzazioni internazionali, USA e Russia in primis, che appaltano dall’estrema destra e dal conservatorismo religioso questa propaganda contro i diritti”.

Crocini ha smontato la surreale tesi che vorrebbe la comunità LGBTQIA+ “indottrinare” i più piccoli.

“Loro integralisti cattolici che parlano a noi di indottrinamento, quando siamo obbligati a foreggiare le scuole paritarie con le nostre tasse, siamo un Paese laico ma siamo obbligati a tenere i crocifissi nelle scuole e negli edifici pubblici e siamo obbligati a pagare con le nostre tasse a prescindere da quale sia la nostra fede gli stipendi degli insegnanti di religione scelti dai vescovi”. “Signori antiscelta, vi do una notizia: questo è un Paese laico. La scuola è un avamposto di laicità. Voi volete impartire ai vostri figli e figlie lezioni di integralismo religioso, siete liberi di andare nelle scuole religiose e potete decidere di insegnare ai vostri figli a casa. Sapete perché? Perché se uno è un suprematismo bianco non può chiedere alla scuola di insegnare ai figli il razzismo. Se una persona è negazionista non può chiedere alla scuola pubblica di negare un genocidio con sei milioni di ebrei morti. Se io sono una persona omofoba non posso chiedere alla scuola pubblica di crescere figli omofobi”.

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