La famiglia in Italia e la sua nuova regolamentazione: Monica Cirinnà, la battagliera protagonista del ddl sulle unioni civili che porta il suo nome, è stamani intervenuta al Campus Luigi Einaudi di Torino durante un incontro per trattare del tema di cui è stata protagonista in Parlamento. “A che punto siamo? Che ne è stato degli aspetti rimasti fuori dal maxi emendamento? Qual è il rapporto tra i saperi della famiglia e la discussione su come tradurli in un’innovazione legislativa?”, erano le domande.

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Prima che la senatrice potesse rispondere a queste domande, un gruppo di studenti del Collettivo Lgbt dell’Università di Torino, armato di striscione e megafono, ha contestato il suo intervento: .

Da parte nostra c’è sempre stato un tentativo di confronto ma non possiamo stare qui a sentir parlare l’onorevole di famiglia quando di famiglia non se ne è mai occupata.

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Ed ancora: “Lasciamo quest’aula perché con il ddl non si è tentato di difendere la famiglia per tutti. Chiamate civile la discriminazione, non meritate la nostra attenzione”: è lo slogan con cui gli studenti hanno abbandonato il dibattito, senza dare possibilità a Monica Cirinnà di replicare. “Ognuno fa le proprie scelte – è stata la prima reazione della Senatrice Monica Cirinnà – Grazie a tutti per essere qui, a chi è rimasto e anche a chi se n’è andato. Ciò testimonia che serve continuare a parlarne, perché anche io avrei voluto il matrimonio egualitario ma bisogna comprendere che la politica è l’arte del possibile, con i numeri parlamentari che ci sono a disposizione”.

Ecco i video della contestazione. Alla Senatrice la piena solidarietà della redazione di Gay.it

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