Omofobia: 662 vittime in 6 anni in Italia – 39 solo negli ultimi 50 giorni

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Numeri allarmanti e in costante crescita, quelli diffusi dall'associazione GeCO, Genitori e figli Contro l'Omofotransfobia.

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In Italia non esiste un reato contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, ma gli attacchi, fisici e verbali, sono all’ordine del giorno.

GeCO, Genitori e figli Contro l’Omofotransfobia, è un’associazione lgbt che opera specificamente nella lotta e nella prevenzione al fenomeno omofobico e transfobico. Negli ultimi sei anni ha osservato il fenomeno, grazie a una rete di segnalatori diffusa in tutta Italia, e collezionato notizie su tutti gli episodi di violenza omofobica e transfobica, bullismo, discriminazione, che colpiscono persone omosessuali, bisessuali, transessuali. A dir poco allarmanti i dati ufficiali.

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d'amore Viennese.

662 le vittime registrate: 21 omicidi, 34 suicidi, 6 tentati suicidi, 211 vittime di aggressioni isolate, 140 di aggressioni a coppie o gruppi, 250 fatti di violenza non fisica.

Un elenco sicuramente incompleto, perché a mancare sono tutti quei casi, e sono centinaia, in cui le vittime non hanno il coraggio di esporre denuncia. “Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un’impennata omofobica di dimensioni preoccupanti“, sottolineano da GeCO. Dal primo giugno ad oggi, ovvero in 50 giorni appena, si sono contati ben 32 episodi, per un totale di 39 vittime, delle quali 22 nel solo mese di giugno e 17 dal primo luglio a oggi. Dati decisamente superiori alla media, che è sempre stata di poco più di 9 vittime al mese.

Non si può imputare un tale repentino aumento a una maggior propensione a denunciare da parte delle vittime“, precisa Milena Quercia, presidente dell’associazione GeCO onlus. “Pur se è vero che oggi ci sia una maggior consapevolezza che in passato e si sia maturato un atteggiamento più positivo nell’esporre denuncia, ​abbiamo notato però che la maturazione è un fenomeno lento, che cresce linearmente, richiede tempo e si nutre di piccole conquiste che vanno prima interiorizzate. Un raddoppio improvviso dei casi denunciati non può che corrispondere a un forte incremento dei reati. Non può che essere uno dei frutti di un clima di violenza generale ed allarmante, che si riversa anche ma non solo sulle persone omosessuali, bisessuali o transessuali“.

L’arrivo al Governo di un partito estremista come la Lega, con i Ministri Lorenzo Fontana e Matteo Salvini su tutti, ha fatto tornare a galla rigurgiti fascisti che si pensavano archiviati, dimenticati, cancellati, con la comunità LGBT sempre più vittima di attacchi fisici e verbali, conditi da tutt’altro che velate minacce di morte.

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