Britney Spears deve restare ancora sotto la tutela del padre

La giudice dice no alla richiesta di anticipare l’udienza. I fan lanciano l’hashtag “la giudice Penny è corrotta”

britney spears e tutela del padre
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Non tanto tempo dopo aver affermato che la sua battaglia stava “andando molto meglio” di quanto avesse previsto, Britney Spears non è riuscita a farsi anticipare l’udienza in tribunale, quella che dovrebbe affrontare l’istanza della cantante di essere liberata definitivamente dalla tutela del padre.

La giudice Brenda Penny ha respinto non solo la richiesta dell’avvocato di Britney, Mathew Rosengart, di rimuovere immediatamente la tutela del padre Jamie, ma anche la richiesta aggiuntiva di spostare l’udienza dal 29 settembre a questo mese.

L’avvocato di Britney afferma che la cantante continua a subire danni sia emotivi sia economici da parte del padre.

Come ha raccontato Britney stessa nelle precedenti udienze, il padre la tiene come fosse una prigioniera, non permettendole nemmeno di andare dal ginecologo da sola oppure di uscire con il suo fidanzato. Jamie Spears impedirebbe, inoltre, alla figlia di rimuovere la spirale uterina non consentendole, di fatto, di avere altri figli. Per non parlare dei danni economici: il padre starebbe letteralmente “sperperando” tutta la fortuna della popstar.

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Proteste da parte dei fan

Il no della giudice Penny ha creato proteste da parte dei fan di Britney di tutto il mondo che hanno lanciato l’hashtag “Judge Penny is corrupt” (la giudice Penny è corrotta), entrato nei trending topic di Twitter. Ira anche dal mondo dello spettacolo e di Hollywood.

Il no, inoltre, ha alimentato i dissapori tra il padre e l’altra tutrice di Britney, Jodi Montgomery: Jamie accusa la tutrice di essere responsabile delle decisioni personali e mediche della figlia, nonostante sia l’unica persona che Britney, come ha affermato di recente, vorrebbe avere come tutrice per un ritorno ad una vita normale.

Quando Britney riuscirà a liberarsi finalmente del “padre padrone” a cui ha fatto causa per “abuso dell’istituto di tutela”? Noi speriamo presto.

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