GF Vip, Katia Ricciarelli (già) a rischio squalifica per una frase omofoba – video

La cantante lirica critica l'outfit del coinquilino Alex Belli, lasciandosi andare ad espressioni intollerabili. Il pubblico del Grande Fratello Vip insorge sul web.

GF Vip, Katia Ricciarelli (già) a rischio squalifica per una frase omofoba - video - katia ricciarelli gf vip - Gay.it
2 min. di lettura

Alla faccia dell’eleganza della lirica. Come accade ogni anno, ci ritroviamo a parlare del Grande Fratello Vip, soprattutto per la condotta dei concorrenti che vivono nella casa di Cinecittà. Questa volta tocca a Katia Ricciarelli, cantante ed attrice, tra le colonne portanti dell’ultima edizione del reality, partito su Canale 5 lunedì scorso. Che cos’ha combinato, tanto da richiederne a gran voce la squalifica immediata?

Dopo aver visto l’outfit sfoggiato da Alex Belli, soprattutto la camicia variopinta scelta da indossare per l’occasione dall’attore delle soap, Katia Ricciarelli ha scelto di commentare il look con il diretto interessato. “Sembri proprio ricch*one“, si sente chiaramente scandire dalla bocca della soprano. Inutile dire che la scena è stata registrata da un utente attivo su Twitter, fermo in quel momento sul canale di Mediaset Extra, che trasmette in diretta quello che avviene fra le mura della casa.

Lo scorso anno fu Patrizia De Blanck a servirsi a più riprese di un altro termine che indica volgarmente le persone omosessuali di sesso maschile, pur venendo salvaguardata dalla produzione del programma. Quest’anno si terrà conto della natura discriminatoria delle parole di Katia Ricciarelli, ancor più esecrabili se usate come intercalare quotidiano, oppure si sfrutterà qualche cavillo del regolamento per evitarne la squalifica? D’altronde, lo stesso conduttore Alfonso Signorini ha sottolineato in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni che la politica nei confronti delle offese e delle espulsioni sarebbe cambiata da quest’edizione del reality show:

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Mi è piaciuto poco il fatto di essere censori di certi comportamenti, mi è sembrato anacronistico. Ora ogni caso sarà valutato in base al principio che non è la parola che offende, ma l’intenzione. Non significa “liberi tutti”, ma se una parola nel contesto non è offensiva, non va stigmatizzata.

A voi ogni considerazione del caso, ma se si tira in ballo un’espressione del repertorio omofobo per giudicare una camicia, l’intenzione discriminatoria c’è tutta…

 

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.