Franco Grillini: Roma come Parigi?

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Il candidato sindaco a Roma per il Partito Socialista risponde alle nostre domande: la sua posizione rispetto a Rutelli, cosa farà se verrà eletto e i motivi che...

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Perché hai deciso di candidarti a sindaco di Roma? Rinunci a Bologna dove già da tempo avevi annunciato la tua candidatura?La proposta di candidarmi a Roma mi è stata fatta dalla federazione romana del Partito Socialista in risposta alla candidatura di Rutelli che rappresenta la lunga mano dei clericali nel Centro Sinistra. A Roma c’è un enorme malcontento tra i laici e nella Sinistra per una alleanza al primo turno con Rutelli, che è visto come grande avversario delle ragioni dei laici e della sinistra stessa. La mia candidatura assume quindi una valenza fortemente simbolica e rappresenta una grande opportunità proprio perché è nella città di Roma. C’è finalmente la possibilità per i laici e per i sostenitori dei diritti civili di contarsi e di essere protagonisti di una grande mobilitazione anche in campagna elettorale. La candidatura non pregiudica l’impegno su Bologna che riguarda le amministrative che si terranno tra un anno.

Cosa pensi di Rutelli?Rutelli è il massimo responsabile della bocciatura di tutte le leggi che interessano la comunità lgbt: ha ritirato il patrocinio al World Pride nel 2000, ha portato in Parlamento i teodem capitanati dall’omofoba senatrice del cilicio Paola Binetti, quella che ha detto che siamo "deviati", ha voluto e votato la pessima Legge 40 sulla inseminazione assistita, che introduce nell’ordinamento giuridico italiano la discriminazione verso le coppie lesbiche e omosessuali, si è schierato con la gerarchia cattolica durante il referendum sulla Legge 40, ha imposto la cancellazione dei Pacs nelle elezioni

politiche del 2006 ed è stato il sommo responsabile della bocciatura delle norme anti-omofobia in Parlamento. Rutelli

è l’avversario numero uno nel Centro Sinistra della comunità LGBT. È abbastanza?

Se dovesse andare al ballottaggio lo appoggeresti?

Il ballottaggio a Roma non è una eventualità ma una certezza, lo dicono tutti i sondaggi e ormai anche il Comitato Rutelli lo dà per scontato. Quello che faremo al ballottaggio lo decideremo al momento opportuno tutti insieme con i compagni romani del Partito Socialista, gli amici che hanno dichiarato il voto disgiunto (Luxuria, Silvestri ed altri) e quei gruppi collettivi e singoli cittadini che hanno appoggiato la mia candidatura. Faremo una grande assemblea a Roma il giorno dei risultati elettorali e decideremo democraticamente come comportarci.

Un sondaggio suun sito gay ti dà al 78% rispetto al 22 di Rutelli. Un segnale che ti fa sperare? I sondaggi generali ti danno al 2,4%, sei soddisfatto?

Direi proprio di sì, perché sono esattamente i voti che mancano a Rutelli per passare al primo turno e perché ciò dimostra che la mia candidatura a Roma non solo era possibile, ma anche necessaria per consentire all’area laica e di sinistra di dare con convinzione un segnale forte di libertà e laicità attraverso il voto a Franco Grillini. I sondaggi attestano che la mia candidatura è l’ago della bilancia del risultato elettorale romano, che ha anche una forte valenza nazionale.

La vittoria del sindaco di Parigi Bertrand Delanoe è uno "strepitoso viatico per la tua candidatura" hai dichiarato. Ma Roma non è Parigi, perché?

Non è affatto detto che dal punto di vista elettorale Roma non ci riserverà delle piacevoli sorprese. Non c’è dubbio che Roma abbia una sua singolarità e cioè ospita il Vaticano. In un articolo in cronaca nazionale Repubblica ci ha informato che Rutelli ha atteso una settimana per avere il disco verde dal cardinale Camillo Ruini per presentarsi come candidato sindaco. Non esiste nessun’altra capitale in occidente dove i cardinali fanno le primarie per i sindaci e nominano e, di fatto dominano, sindaci e giunte comunali.

Sembra ci sia a Roma una spaccatura nell’Arcigay (il nazionale ti sostiene, il gruppo romano sembra simpatizzi per Rutelli). È la

legge della libertà di scelta o qualcosa non quadra?

La mia candidatura a Roma è sostenuta e condivisa dall’intero movimento, compreso Gaylib, cioè gli omosessuali di Centro

Destra. La stessa Arcigay romana organizza una parte della mia campagna elettorale. Se un risultato la mia candidatura l’ha già ottenuto è quello di un movimento che critica Rutelli all’unisono, e riflette su come incidere anche con il voto contro i nostri avversari, dentro e fuori il Centro Sinistra.

Quale sarà il tuo primo provvedimento se sarai eletto sindaco?

Il registro delle unioni civili, ma non vuoto e simbolico, con la garanzia di diritti concreti alle coppie. Com’è noto a Roma proprio il Pd di Rutelli ha bocciato il registro, e da questo punto di vista risultano persino patetiche le blande dichiarazioni a favore dei diritti delle coppie di fatto nel programma del Pd e negli ultra generici impegni che Rutelli finge di prendere per fermare il forte malcontento nei suoi confronti. In politica contano i fatti, e i fatti sono chiari… Per Rutelli vale il vecchio detto che fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Perché sei uscito dal Pd scegliendo i socialisti?

Ero militante socialista nei Ds, il partito aderiva al Pse, sono un militante socialista, laico, libertario, liberale, radicale dentro al Ps di Enrico Boselli che si presenta orgogliosamente da solo alle elezioni. Non ho condiviso la proposta del Pd, perché mi sembra un partito dominato da clericali, ed ex dc, tutti nemici dei nostri diritti. Nonostante la spolveratina laica, il Pd porterà in Parlamento 120 ex democristiani e se anche vincesse le elezioni non ci sarebbero i voti laici in Parlamento per approvare le leggi che ci stanno a cuore.

Non sembrava assurda la proposta di Boselli di candidare Mastella? Così non perdete di credibilità?

La proposta è stata una provocazione e la candidatura non è mai esistita. Tant’è che Mastella non è candidato. In ogni caso io non ero d’accordo nemmeno con la provocazione.

Clubbing e il sottoscritto sono dalla tua parte. Ti auguro un grande

successo. Spero mi accetterai come tuo portaborse.

Sai che sono un assiduo lettore e sostenitore di Clubbing, ci conosciamo da una vita, siamo sempre stati compagni di

battaglie gay. Più che come portaborse ti farei eleggere in Parlamento in un grande partito libertario capace di garantire

una vera rappresentanza parlamentare al nostro movimento. Su di un grande partito libertario ho molti “grillini” per la testa… ma ne parleremo in futuro. Adesso votatemi però…

di Felix Cossolo dalla redazione di Clubbing

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