12enne suicida a causa dell’omofobia, la mamma pubblica sui social la foto della bara aperta: ‘Ecco cosa può fare il bullismo’

Non si può morire a 12 anni a causa dei bulli.

Si sono svolti i funerali di Andrew Leach, 12enne impiccatosi a causa dei continui sfottò omofobi ricevuti a scuola. Il ragazzino, che aveva appena dichiarato la propria bisessualità, non ce l’ha più fatta e si è tolto la vita in garage.

Come scritto giorni fa i genitori, scioccati, hanno prima fatto mea culpa per non essersi accorti dei disagi taciuti del secondogenito per poi puntare il dito contro quei mostruosi coetanei che con le minacce, fisiche e verbali, hanno portato il ragazzo a scegliere di morire. A trovarlo senza vita il fratello maggiore, di 15 anni.

La mamma Cheryl, per sfidare proprio quei bulli e far capire loro quali tragiche conseguenze possano aver generato i loro sfottò, ha pubblicato sui social l’immagine della bara aperta del piccolo Andrew, con tanti fiori e l’amato sax ai piedi.

«Ecco cosa può fare il bullismo. Ho il cuore in mille pezzi, ma non voglio che la morte di mio figlio sia vana. Era molto intelligente, divertente, sarcastico, compassionevole ed era il mio orgoglio. Io, il mio ex marito, i miei amici non ci fermeremo e porteremo avanti una campagna contro il bullismo. Faremo in modo che la sua voce non rimanga inascoltata».

Una scelta forte e coraggiosa, quella di pubblicare le immagini della bara aperta su Facebook, per rimarcare l’orrore del bullismo scolastico e far capire a tutti i genitori di prestare maggiore attenzione ai propri figli. Perché dietro un sorriso, un’apparente felicità, si può spesso nascondere dell’altro.

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