TRIONFO DELL’AMORE

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VeneziaCinema 2001: quando cupido si traveste

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Cupido en travesti. Gioco e scambi d’abiti e personalità nel film in concorso ‘Il trionfo dell’amore‘ di Claire Peploe, più nota come la moglie di Bernardo Bertolucci. Una principessa e la sua dama di compagnia si spogliano divertite in una carrozza chiusa che procede a gran velocità: sembra un gioco di seduzione reciproca ma le due in realtà voglio travestirsi da uomo per far cadere nella trappola amorosa ben tre persone, e non dello stesso sesso. L’anonima principessa (Mira Sorvino, oscarizzata per il suo ruolo da prostituta redenta ne ‘La dea dell’amore‘ di Woody Allen) siede sul trono usurpato da suo padre che appartiene di diritto al Principe Agis: l’ha visto nudo in un lago e si innamorata di lui. Vuole così conquistare il cuore e cedergli il trono di cui ha diritto. Ma Agis vive sotto la protezione del filosofo Ermocrate (Ben Kingsley) e della sorella Leontina (Fiona Shaw), scienziata razionalista e zitella che passa la giornata tra curiosi macchinari meccanici a fare esperimenti fisici. Per conquistare Agis la principessa assume alternativamente la personalità maschile e femminile seducendo così sia Ermocrate che Leontina, follemente desiderosa d’amore.

Tratto da un’opera scritta nel 1732 da Pierre de Marivaux, è stato scelto dalla regista per una trasposizione cinematografica dopo aver assistito a una rappresentazione all’Almeida Theatre a Londra. ‘Travestita da uomo ed esprimendosi con le parole più appassionate la principessa riesce a sedurre acrobaticamente un filosofo, sua sorella ed un giovane principe. E’ un tour de force di recitazione! Si direbbe la storia di un’attrice’ dice la Peploe.

Commedia allegra e scanzonata, è sostanzialmente teatro trasposto al cinema (con tutti i limiti di un’operazione del genere) e la regista non nasconde allo spettatore l’intento di una rappresentazione metateatrale (a un certo punto si vede proprio un pubblico teatrale che assiste all’opera e nel finale gli attori sono sul palco in abiti sia settecenteschi che moderni). ‘Come la principessa inventa nuove personalità, maschili e femminili, e crea una vera performance, così anch’io ho provato a giocare con le idee di performance e di realtà, di teatro e di cinema’ ha detto la regista.

Azzeccata la scelta dell’affascinante e un po’ androgino Jay Rodan nella parte del principe Agis (che la Peploe riprende nudo due volte, di schiena): ‘E’ amore a prima vista quando la principessa vede Agis, e avevo bisogno che lui fosse molto attraente. Volevo un attore che unisse innocenza, entusiasmo giovanile a un vena malinconica propria di una esistenza solitaria e senza amici. Non avevo mai visto Jay Rodan al lavoro, ma mi ha convinto nei primi provini’.

Il film è stato interamente girato nei giardini geometrici e curatissimi di una villa nei dintorni di Lucca e sarà distribuito prossimamente dalla Medusa.

Curioso ruolo per Pam Grier (la Jackie Brown di Quentin Tarantino) nel film fuori concorso di mezzanotte ‘Fantasmi di Marte‘ di John Carpenter che ha divertito e entusiasmato con fischi da stadio la platea spossata da film cupi e noiosi (e fino ad ora, causa un concorso di livello rasoterra, non si è visto neanche un titolo papabile per il Leone d’Oro). La Grier interpreta una comandante lesbica che si reca in una miniera sul pianeta rosso dove uno stuolo di zombie capeggiati da un boss urlante che sembra il leader dei Kiss sta sterminando gli umani: neanche a dirlo finirà con la testa mozzata sopra un paletto piantato sulla terra ocra (e il doppiaggio italiano limerà sicuramente il gioco di parole con la parola ‘straight’).

Grande forza visiva e una bella fotografia virata in arancione per sbudellamenti truculenti e sparatorie ammazzattutti col tipico machismo splatter che non ha deluso i fan del regista americano.

E ora arriva A.I.: grandissima attesa per l’anteprima, stanotte, del nuovo film di Spielberg tratto da un racconto di Kubrick. Sarà finalmente l’ora di un capolavoro?

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