Ddl Cirinnà e il mondo al rovescio: Falanga vota si, Cuomo vota no

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Il gruppo ALA dice SI e Cuomo vota no e da a Gay.It dei fascisti.

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La discussione sul ddl Cirinnà sta rivelando al Paese un mondo alla rovescia. Infatti, il pericolo per l’approvazione della legge sembra provenire spesso dal “fuoco amico” e non da quegli esponenti che, tradizionalmente, la comunità percepiva come meno solidali.

Ecco perché decidiamo di raggiungere telefonicamente due senatori di estrazione politica diversa e di diversa posizione rispetto alla condotta sul ddl Cirinnà.

Il primo che contattiamo è il Senatore Ciro Falanga, avvocato, che milita nel gruppo ALA, cioè l’Alleanza Liberalpopolare Autonomie, gruppo che si è staccato da Forza Italia sotto la guida di Denis Verdini.

Relativamente al disegno di legge Cirinnà, il Senatore Falanga non ha dubbi e dichiara che il suo voto sarà favorevole:

Io avrei aggiunto un correttivo tecnico per quanto concerne lo scioglimento del vincolo. La mia paura è che assimilare in maniera eccessiva il divorzio “classico” allo scioglimento delle unioni civili, potrebbe sollevare qualche censura della Corte Costituzionale. Inoltre, rendere lo scioglimento del vincolo più semplice e snello, soprattutto in assenza di figli, evitando la procedura bifasica, sarebbe preferibile anche per le coppie omosessuali.

Insomma, il suggerimento del Senatore Falanga è volto a sgombrare il campo da qualsiasi impedimento successivo all’approvazione del disegno di legge. Infatti Falanga aggiunge:

se la norma venisse dichiarata incostituzionale si vanificherebbe tutto il lavoro. Io credo che le coppie omosessuali debbano avere le giuste tutele e i giusti diritti perciò è necessario introdurre qualsiasi perfezionamento tecnico che possa blindare ancora di più la legge.

Il Senatore Falanga non ha alcun problema a dichiararsi favorevole anche alla stepchild adoption. D’altronde ci ricorda :

ammesso che il Paese non fosse pronto per questo cambiamento, il nostro compito è proprio dare una spinta verso posizioni di progresso e evoluzione.

Chiamato a esprimere un giudizio sui colleghi di Forza Italia che negheranno il parere favorevole al disegno di legge, Falanga dichiara:

In Forza Italia molti esponenti sono sulle posizioni di Sacconi, cioè una chiusura totale. Con le posizioni di Sacconi e Giovanardi non è possibile neppure interloquire. Sono argomentazioni culturalmente paradossali. Se un giurista leggesse la proposta di Disegno di Legge avanzata da Giovanardi sulle coppie di fatto, non potrebbe che ridere degli errori macroscopici in termini di conoscenza giuridica che vi troverebbe. Certe proposte non si dovrebbero proprio tenere in considerazione perché sono errate dal punto di vista della norma.

Dopo aver parlato con il Senatore Falanga, provo a mettermi in contatto anche con il Senatore Vincenzo Cuomo del PD. Un caso singolare il suo, infatti come sindaco di Portici (NA) aveva approvato il registro delle unioni civili e adesso, come senatore della XVII legislatura, si appresta a dichiarare voto contrario alla legge sulle Unioni Civili.

Purtroppo, però, l’esito della telefonata è peggiore di quanto prevedevamo. Il Senatore Cuomo, appena sente che siamo di Gay.it, si altera e inizia ad accusarci di fare liste di proscrizione. Al telefono:

Non parlo con chi adopera metodi fascisti, voi non conoscete la storia delle persone e quindi non sapete di cosa scrivete.

Io provo a fargli capire che, allora, sarebbe il caso di spiegarci ciò che non sappiamo, così da comprendere le sue posizioni. Ma niente da fare. Il Senatore Cuomo ripete che siamo “fascistelli” e attacca il telefono.

Non meritiamo neppure una risposta. Questi i suoi metodi. E i fascistelli, poi, saremmo noi!

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