Gabbana: basta etichettarsi come gay. Ma ha ragione o torto?

Gabbana sì, Gabbana no, gay sì, gay no: la discussione impazza. Il nostro sondaggio.

Le ultime dichiarazioni di Stefano Gabbana al Corriere della Sera e il successivo commento del regista Ferzan Ozpetek hanno sollevato molte polemiche da parte della comunità LGBT. Lo stilista ha più volte affrontato il tema dell’omosessualità, scatenando ogni volta numerose diatribe che lo hanno reso protagonista sui media e nei social network per qualche giorno.

Ieri, anche il regista di origine turca ha deciso di fare la sua puntualizzazione, mostrandosi in accordo con lo stilista. Entrambi, difatti, si domandano perché c’è questo bisogno di etichettare tutto come gay. Durante un’intervista all’Huffington Post, il regista romano d’adozione racconta che al teatro San Carlo di Napoli – durante le riprese del suo ultimo film –  ha scoperto l’esistenza di un coro gay. Ma perché non definirlo semplicemente coro? Questione di etichette, come ribadito da Gabbana.

Sondaggio: cosa pensate della dichiarazione di Gabbana?

Noi di Gay.it abbiamo preso posizione con l’articolo di Gianluca Pellizzoni. Ma, come emerge anche dalle reazioni e dai commenti al nostro articolo, la comunità si è divisa sulla questione. Sei d’accordo con l’opinione di Stefano Gabbana, supportata in parte da Ozpetek? Pensi invece che si tratti di omofobia interiorizzata dentro la stessa comunità LGBT?  O ancora, è la figura di Gabbana che provoca reazioni viscerali aldilà del senso delle sue parole? O, come per ogni campagna di (auto)promozione, va bene tutto, purché se ne parli?