2025, diritti LGBTQIA+ in arretramento in tutto il mondo: cronaca di un anno terribile

Le 30 peggiori notizie per la comunità LGBTQIA+ in arrivo da ogni parte del mondo nel 2025: ecco cosa non dobbiamo dimenticare per resistere e lottare.

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2025, diritti LGBTQIA+ in arretramento in tutto il mondo: cronaca di un anno terribile - Diritti LGBTQIA le peggiori notizie del 2025 - Gay.it
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Un anno nero, nerissimo, sul fronte politico con l’ultradestra che avanza in ogni parte del mondo e sul piano dei diritti LGBTQIA+, mai così sotto attacco nel nuovo millennio come nel 2025. Italia compresa.

Dopo aver provato a cullare flebili speranze in ottica 2026 con 15 buone notizie emerse negli ultimi 12 mesi, raddoppiamo purtroppo la posta con 30 brutte notizie da noi pubblicate nel 2025.

Le peggiori, senza tener conto delle mille proposte e/o minacce omobitransfobiche ancora in essere e con tutti gli ordini esecutivi firmati Donald Trump raccolti in un'”unica news”, nella speranza che l’anno nuovo possa invertire la rotta dell’odio reiterato nei confronti della nostra comunità.

Burkina Faso, approvata una legge che criminalizza l’omosessualità

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Nel 2024 in Burkina Faso il leader della giunta militare Ibrahim Traoré, alla guida di un governo militare dopo due colpi di stato consecutivi, dichiarò “illegale” l’omosessualità. Lo scorso settembre i legislatori del parlamento non eletto del paese da oltre 21 milioni di abitanti hanno approvato una legge che criminalizza l’omosessualità. Le pene previste vanno dai 2 ai 5 anni di carcere. Per gli stranieri che hanno relazioni omosessuali si prevede l’espulsione dal paese. Il disegno di legge è stato adottato all’unanimità dai 71 membri non eletti di un parlamento di transizione attualmente in carica dopo i due colpi di stato.

Tunisia, esami anali forzati e prigione fino a 2 anni

In Tunisia arresti e repressioni contro la popolazione LGBTIQ+ negli ultimi mesi e in particolare dal colpo di stato di Saïed: ne parliamo con Saif Ayadi della ong queer DAMJ

Nel mese di luglio almeno 14 persone sono state arrestate tra Tunisi e l’isola di Djerba, secondo quanto denunciato dall’associazione Damj – Tunisian Association for Justice and Equality. Gli arresti sono avvenuti a seguito di perquisizioni personali e dei telefoni cellulari, accompagnate da esami anali forzati, pratica che Amnesty International e le Nazioni Unite definiscono senza ambiguità: “una forma di tortura”. 6 dei fermati hanno ricevuto condanne a pene detentive da uno a due anni, sulla base dell’articolo 230 del codice penale, che criminalizza le relazioni omosessuali con una pena fino a tre anni di carcere.

Negli ultimi mesi, il clima repressivo è peggiorato: tra settembre 2024 e gennaio 2025 oltre 80 persone LGBTQ+ sono state arrestate. La persecuzione ha colpito anche creator digitali: almeno dieci influencer sono stati condannati fino a 4 anni e mezzo di carcere per aver diffuso contenuti “contrari alla morale”. Tra loro la TikToker Choumoukh, imprigionata per aver parlato liberamente di sessualità, e Lady Samara, arrestata per insulti e bestemmie online. La strategia repressiva trova un nuovo slancio dopo il colpo di mano del presidente Kais Saied del 2021, che ha congelato il Parlamento e accentrato il potere esecutivo. Da allora, le tutele costituzionali e le libertà civili si sono progressivamente erose, colpendo in particolare la comunità queer.

Il governo Meloni e il DDL Valditara con il pacchetto “anti-gender” 

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La Camera approva il Ddl Valditara che dovrà essere approvato anche dal Senato nel 2026. Il testo introduce tre principi: > Divieto di qualunque attività sulla sessualità nelle scuole dell’infanzia e primarie. > Obbligo di consenso informato scritto delle famiglie per ogni attività su sessualità e affettività alle medie e alle superiori. > Maggiore controllo sugli esperti esterni, selezionati dal collegio docenti e approvati dal consiglio di istituto, con piena trasparenza sui materiali utilizzati. Il relatore on. Sasso nell’aula parlamentare della Repubblica invoca l’ispirazione religiosa: “Dio Patria e Famiglia è il nostro credo”.

Il Ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara ha inoltre vietato schwa (ə) e asterisco (*) nelle comunicazioni ufficiali, in nome della “chiarezza linguistica”. Una scelta ideologica che colpisce il linguaggio inclusivo mentre la scuola resta segnata da carenze strutturali, disuguaglianze e abbandono.

 

Costa d’Avorio, l’ombra di una legge anti-LGBTIQ+

Costa d'Avorio LGBTI legge anti LGBTI

In Costa d’Avorio l’omosessualità non è criminalizzata ma le persone LGBTQ+ vivono in una terra di mezzo: la legge non le perseguita, ma nemmeno le protegge. Negli ultimi tempi si è assistito a un’escalation di odio sia online sia nelle strade, con insulti, incitamenti alla violenza e aggressioni fisiche mirate soprattutto contro coppie gay e donne trans. La spiegazione di questi passi indietro, secondo alcuni, sarebbe dovuta all’influenza di paesi vicini come Nigeria e Ghana, dove la repressione anti-LGBTIQ+ è ormai un processo legalizzato e istituzionale. Questo potrebbe indurre le forze politiche che si candidano a governare alle prossime elezioni a inseguire l’onda anti-LGBTIQ che sta devastando molti paesi africani.

CIO, stop alle atlete trans

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Immagine realizzata con Grok / X

Se n’è parlato per mesi mesi, ovvero da quando Kirsty Coventry è diventata la prima storica donna presidente e da quando il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti, sotto la costante pressione di Donald Trump, aveva già fatto cadere la propria mannaia, ma gli organizzatori dei Giochi Olimpici starebbero lavorando a un divieto totale per le donne transgender negli sport femminili. Secondo Sky News, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) è pronto a seguire l’esempio del Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti. L’annuncio dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2026, in vista delle Olimpiadi di Los Angeles.

Polonia, il Presidente Nawrocki non firma la legge sulle coppie LGBT

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Il presidente polacco Karol Nawrocki non ha firmato la legge voluta dal governo del Primo Ministro liberale Donald Tusk per riconoscere diritti civili di base alle coppie non sposate, incluse quelle omosessuali. Secondo Nawrocki “Si tratta di un tentativo di creare un’alternativa al matrimonio”. Queste le parole del capo dello Stato, considerato vicino ai conservatori del partito ultra cattolico PiS e sostenuto dalla gerarchia clericali.

Ungheria, divieto di Pride

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Nel mese di marzo il parlamento ungherese ha approvato in un solo giorno una delle leggi più repressive dell’era Orbán, vientando i Pride e qualsiasi manifestazione pubblica che possa, secondo la visione distorta e oscurantista del regime Fidesz – il partito-nazione – , “nuocere al benessere dei bambini”. Quello che Orbán e i suoi vogliono è la cancellazione della comunità LGBTQIA+ dallo spazio pubblico, un’operazione sistematica che ha già visto il blocco del riconoscimento legale delle persone transgender, la censura di libri e film e ora anche il divieto di riunirsi e manifestare. In un’UE in cui l’Ungheria non dovrebbe più stare.

Géza Buzás-Hábel, organizzatore del Pecs Pride, e Gergely Karácsony, sindaco di Budapest, rischiano il carcere

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Budapest Pride 2025, Gergely Karácsony

Dopo il divieto di Pride voluto da Orban, l’Ungheria è comunque scesa in piazza a Budapest e a Pecs grazie a due sindaci che rischiano ora un anno di carcere. Gergely Karácsony, che ha annunciato come la polizia ungherese abbia raccomandato la sua incriminazione per aver organizzato la 30esima parata del Pride lo scorso giugno, quando centinaia di migliaia di persone invasero la capitale ungherese, e Géza Buzás-Hábel, convocato per un interrogatorio davanti alla polizia come sospettato per aver organizzato un raduno proibito a Pecs.

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Géza Buzás-Hábel

Quello di Buzás-Hábel è stato il primo caso noto nell’Unione Europea con un difensore dei diritti umani perseguito penalmente per aver organizzato un Pride.

Il governo Meloni e il DDL Schillaci-Roccella sull’identità di genere

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Il Consiglio dei ministri del governo Meloni approva un ddl che restringe l’accesso ai farmaci per minori trans. Con il pretesto della “tutela sanitaria”, introduce un registro nazionale, un comitato etico politico e la centralizzazione ospedaliera, sottraendo decisioni cliniche a medici e famiglie. Associazioni e società civile sottolineano l’impianto persecutorio ad personam che prevede una schedatura di ogni minore trans che finisce per essere platealmente patologizzat*: “Come criminali, transfobia ossessiva, ideologia, repressione e torsione autoritaria”. A dicembre 2025 anche la comunità scientifica ha preso le distanze dal Ddl Roccella-Schillaci. Durante le audizioni parlamentari Roberta Parigiani (MIT) ha parlato di dibattito “surreale”: l’obiettivo politico è patologizzare l’identità trans. Intanto giunge l’allarme delle società scientifiche: “Si rischia di limitare l’accesso alle cure salva-vita.

 

In Italia il governo forza l’approvazione del Decreto Sicurezza con cui potrebbe vietare i Pride

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Il Decreto Sicurezza, approvato il 4 aprile, restringe il perimetro del dissenso e ridefinisce in senso repressivo il rapporto tra cittadinanza e autorità. Dopo lo stallo parlamentare e le riserve del Presidente della Repubblica, il governo ha forzato l’iter con un decreto-legge, garantendo l’entrata in vigore immediata: come già accaduto in Ungheria, il provvedimento apre un varco di possibilità per la destra di vietare manifestazioni di dissenso, inclusi i Pride.

In Italia la Lega vuole escludere per legge donne trans dagli sport

2025, diritti LGBTQIA+ in arretramento in tutto il mondo: cronaca di un anno terribile - Lega Ravetto presenta progetto di legge contro le donne trans nello sport - Gay.it

La deputata leghista Ravetto ha presentato una proposta di legge – nel solco dei provvedimenti anti-trans di Trump negli USA – contro le donne trans nello sport “per garantire pari opportunità. Un progetto di legge per modificare l’articolo 5 del decreto legislativo n. 242 del 1999, “in materia di pari opportunità e di riserva della partecipazione alle competizioni femminili in favore delle atlete di sesso femminile dalla nascita“. Si tratta della legge “Riordino del Comitato olimpico nazionale italiano – CONI“.

Slovacchia, approvata modifica costituzionale che riconosce solo due generi e riduce i diritti delle coppie LGBTQIA+

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Nel 2025 la Slovacchia ha modificato la propria Costituzione, approvando un emendamento che sancisce come possano essere riconosciuti solo due generi, quello maschile e quello femminile, vietando la gestazione per altri, limitando l’adozione alle sole coppie eterosessuali e includendo un impegno ad eliminare la differenza di salario legata al genere. L’emendamento costituzionale è stato definito come un atto che sancisce la “sovranità in materia culturale ed etica“. Stabilisce inoltre che le norme nazionali avranno priorità sulle norme europee, in riferimento a temi culturali ed etici. Il filo-putiniano presidente Robert Fico ha elogiato la modifica: “Questa non è una piccola diga, o una diga qualsiasi: è una grande diga contro il progressismo“, ha dichiarato. In precedenza, Fico aveva sostenuto che quella che chiama ideologia liberale si starebbe “diffondendo come un cancro“.

Regno Unito, la sentenza anti-trans della Corte Suprema

Sentenza UK sull'esclusione delle donne trans dalle protezioni dell'Equality Act: cosa significa oggi e cosa potrebbe significare domani.

Lo scorso maggio i giudici della Corte Suprema inglese hanno stabilito all’unanimità che una donna è definita dal sesso biologico ai sensi della legge sulla parità di trattamento. Era stato chiesto alla Corte di decidere sulla corretta interpretazione dell’Equality Act del 2010, applicabile in tutta la Gran Bretagna. Da allora, le linee guida stabiliscono che in luoghi come ospedali, negozi e ristoranti, “alle donne trans (uomini biologici) non deve essere consentito di utilizzare i servizi igienici femminili”. La sentenza è finita alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Un anno di omobitransfobia istituzionale firmata Donald Trump

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Dal 20 gennaio scorso, giorno del suo ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump ha firmato tutta una serie di ordini transfobici, in un’America dove gli stati a trazione repubblicana sfornano proposte di legge omobitransfobiche a cadenza quotidiana, con Texas e Florida a guidare il gruppone.

In 11 mesi Trump vietato alle donne trans di competere negli sport scolastici e alle persone trans di poter lavorare nell’esercito. Ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti, ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato l’ingresso degli atleti trans negli USA, ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale, ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”, ha imposto lo stop al monitoraggio dei crimini violenti contro le persone transgender, vietato alle atlete trans di recarsi negli Stati Uniti per gareggiare, cancellato le persone trans e bisessuali dal monumento di Stonewall e vietato le strisce pedonali rainbow, ha fatto sparire il Pride Month dal sito della Casa Bianca, ordinato al Women’s History Museum di cancellare le donne trans, ha bloccato l’educazione sessuale trans-inclusiva nelle scuole, fatto cambiare nome  alla nave della marina Harvey Milk, ha dichiarato guerra alla Disney e alle sue politiche inclusive, ha provato a cancellare l’arte trans, ha cancellato 47 milioni di dollari di finanziamenti per la tutela delle persone trans, ha cancellato i fondi per la linea di assistenza per i giovani LGBTQ+ a rischio suicidio, ha fatto licenziare un agente FBI che aveva osato esporre una bandiera rainbow sulla propria scrivania, ha mandato in frantumi decenni di progressi nella lotta all’hiv/aids con tagli miliardari alla ricerca e alla copertura sanitaria per migliaia di sieropositivi e ha fatto approvare alla Camera un disegno di legge che criminalizza l’assistenza di genere per minorenni trans. E siamo solo al primo anno della sua 2a presidenza. Ne mancano ancora tre.

Identità di genere: negli USA torna il sesso biologico sul passaporto, la Corte Suprema dà ragione a Trump

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Nel mese di novembre la Corte Suprema degli Stati Uniti ha autorizzato l’amministrazione Trump a ripristinare la regola che impone di indicare sui passaporti esclusivamente il sesso assegnato alla nascita, cancellando la possibilità di autodeterminazione introdotta sotto Biden e sospendendo l’opzione “X” per persone transgender, non binarie e intersessuali. La decisione è arrivata tramite ordine d’emergenza, congelando un provvedimento di un tribunale federale di Boston che, dopo il ricorso di alcune persone trans, aveva bloccato la misura giudicandola “radicata in un pregiudizio irrazionale” e potenzialmente discriminatoria. La Corte, a maggioranza conservatrice, sostiene che indicare il sesso alla nascita “non viola il principio di uguaglianza più di quanto lo faccia indicare il Paese di nascita”, definendolo un “fatto storico” e non una discriminazione.

La Corte Suprema USA autorizza i genitori ad escludere i figli dalle lezioni con libri LGBTQ+ inclusive

Libri vietati nelle scuole USA Gay.it

Nel luglio scorso la Corte Suprema USA ha autorizzato i genitori ad escludere i figli dalle lezioni con libri LGBTQ+ inclusive. Si tratta della sentenza Mahmoud contro Taylor, che ha preso in esame le scuole pubbliche della contea di Montgomery, ovvero il più grande distretto scolastico dello stato del Maryland dove nel 2022 vennero introdotti diversi libri di fiabe LGBTQ+ inclusive, tra cui “Pride Puppy!” e “Uncle Bobby’s Wedding”. Il distretto scolastico aveva inizialmente permesso ai genitori di escludere i propri figli dalle lezioni in cui venivano utilizzati tali libri, nel caso in cui fossero contrari, per poi rimuovere simile opzione nel 2023, definendo “inappropriata” tale politica. A quel punto alcuni genitori hanno intentato causa per motivi religiosi, sostenendo che la decisione violasse i loro diritti sanciti dal Primo Emendamento. Tra i querelanti c’erano la coppia musulmana composta da Tamer Mahmoud ed Enas Barakat, oltre ad alcuni membri appartenenti alla chiesa cattolica e ortodossa ucraina. Ebbene con una sentenza di 6 voti a 3, la Corte Suprema degli Stati Uniti a maggioranza conservatrice si è schierata dalla parte dei genitori.

Nel redigere l’opinione della maggioranza, il giudice conservatore Samuel Alito (nominato da George W. Bush) ha affermato che l’introduzione dei libri da parte del distretto scolastico “insieme alla sua decisione di negare l’opt-out ha imposto un onere incostituzionale al diritto dei genitori nei confronti del libero esercizio della propria religione“.

Corte Suprema USA conferma il divieto di assistenza sanitaria per i minori trans

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Nel mese di giugno una transfobica legge dello stato del Tennessee che vieta l’assistenza sanitaria per le persone transgender minori di 18 anni è stata confermata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. I giudici hanno dato il via libera al Tennessee, che potrà ora continuare a vietare l’assistenza sanitaria per le persone transgender di età inferiore ai 18 anni, con una sentenza a maggioranza di 6 a 3. La decisione potrebbe trasformarsi in un pericoloso precedente legale per i futuri casi relativi ai divieti di assistenza sanitaria per le persone trans negli Stati Uniti. È la prima volta che l’Alta Corte si pronuncia sulla costituzionalità dei divieti che prendono di mira l’assistenza medica per l’affermazione di genere. E potrebbe pesare come un macigno.

La Corte Suprema USA autorizza il divieto militare di Trump per le persone trans

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Dopo lo stop deciso da due giudici, il via libera della Corte Suprema a maggioranza conservatrice. Nel maggio scorso la Corte Suprema degli Stati Uniti ha accolto la richiesta dell’amministrazione Trump di applicare il divieto militare per le persone transgender. Il Pentagono ha così potuto iniziare a congedare i militari con diagnosi o storia di disforia di genere e a negare l’arruolamento a nuovi americani transgender.  Il divieto, autorizzato dall’Ordine Esecutivo 14183 e attuato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, impone l’espulsione di tutti i militari transgender indipendentemente dalle prestazioni o dalle qualifiche, bloccando qualsiasi futuro arruolamento.

Repubblica Ceca, la coalizione di estrema destra all’attacco dei diritti LGBTQIA+

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A inizio ottobre la Repubblica Ceca è andata al voto facendo vincere le elezioni al miliardario Andrej Babiš e al suo partito populista, trumpiano e filorusso Azione del cittadino scontento (Ano), con un governo formata da Ano, dal partito di estrema destra filorusso Libertà e Democrazia Diretta (SPD) e dal movimento ultraconservatore degli Automobilisti. La SPD si è sempre detta contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso e all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, mentre gli Automobilisti sono addirittura favorevoli alle leggi sulla censura LGBTQ+, seguendo Orban, Fico e in Italia la Lega di Salvini, Vannacci e Sasso ossessionata dalla fantomatica “ideologia gender”. Definito il “Donald Trump ceco”, Babiš ha stretto forti legami con il primo ministro slovacco Robert Fico e con il leader ungherese Viktor Orbán. In precedenza si era rifiutato di firmare una lettera sostenuta da 15 Stati membri dell’UE contro la legge ungherese sulla propaganda LGBTQIA+.

 

In Italia stop ai permessi per le coppie unite civilmente: discriminazione di Stato per il personale delle carceri

Sovraffollamento delle carceri in Italia

Una circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria esclude le coppie unite civilmente dai permessi della legge 104. Una scelta formalistica, in contrasto con l’orientamento dell’INPS e del diritto del lavoro. Arcigay parla di atto discriminatorio e chiede l’intervento del ministro.

Il Kazakistan propone un’allarmante legislazione anti-LGBT

Il presidente del Kazakistan Tokayev (qui in foto con Putin) si appresta a firmare la legge anti LGBTIAQ+ del Paese.

Dopo il via libera della Camera di novembre, la legge che vieta la cosiddetta “propaganda LGBT” in incubazione dal 2024 ha compiuto un ulteriore e decisivo passo a metà dicembre del 2025: anche il Senato del Kazakistan ha approvato gli emendamenti, aprendo la strada alla promulgazione definitiva da parte del presidente Kassym-Jomart Tokayev. A confermarlo è ILGA-Europe, che parla di una svolta gravissima per i diritti civili nel Paese. L’ONG Queer Kazakhstan avverte che il disegno di legge anti-LGBT, approvato dal Senato, è ora sul tavolo del presidente Tokayev. Entro 30 giorni il presidente potrà firmare o respingere le modifiche. Il provvedimento introduce restrizioni ampie e sistemiche alla libertà di espressione, all’informazione, all’istruzione, alla cultura e alla società civile. Le modifiche intervengono su nove atti normativi, tra cui le leggi su diritti dell’infanzia, media, istruzione, pubblicità, cinema e piattaforme online. Viene vietata la diffusione di contenuti che “promuovano orientamenti sessuali non tradizionali” nello spazio pubblico e digitale, con l’obbligo di segnalare come “sensibili” libri, film, cartoni animati, programmi e materiali informativi che contengano riferimenti LGBTQIA+. Le sanzioni previste includono multe elevate e fino a dieci giorni di detenzione amministrativa in caso di recidiva. Le autorità avranno inoltre il potere di bloccare siti e contenuti online senza una decisione giudiziaria, introducendo di fatto un meccanismo di censura preventiva. La norma accosta esplicitamente “orientamenti non tradizionali” e pedofilia, una scelta lessicale che istituzionalizza lo stigma e legittima l’equazione tra identità LGBTQ+ e pericolo sociale.

Turchia, Erdogan vuole il carcere per le persone trans e le coppie gay

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Il governo turco ha presentato la bozza del suo undicesimo pacchetto di riforma giudiziaria, che include una serie di nuove norme che andranno a criminalizzare la comunità LGBTQIA+. È questo lo stato di avanzamento di un pacchetto di norme già annunciato ad inizio 2025 e rilanciato nel corso dell’anno in più occasioni. Secondo l’emendamento proposto, “chiunque intraprenda, incoraggi pubblicamente, elogi o promuova atteggiamenti o comportamenti contrari al proprio sesso biologico alla nascita e alla moralità pubblica sarà punito con la reclusione da uno a tre anni“. Le persone trans rischiano quindi il carcere. L’età legale per la riassegnazione chirurgica del sesso aumenterà inoltre da 18 a 25 anni, mentre i requisiti per sottoporsi a tali procedure diventeranno più severi. Le coppie dello stesso sesso che oseranno celebrare cerimonie di fidanzamento o matrimonio potrebbero incorrere in pene detentive da un anno e mezzo a quattro anni. La pena per “atti sessuali in pubblico o esibizionismo“, attualmente fissata tra sei mesi e un anno, verrebbe anch’essa aumentata da uno a tre anni. La proposta, scrive TurkiyeToday, interesserà anche le piattaforme digitali con personaggi o storie LGBTQ+. Secondo la bozza, l’articolo 225 del Codice Penale turco, intitolato “Atti osceni“, verrà modificato per includere una nuova clausola che criminalizza le espressioni di genere e sessualità ritenute in contrasto con “il sesso biologico e la moralità pubblica”.

Romania, Pride vietato

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Oradea Pride 2025, foto IG

Come in Ungheria, anche in Romania è stato vietato un Pride, a Oradea, città con poco meno di 200.000 abitanti. Le autorità statali hanno ostacolato l’accesso delle persone LGBTIQ+ agli spazi pubblici, nonostante la proposta di 11 percorsi alternativi. Gli organizzatori del Pride, ovvero i rappresentanti dell’associazione ARK Oradea, hanno ricevuto solo e soltanto rifiuti da parte del Comune, con scuse che andavano dalla sovrapposizione di eventi pubblici ai lavori infrastrutturali, opportunamente annunciati il giorno stesso del divieto. Non è mai stata offerta alcuna soluzione alternativa. La marcia dell’Oradea Pride del 2025 si è comunque svolta lo scorso 26 luglio, nonostante il divieto, su un percorso alternativo e sotto forma di protesta pacifica. Gli organizzatori hanno presentato un ricorso contro il Comune per violazione dei propri obblighi costituzionali e per aver sistematicamente ostacolato la visibilità LGBTIQ+ per il terzo anno consecutivo. In 500 hanno sfidato il caldo estremo e la polizia, che li ha schedati e denunciati. Con multe salatissime.

Trinidad e Tobago vieta l’omosessualità. Di nuovo

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Nel 2018 l’Alta Corte di Trinidad e Tobago stabiliva che l’attività sessuale tra adulti consenzienti dello stesso sesso era legale. Nel 2025 Trinidad e Tobago ha ripristinato il divieto legato all’omosessualità. Ma andiamo con ordine. Nel 2018 l’attivista Jason Jones sfidò l’Alta Corte sostenendo l’incostituzionalità delle Sezioni 13 e 16 del codice penale. Pochi mesi dopo l’Alta Corte si pronunciò a suo favore annullando le sezioni 13 e 16, ma il governo impugnò la sentenza. A fine anno la Corte stabilì che due adulti consenzienti dello stesso sesso non potevano essere perseguiti per aver fatto sesso, definendo le sezioni 13 e 16 del Sexual Offenses Act come “irrazionali e illegali” perché violano i diritti alla privacy e alla libertà di espressione. Il 25 marzo 2025 la Corte d’appello ha ribaltato quella decisione, affermando che solo il Parlamento può annullare il divieto dell’omosessualità nel Paese. La Corte d’appello ha anche ridotto la pena massima associata all’omosessualità a cinque anni di carcere. Prima del 2018, la pena massima arrivava ai 25 anni di carcere.

Russia, in 18 mesi 101 persone condannate per “estremismo” LGBT

putin russia lgbtqia+

In 18 mesi le autorità russe hanno condannato oltre 100 persone per “estremismo” LGBTQ+. A darne notizia è The Human Rights Watch. Tutto questo grazie alla legge che di fatto criminalizza tutte le forme di attivismo LGBTQ+, entrata in vigore nel gennaio del 2024. Da allora i tribunali russi hanno emesso 101 condanne “legate all’estremismo” per la partecipazione al “movimento LGBT internazionale” o per averne esposto i presunti simboli. Si ritiene che 98 casi riguardino reati amministrativi o altri reati minori, mentre i restanti virano verso il penale. Procedimenti che dimostrano la determinazione delle autorità russe a perseguitare e mettere a tacere le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) e i loro sostenitori.

Giappone, stop al matrimonio egualitario

Giappone No Matrimonio Gay Sanae Takaichi
Sanae Takaichi e le persone che hanno impugnato nel 2019 il divieto al matrimonio davanti alle corti di tutto il Giappone.

L’Alta corte di Tokyo ha stabilito che il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso è costituzionale, diventando l’unica corte d’appello del Paese a sostenere apertamente la posizione del governo dopo cinque sentenze contrarie emesse tra Sapporo, Nagoya, Osaka, Fukuoka e una precedente decisione della stessa Tokyo nel 2024. Festeggia la neo premier conservatrice Sanae Takaichi, apertamente contraria al matrimonio egualitario e molto vicina allo Shinto Seiji Renmei e a Nippon Kaigi (lobby religiose ultraconservatrici). Il caso ora passa alla Corte Suprema, che nel 2026 potrebbe pronunciarsi per la prima volta sul matrimonio egualitario. Nel frattempo il Giappone resta l’unico Paese del G7 senza alcun riconoscimento legale per le coppie omosessuali, nonostante il sostegno dell’opinione pubblica sfiori il 70% e molte imprese internazionali sollecitino una riforma per garantire tutele ai propri dipendenti.

Terf e reazionaria, Marina Terragni nominata garante per l’infanzia: “I bambini trans non esistono”

Petizione contro la nomina di Marina Terragni a garante per l'Infanzia e l'Adolescenza: la destra non ha fatto prevalere il merito, ma la vicinanza ideologica.

Marina Terragni è stata nominata Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza dai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Figura del femminismo “gender critical”, contraria a maternità surrogata e identità di genere, nega i diritti delle persone trans. Nota per frasi come “i bambini trans non esistono”, la nomina segna una svolta politica chiara fin dai primi giorni del 2025.

Cina, repressione per i racconti erotici gay

Cina racconti erotici gay censura Xi Jinping

Nel sud della Cina una studentessa laureanda ha scritto un romanzo romantico gay. Settantacinque capitoli, due protagonisti maschili, qualche scena esplicita. L’ha caricato su una piattaforma online. Ne ha ricavato l’equivalente di 400 dollari. E ora rischia la condanna penale per “diffusione di materiale osceno”. Come lei altre decine di autrici – quasi tutte donne, quasi tutte sotto i trent’anni – sono state arrestate, interrogate, multate. Qualcuna è in carcere, altre attendono il processo. In Cina, “osceno” è tutto ciò che ritrae atti sessuali senza valore scientifico o artistico. La definizione è vaga. La punizione, severa. Le pene aumentano in base al numero di clic. La popolarità è prova del crimine.

L’ONU cancella le persone LGBTI con disabilità: gli USA appoggiano la proposta dell’Egitto

2025, diritti LGBTQIA+ in arretramento in tutto il mondo: cronaca di un anno terribile - Disabili LGBT Voto Onu 17 Dicembre 2025 Gay.it - Gay.it

Il 17 dicembre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una nuova risoluzione sull’attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, contenente disposizioni rilevanti su accessibilità, istruzione inclusiva e tutela delle persone con disabilità in situazioni di rischio. Il testo finale, tuttavia, è stato approvato senza il riferimento esplicito alle persone LGBTI con disabilità, rimosso in seguito a un emendamento promosso dall’Egitto e sostenuto apertamente dagli Stati Uniti d’America. In origine, la risoluzione riconosceva che le persone con disabilità affrontano “barriere amplificate” quando la disabilità si intreccia con contesti diversi, inclusa la discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere. Questo passaggio è stato cancellato dopo un’intensa attività di lobbying nelle ore precedenti al voto finale. Che ha portato alla cancellazione delle persone LGBTI dal testo. L’emendamento è quindi passato per una manciata di voti.

In Italia escalation di aggressioni di odio omobitransfobico contro le persone LGBTIAQ+

Minacce di morte, insulti, commenti sessualizzanti e feticizzanti: la denuncia di Arcigay Modena dopo un post che promuoveva il forum per lesbiche "Saffichiamo"

Una serie di aggressioni contro persone LGBTIAQ+ ha impresso, già nei primi giorni del 2025, un tratto preoccupante al clima omobitransfobico alimentato dalla retorica anti-gender della destra di governo. A Roma si consuma un pestaggio la notte di capodanno: in 10 contro 2. Poche ore dopo viene vandalizzata la sede del Cassero a Bologna. Il 5 gennaio nuova aggressione a Roma. Sempre nella capitale qualche giorno più tardi un nuovo atto di odio omobitransfobico contro persone LGBTIAQ+, questa volta con uso di acido corrosivo. I fatti di cronaca andranno avanti tutto l’anno, con episodi quasi quotidiani, raccontati da Gay.it ogni giorno (Leggi tutto qui > transfobia e omofobia)

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