“Darryl”, storia di un cuckold: intervista all’autrice Jackie Ess

Abbiamo dialogato intorno ai temi del maschile e dell’identità, della sessualità non convenzionale e della letteratura trans.

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Avete mai sentito parlare di cuckold? Un cuckold è un uomo che spinge la propria donna ad avere relazioni sessuali con altre persone per potere assistere all’amplesso e ricavarne eccitazione sessuale. Darryl, il protagonista dell’omonimo romanzo di Jackie Ess (Pidgin, 2022), scopre di avere questo kink e mette in discussione tutta la sua vita, la sua stessa identità, il suo nome. Darryl è un viaggio ironico e cupo, caustico e irriverente tra le infinite strade degli orientamenti e delle identità, tra i vicoli sdrucciolevoli della maschilità.

copertina Darryl

Abbiamo intervistato l’autrice, Jackie Ess.

1) Da dove nasce l’idea di scrivere la storia di un uomo cuck?

L’idea mi è arrivata in un lampo, fissando alcuni alberi. Suppongo sia stato l’inconscio. Stavo soffocando nel tentativo di scrivere autofiction e ho scoperto che scrivendo di qualcuno di molto diverso da me sarei potuta tornare a respirare. È stata un’idea tra le altre, la maggior parte delle quali sono svanite. Quel senso di sollievo mi ha trascinato dentro il progetto.

2)  Le esperienze di Darryl (il sesso cuckold, le droghe, gli incontri) lo hanno portato a mettersi in discussione come persona, come uomo, come maschio. Darryl è un libro sulla maschilità? 

Darryl ragiona molto sulla sua esclusione dalla maschilità ma non molto chiaramente a proposito di cosa sia effettivamente la maschilità, e se sia davvero qualcosa. Pensa molto alla sua supposta inferiorità e alla rigida gerarchia dei maschi e ricerca questo strano mondo in cui tutto ciò è validato, anche se si tratta di un posto in cui lui è costretto a subire umiliazioni e altri problemi. Sembra che a lui importi più essere nella verità che essere felice, ma anche che questa verità non sia poi così vera. È possibile che la maschilità sia una cosa così, ma non penso di avere avuto l’ultima parola in merito.

3) Sembra che Darryl sia alla ricerca di qualcosa. Cosa sta cercando e perché la sua ricerca ha a che fare con tutti noi?

Non penso che tutti gli autori possano rispondere a questa domanda. Ma probabilmente Darryl preferirebbe essere cullato o schiacciato dal suo senso di inferiorità invece che abitare il nostro mondo, decisamente più gentile di quello che si immagina, ma dove lui stesso dovrebbe rispondere della sua natura distruttiva e autodistruttiva. Prendendo in prestito le parole di Melanie Klein (psicoanalista austriaca naturalizzata britannica, ndr), potremmo dire che lui rifiuta la sua posizione depressiva. Edna O’Shaughnessy, una seguace di Melanie Klein, ha cose interessanti da dire nei suoi saggi Relating to the Superego e Enclaves and Excursions, che penso possano riguardare anche Darryl anche se li ho letti molto tempo dopo aver scritto il libro.

4) La narrativa di oggi è accusata di essere troppo identitaria, troppo concentrata nel raccontare verità intorno ai temi dell’identità. Il tuo protagonista, al contrario, cerca sé stesso al di là del concetto di identità. Un mondo senza identità è davvero possibile? 

Penso che Darryl abbia una visione molto scettica della propria identità e di quella altrui. Lui sa quanto questo argomento possa essere scivoloso. Ma dall’altra parte è decisamente interessato nell’identificarsi come cuckold e nel distinguere ciò da altri orientamenti che lui percepisce come confusi o manchevoli di qualcosa di fondamentale. Non credo che il libro voglia essere anti–identità, semplicemente gioca con questo tema in un modo poco comune, si concentra su un’identità che è per natura scandalosa e ridicola. Non ho l’aspirazione di vivere in un mondo senza identità, ma mi piacerebbe vedere un po’ più di flessibilità. Non dovrebbe essere scandaloso cambiare direzione o idea.

5) Tra le altre cose, Darryl affronta anche il tema della transessualità. La letteratura trans esiste davvero? Se sì, dove sta andando? Che direzione sta prendendo? 

Certo che esiste, la letteratura trans, esiste da molto tempo ma è ancora in uno stato indubbiamente immaturo. Stiamo solo cominciando a concepire l’esistenza di scrittori trans che sono stati plasmati da una scrittura trans. Quello che conta è l’idea di letteratura di gruppo, il fatto che non si tratta soltanto di un certo tipo di persona che scrive libri, ma come reagiamo a questi libri, come introiettiamo pensieri e prospettive attraversi libri e autori. Questo sta succedendo. Darryl, per esempio, è in dialogo con il libro di Imogen Binnie, Nevada, uscito nel 2013 e ristampato di recente. Penso ci sia una nuova generazione di scrittori trans che sta dimostrando ciò di cui siamo capaci.

Per quel che mi riguarda, volevo evitare di parlare di transessualità in modo diretto. Darryl la incontra, la considera, vive in un mondo in cui la transessualità è tangibile. Ma nel mio libro non abbiamo il punto di vista del personaggio trans e questo è stato intenzionale. Darryl è interessato alla vita della donna trans, ma la immagina soltanto, sembra non volere neanche ascoltare davvero quello che lei ha da dirgli. Ora sto scrivendo un po’ di più di personaggi trans, e sono molto diversi da quelli presenti in Darryl.

6) Darryl vuole mettere in discussione il pregiudizio intorno alla sessualità kinky e non convenzionale? Ci sono pregiudizi intorno a questi temi? Se sì, cosa può fare la letteratura per scardinarli? 

Sarei davvero interessata all’idea di mettere in discussione questo pregiudizio, ma non sono la persona corretta per fare da portabandiera. Non sono certa che questo libro lo faccia. Sai, il romanzo è molto vicino alla narrativizzazione della paura del sesso kinky, una paura comune a molti: Darryl ci si avvicina, perdendo addirittura traccia sé stesso, distrugge il suo matrimonio e le sue finanze, viene avvolto da violenze e droghe. Non proprio un bel quadretto. Una cosa che invece nel libro potete constatare è che le pratiche sessuali che Darryl e la moglie iniziano a esercitare non sono la causa di nessuno dei loro problemi. La follia di Darryl è la causa. Il sesso che fa è solo divertimento.

7) Una nostra domanda di rito: ci consigli un libro legato in qualche modo al tuo Darryl?

Ho menzionato Nevada di Imogen Binnie, ma consiglierei anche Monsieur Teste di Paul Valéry, se volete davvero capire chi è Clive (uno dei personaggi di Darryl, ndr).

 

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