La cura eteroconvertitrice

Quali sarebbero le conseguenze di un improbabile vaccino eteroconvertitore? Dal cinema alla moda alle elezioni alla televisione. Ecco l'irriverente scenario immaginato da Insy Loan.

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Il pericolo è reale e le fonti attendibili ma il segreto professionale ci vieta di renderle note. Pare che nei sotterranei di una notissima casa farmaceutica sia ormai pronto l’SY73, un vaccino eteroconvertitore in grado di trasformare gay e lesbiche in eterosessuali. La sua incredibile efficacia è stata testata la scorsa settimana. Inoculato in tre ballerini dello Sticky&Sweet Tour di Madonna, questi hanno immediatamente perso il senso del ritmo e si sono strappati di dosso le mutande di Calvin Klein sostituendole con dell’intimo della Ragno.

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Le implicazioni sociali e culturali di un’eventuale vaccinazione della popolazione omoricchiona sono enormi. Secondo l’istituto nazionale di statistica e demografia, se gay e lesbiche dovessero essere convertiti, comincerebbero a riprodursi anche loro e l’Italia collasserebbe definitivamente sotto il peso di un incremento delle nascite pari al 10% elevando così l’età pensionabile a 75 anni senza contare che l’improvviso aumento di maschi vaginodiretti porterebbe al verificarsi di risse sempre più frequenti nei locali per accaparrarsi le femmine. I mariti non si fiderebbero più di mandare le mogli dai loro parrucchieri e anche i commessi delle boutique inizierebbero ad essere visti con sospetto ingenerando così un aumento delle tensioni sociali causate dalla gelosia.

Non tutte le implicazioni però sarebbero del tutto negative. Dolce&Gabbana finalmente smetterebbero di campare sull’ottusa devozione che i gay nutrono per i loro stracci e contestualmente smetteremmo di sentir esclamare: “Adoro!”, da finocchi allampanati sormontati da ciuffi stile Plastic in adorazione davanti le vetrine di Tom Ford e Marc Jacobs. Sempre restando nel mondo della moda, nei negozi d’abbigliamento maschile sparirebbe la taglia S e l’aggettivo “comodo” verrebbe definitivamente preferito a “fascion”.

L’utilizzo fino ad allora sconosciuto di eye-liner, rimmel e matite causato dall’improvvisa conversione di milioni di lesbiche porterebbe a decine di migliaia di ricoveri nei reparti di chirurgia oftalmica e anche i boschi tornerebbero a ripopolarsi di cinghiali dopo che le ex vestali di Artemide sostituiranno l’arte della cucina a quella della caccia a mani nude.

L’industria della musica è quella che riceverebbe però il colpo più duro, perché, diciamocelo, una volta che spariranno i gay chi sarà disposto a comprare gli album di Lady Gaga e Briney Spears? Questo però gioverà alle loro vite private  permettendo alla prima di tornare ad indossare jeans e maglietta senza dover per forza chiamare Rambaldi ogni volta che deve uscire di casa e la seconda smetterà di dover fare la lolita sexy anche adesso che è prossima alla menopausa mentre in Italia si potrà finalmente dire che Patti Pravo non canta ma borbotta senza rischiare di essere linciati dalle falangi armate degli integralisti omoricchioni.

Paolo Limiti passerebbe alla conduzione di 90° minuto e Signorini mollerebbe la direzione di Chi per quella di Quattroruote. Solo Renato Zero e Roberto Bolle continuerebbero a essere così come sono, del resto sono anni che continuano a dichiararsi degli schiantatope.

Sul versante politico, la destra non subirebbe grandi travasi di voto, tanto moltissimi omosessuali con la passione per la sodomia elettorale votano per loro anche adesso.

La Chiesa però non saprebbe più a chi imputare la causa delle pulsioni pedofile che serpeggiano tra i prelati e dovrà far piangere qualche nuova statuetta di gesso della Vergine per distogliere l’attenzione dei fedeli dalle loro magagne millenarie.

Il lubrificante per massaggi della Durex inizierà ad essere usato davvero come lubrificante per massaggi, la Fitness First chiuderebbe tutte le sue palestre e sparirebbero i costumi a slip dalle coste italiane. La birra farebbe estinguere il Cosmopolitan, la Nivea sostituirebbe Estée-Lauder sugli scaffali dei bagni, Axe surclasserebbe Dior ma, cosa più tragica di tutte, non girerebbero mai Sex & the city 3.

di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

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