Diego dalla Palma difende Davide Maggio: “Cara Emma, la tua immagine era così volgare da ferire l’estetica”

"Vogliamo vietare a chiunque di esprimere un proprio parere su persone e fenomeni che di look vivono e si nutrono?", si è domandato l'imprenditore.

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Diego dalla Palma ed Emma
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A fine Festival di Sanremo è esploso il ‘caso’ Davide Maggio, giornalista che in diretta Instagram ha criticato il look esibito da Emma Marrone all’Ariston. “Con una gamba così importante, si dovrebbero evitare le calze a rete”, ha precisato Maggio, suscitando la piccata reazione della cantante che ha pubblicamente replicato. Da 48 ore non si parla d’altro, con decine di migliaia di tweet e reazioni di vario tipo. Quasi tutte a difesa di Emma e a rivendicare la doverosa e inattacabile libertà di vestirsi come meglio si crede.

Unica voce fuori dal coro, o quasi, Diego dalla Palma, 71enne truccatore, scrittore, imprenditore e personaggio televisivo, considerato tra i dei più celebri truccatori a livello internazionale, soprannominato dal New York Times come “Il profeta del make up made in Italy”.

Via Facebook Dalla Palma ha parlato di “paradosso”, nell’affrontare il caso Marrone/Maggio.

“Nessuno può esprimere un parere pubblico su nessuno. Premetto che Emma è una delle realtà canore che più amo e apprezzo. Stavolta, però, l’indignazione che ha espresso nei confronti di una critica sul suo look, risulta eccessiva e fuori luogo”.

Dalla Palma ha ricostruito quanto avvenuto, riportando le contestate parole del giornalista. “E allora? Dov’è l’offesa ad Emma? Dov’è l’offesa verso le donne? Il termine “importante”, è forse un’offesa?”, si è domandato Diego. “Vogliamo, arrivati a questo punto, vietare a chiunque di esprimere un proprio parere su persone e fenomeni che DI LOOK VIVONO E SI NUTRONO? Vogliamo, d’ora in avanti, chiudere la bocca anche a chi è esperto di abiti, di acconciature, di trucco? O vogliamo dire ad Emma, con una mia carezza personale, che la sua immagine sanremese era talmente volgare da ferire qualsiasi logica estetica? Era un “pasto grasso” di rara approssimazione. Personalmente, a chi le ha suggerito quelle calze a rete, su quell’insieme, darei 48 ore di carcere”.

Parole particolarmente pungenti (eufemismo), quelle espresse da Dalla Palma, con post scriptum finale. L’imprenditore ha infatti ricordato come a Sanremo siano state fatte critiche pesanti anche ad altri cantanti e “anche da parte di donne. Come mai nessuno si è indignato per la pesante definizione della mise di Yuman (un pigiama, a detta di Sabrina Ferilli) poco prima che si esibisse? E vogliamo parlare di ciò che è stato detto della canottiera di Giovanni Truppi, sempre in ambito Sanremo?”, si è domandato Dalla Palma. “Siamo davvero tutti esenti dal dare e dal ricevere qualche giudizio? O siamo solo degli ipocriti? Qualcuno, che ne sapeva più di noi, non ha forse detto: “Chi è senza peccato…”?”.

Nel dubbio il dibattito prosegue, tanto sui social quanto in tv. Nel corso di “È sempre mezzogiorno“, Antonella Clerici si è schierata al fianco di Emma. “Le è stato detto che se hai una gamba importante devi evitare di metterti le calze a rete. Ma siamo impazziti? Anzi, proprio perché hai una bella gamba ti devi mettere le calze a rete”. Paladina della body positivity, la conduttrice ha poi sottolineato come a suo dire Emma fosse “elegantissima, la più bella del Festival come eleganza, devo dire che è un brutto messaggio per le ragazze che si sentono a volte inadeguate. Ragazze, ricordate che è l’unicità che fa la differenza, non è il fatto di conformarsi a quello che fanno tutte. Io lo dico sempre, ho costruito il mio successo proprio dalle mie imperfezioni, e questa è stata forse la mia forza. Quindi mi raccomando, siate uniche e vogliatevi bene per quello che siete”.

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