Nelle scorse ore è stato diffuso in rete il videoclip di Mille, tra i brani destinati a diventare i tormentoni dell’estate 2021. Il video della canzone, che vede la collaborazione di Fedez, Achille Lauro ed Orietta Berti, ha quasi raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni su YouTube, mentre le riproduzioni su Spotify viaggiano verso i tre milioni. Un successo già scritto, destinato però ad alimentare qualche polemica.

Non è infatti tutt’oro quel che luccica, spesso non c’entrano nemmeno gli strass termoadesivi sulle bluse di Orietta Berti. Nel videoclip di Mille, fra gli attori che hanno preso parte alle scene, un occhio ben allenato potrà individuare due drag queen. Una di queste, Paola Penelope, tra le più note del panorama italiano, ha raccontato la sua esperienza sul set su Facebook, con una lunga lettera aperta rivolta a Fedez.

“Devo dirlo fuori dai denti: sono stati due giorni di lavoro da incubo“, ha svelato la performer, che stando alle sue parole avrebbe dovuto avere maggiore spazio nel videoclip insieme alla collega Eva Paradise, salvo poi essere confinate entrambe alle estremità di ogni scena del primo giorno. Intense la delusione e l’amarezza, che si percepiscono sin in apertura della denuncia social:

Quando ho ricevuto la chiamata ero felicissima che un cantante famoso, e che ultimamente si è molto speso per la comunità LGBT, avesse pensato ad utilizzare la figura delle Drag Queen in un grande progetto, non solo per dare colore ma anche per l’aspetto sociale che rappresentiamo e che spesso viene dimenticato.

“Mi è sembrato da subito alquanto strano il nostro utilizzo”, ha aggiunto Paola Penelope, che confortata dal proprio referente ha continuato a registrare alcune scene anche il giorno successivo all’arrivo sul set del videoclip di Mille. Che cos’è successo l’indomani, oltre al solito ritardo al ciak? Ecco il suo racconto:

Alle 12:30 siamo state chiamate a bordo piscina ma, improvvisamente, qualcuno ha deciso di spostarci sulla terrazza. Da qui è iniziato il dramma. Allo stop di questa scena “colossale” sentiamo l’aiuto regista dire al megafono “Dite alle trans di mettersi all’ombra”; la mia reazione, ovviamente, è stata tempestiva ed ho detto subito ”Ok, vado a casa. Arrivederci!”. Intendiamoci, essere chiamata “trans” non è un’offesa, anzi, ma lì ho avuto la certezza che la regia non avesse la consapevolezza della figura della Drag Queen e che la nostra presenza non avesse alcun senso.

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Alle scuse dell’aiuto-regista e alle parole del produttore, l’artista ha deciso di tornare in scena, anche con un certo senso di colpa per l’accaduto. “Nonostante tutto, riviviamo nuovamente la situazione del primo giorno […]. Ecco il valore aggiunto, il valore del nulla, e probabilmente fare i fighi per aver messo due drag queen in controluce in un video”. Scossa da “tanta mancanza di professionalità, sensibilità e rispetto“, Paola Penelope ha concluso il proprio sfogo rinnovando l’invito a Fedez ad esporsi sull’argomento e difendendo il proprio mestiere, che mescola arte, performance e ancora troppi pregiudizi:

Per difendere i diritti di un’enorme comunità, come quella LGBT, non basta esporsi pubblicamente in tv, bisogna farlo ogni giorno, anche nel quotidiano, anche scegliendo uno staff che ci rappresenti. Le battaglie che noi dobbiamo affrontare quotidianamente per l’accettazione e la normalizzazione del pensiero comune altrui, sono molte, e partono dai piccoli gesti. Come quello di rispettare ogni lavoratore e dare valore ad un figura come la nostra che ancora oggi è oggetto di scherno e mortificazione.

Il rapper di Mille risponderà alla richiesta di spiegazioni della drag queen, magari attraverso il suo canale preferenziale di comunicazione, le Storie di Instagram? Staremo a vedere.

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