Massa-Carrara, ragazzo gay insultato e colpito con un casco al volto da uno sconosciuto

Il ragazzo ha già annunciato che denuncerà il fatto ai Carabinieri. Nessuno ha alzato un dito per difenderlo.

L’ultima aggressione omofoba è avvenuta sabato sera, 20 agosto, a Massa-Carrara. Uno studente universitario di 20 anni sarebbe stato attaccato senza motivo da uno sconosciuto, che prima lo avrebbe insultato dicendogli “Che fin*cchio“, per poi colpirlo con il casco al volto. Per la botta, è stato portato anche portato in ospedale dai genitori, per accertarsi che non ci fossero traumi. Secondo quanto raccontato dal giovane questo sconosciuto dopo averlo colpito è fuggito, lasciandolo stordito. La ragazza che era con lui lo ha accompagnato a casa, dove ha raccontato quanto successo alla famiglia.

Ad assistere alla scena, moltissime persone. Nessuno però è intervenuto. Alessandro, questo il nome della vittima dell’odio omofobo, ha annunciato di voler denunciare quanto successo. Ha raccontato la sua esperienza su Facebook, e l’associazione “Audre Lorde” di Massa Carrara ha riportato il suo posto.

Il racconto di Alessandro dopo l’aggressione a Massa-Carrara

Secondo quanto scritto dal ragazzo su Facebook, Alessandro avrebbe semplicemente risposto a una provocazione dello sconosciuto.

Ieri sera in centro a Massa verso mezzanotte e un quarto ero con la mia amica che avevo accompagnato al motorino, uno che passa accanto a noi mi guarda e mi dice “Che fin*cchio”.
Io, che zitto non ci sto, mi sento di rispondergli “Guardati per te”. Questo si gira offeso e mi ridice “Dimmelo nel muso”. Io mi sono fermato e gli ho ridetto “Guardati per te”.
Questo avvicinatosi ha continuato a chiedermi in modo aggressivo di dirglielo in faccia, come se fosse colpa mia. Io gli ho ripetuto di farsi i cavoli suoi e di guardarsi per sé.
Tempo zero, mi ha tirato dritto in fronte il casco che aveva sottobraccio. Io poi non ho capito più niente perché quella botta inaspettata mi ha rimbambito del tutto. Ho solo sentito il suo amico che mi ha detto, a mo’ di monito “Bada a come rispondi”.

Ma non si perde d’animo:

il fatto che abbia usato quella parola per ledere la mia virilità (perché si sa, quando un ragazzo ti da in modo dispregiativo del finocchio lo fa per minare la sicurezza virile altrui di maschio dominatore a favore della sua) fa già capire quanto questo sia poverino e di ristrettezza mentale da dover ricorrere a queste paroline per sminuirmi, anche se ovviamente da fastidio e per questo ieri ho riposto.

Infine evidenzia con il fatto che nessuno, durante lo scambio di battute tra Alessandro e lo sconosciuto, abbia alzato un dito. 

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