I genitori dei gay scrivono alla befana

Rita De Santis, presidente di Agedo scrive su Facebook a nome di tutti i genitori e parenti di omosessuali una lettera alla befana: “anche i trans hanno dei genitori che soffrono e si preoccupano”

MilanoLo scorso 7 dicembre l’Agedo è stata insignita con un attestazione civica di benemerenza per le attività svolte all’ultima cerimonia dell’Ambrogino d’oro, prestigioso premio del Comune di Milano. Adesso, in seguito alle numerose pagine di cronaca, nera e non, che hanno avuto come protagoniste le persone trans, Rita De Santis (in foto), presidente dell’associazione si affida al social network Facebook per una lettera aperta alla befana.

"Carissima Befana – così esordisce la De Santis – scrivo a te perché sei donna, una di quelle che non ha bisogno di passare molto tempo in palestre e cliniche estetiche, perché tu sei quello che vuoi essere una portatrice di doni; ti scrivo a nome della mia associazione AGEDO, per chiederti un dono difficile, forse addirittura impossibile: quello di far arrivare questo mio povero scritto il più in alto possibile, perché io e la mia associazione non abbiamo una grande voce in capitolo, né uffici stampa potenti nè soldi per comprare una pagina su un giornale per dire a chi guarda, ma non vede, che noi genitori siamo molto preoccupati per queste morti continue nel mondo delle transessuali.

Noi genitori – prosegue la De Sanctis – perché anche i trans, anche se incredibile, hanno dei genitori che soffrono e si preoccupano, ma che a volte non hanno la forza di uscire allo scoperto. Cara Befana, guardando la televisione in questi giorni ho fatto delle riflessioni: se invece di Piazza San Pietro una signora un po’ entusiasta 2010 anni fa fosse corsa ad abbracciare Gesù in Palestina, Lui non sarebbe caduto sotto il peso dei suoi paramenti, non sorretto da quel bastone pastorale che dovrebbe reggere gli affanni del mondo! Gesù forse, anzi sicuramente si sarebbe fatto abbracciare e poi non avrebbe ignorato nei suoi discorsi il destino dei suoi fratelli e sorelle transessuali, morti nell’inferno di celle mostruose o ritrovate sul greto di un fiume in un sacco di spazzatura. I nostri figli non sono immondizia, i nostri figli non sono di serie A, B oppure nel caso delle o dei trans di serie Z.

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Gingilli di divertimento per facoltose e insospettabili persone quando diventano scomod* si cancellano perché tanto nessuno l* reclama.Noi invece genitori Agedo reclamiamo: per piacere che qualcuno ci dica che fine hanno fatto e perché scompaiono i nostr* figli, perché nessun velo di pietà e di amore li ammanta dopo la morte o ancor meglio nella loro difficile vita.Allora carissima Befana affido questa lettera a Facebook che dicono sia più veloce della tradizionale scopa e se qualcuno che legge può far arrivare in alto questo nostro messaggio lo faccia perché quelli che per l’opinione pubblica sono “ i trans" per noi sono semplicemente figl*"

di Francesco Belais